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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Gianluca Padovani

    Lei cerca di essere sempre molto equilibrato, il che va bene, ma bisogna mettere le cose al loro posto ed assegnare ad ogniuno il proprio ruolo.
    E’ compito dei cittadini dire No, chiedere la presentazione anche di un progetto alternativo, come previsto dalla legge, cosa che il comitato ha fatto.
    Dire che il comitato ha detto solo No è errato ed ingeneroso da parte sua.
    Spetta al popolo stimolare la politica, all’azienda presentare un progetto alternativo, ed alle istituzioni promuoverlo, esaminarlo, incentivarlo.
    Quindi ad ogniuno il suo ruolo.
    Non si tratta nemmeno di rimanere all’età della pietra. C’è un range di progetti di energia alternativa che si collocano molto più in alto nella scala del rapporto benefici/effetti, ma alla politica non interessa come dimostra il caso di Renaia (che persino i gli Americani non autorizzano più), ma Vignini alza le mani imboccando la strada più semplice: ‘la legge lo consente’.
    Se inerzia, disinformazione, mancanza di proposte, inganni, giochi di parle come l’equivoco ‘no al progetto’ anzichè ‘no alla centrale’ di Bittoni, non è certo dal lato della popolazione che con i pochissimi mezzi, ma tanta passione, ha organizzato convegni, fatto manifestazioni, e suggerito indirizzi alternativi.
    Se poi ritiene che il cittadino debba sostituirsi alle istituzioni ed all’azienda e redigere un progetto tecnico di conversione industriale, francamente lo trovo un pò ridicolo.
    Se poi alla sordità dei partiti qualcuno decide di provare a cambiare le cose mettendosi in gioco e presentando una lista civica, questo è un merito non un demerito o una strumentalizzazione

  • Comitato tutela di Cortona

    Vorremmo ricordare che il termine “centrale” è universalmente riconosciuto e adoperato nel lessico amministrativo e scientifico, anche se nei documenti ufficiali prodotti dai proponenti e dagli oppositori viene quasi sempre utilizzato il termine “impianto” ( anche per i piccoli motori da 1,536 MWe concentrati in una unica sede).
    Vorremmo aggiungere che in questi ultimi mesi sono stati organizzati numerosi incontri , congressi e dibattiti, in tutta la provincia, circa progetti alternativi che creerebbero occupazione e sviluppo senza mettere a repentaglio ambiente, salute e paesaggio. Evidentemente se non se ne è parlato abbastanza non dipende dai promotori ma dallo scarso interesse che argomenti di questo tipo suscitano nel sistema mediatico. I cittadini possono suggerire ma poi è la politica e gli amministratori che devono decidere.
    Ricordiamo che tutti i Sindaci della Valdichiana lo scorso 19 dicembre hanno sottoscritto un documento congiunto che ricusa l’intero progetto del Polo Energetico , così come pervenuto all’esame della Provincia di Arezzo, da parte della Power Crop.
    Comunichiamo che il 15 aprile alle ore 11 la Giunta Regionale della Toscana, al completo, riceverà la Rete dei Comitati che presenterà una Piattaforma delle criticità della Regione ( compreso l'”impianto” di Castiglion Fiorentino) per discutere e confrontarsi in merito alle soluzioni possibili.
    Con l’avvicinarsi della discussione della nuova legge sul paesaggio (che dovrebbe collocare la Toscana ai vertici della tutela), anche la Regione ha creduto opportuno confrontarsi con coloro, che da sempre, hanno fatto della denuncia e della partecipazione attiva nei confronti dei vari scempi, i loro tratti distintivi.
    Riguardo a tutte le altre argomentazioni del Direttore, trattandosi di opinioni personali, non abbiamo niente da aggiungere.
    La sfida che ci attende e che dovremo prima o poi affrontare, tutti insieme, cittadini e amministratori, partiti, movimenti e associazioni sarà l’individuazione di un nuovo sistema di sviluppo che ci permetta di andare avanti senza tornare indietro e progettare un futuro che non distrugga quanto di buono ci è pervenuto dal passato.
    Grazie comunque per aver dato la notizia.

  • Michele Lupetti

    Trattandosi appunto di opinioni personali, fa piacere che vengano rispettate.
    Vi ringrazio per le precisazioni e ribadisco sia l’importanza di una manifestazione come questa, sia la bontà delle vostre rivendicazioni
    Nell’articolo, forse in modo eccessivo (ad esempio nel titolo) ho solo esternato, come peraltro già fatto in passato, alcuni miei dubbi su dei limiti dell’azione dei vari comitati, che mi auguro siano progressivamente superati nell’interesse collettivo

  • Roberto Rossi

    Mi permetto di dare alcune informazioni sulle proposte fatte negli anni dal comitato Valdichiana prima e associazione ora; in un primo tempo avevamo preso delle proposte già fatte in altre riconversioni, come industrie di quinta gamma produzioni per mensa ed altro ( realtà già funzionanti in emilia fatte per riconvertire ex zuccherifici ) poi è stata la volta del centro di riciclo vedelago un businnes per il riciclo totale dei rifiuti ( viaggio esplorativo con aisa e i lavoratori ex sadam i primi molto interessati i secondi ” ma li ci lavorano i neri” ).
    Poi è stato preso addirittura un progetto eridania di ricavare zucchero da uva ed altre coltivazioni ma picche anche lì.
    Dicembre 2011 grande convegno per proporre la valdichiana come distretto rurale hanno partecipato moltissime aziende locali consapevoli che se non si crea un distretto ed un marchio di qualità la strada per una nuova agricoltura sarà vanificata a breve.
    Infine il progetto aboca che non è il nostro ma un giretto al Mercati in Valdichiana che non la conosceva neanche glielo abb……..
    Bene tirando le somme i nostri politici hanno sempre detto NO a queste proposte con motivazioni ma qui non è come li ma la non è come qua ecc….
    Io personalmente dopo 10 anni di parlare di queste cose mi sarei un pochino rotto il c…o e credo anche voi che leggete questo articolo e a questo punto l’unica cosa che mi rimane è un NO NO NO NO NO NO NO NO da paranoico a queste porcate energetiche ( questo è il vero nome visto che eri indecisi tra impianti e centrali ). Vi aspettiamo tutti il 21 per una bella manifestazione paranoici e non, un saluto Roberto Rossi.

  • Michele

    Ciao Michele,
    leggendo il Tuo articolo ci sono rimasto piuttosto male perché, sostanzialmente, senza neppure troppi giri di parole, hai dati dei paranoici agli organizzatori.
    Personalmente mi sono molto appassionato all’argomento, l’ho seguito da vicino, mi sono studiato regolamenti e sentenze ed ho contribuito in prima persona alla stesura del volantino della manifestazione. Permettimi di dirti, quindi, che secondo me ti sono sfuggiti parecchi passaggi.

    Sono centrali sì, sono impianti che vengono costruiti unicamente per fini speculativi, spesso senza prendere minimamente in considerazione il danno sanitario ed economico che provocano e che causeranno.
    Non c’è un motivo uno che porti un vantaggio per la collettività, tanto meno sul piano occupazionale.
    Guarda che oggi chiunque, con due palanche, può svegliarsi la mattina e decidere di aprire una centrale a biomasse. Somma solamente il contribuito in termini di emissioni di tutti questi impianti.
    A chi dovranno rendere grazie le generazioni future?
    A chi dovrà presentare il conto chi sulle bellezze storiche e paesaggistiche della Valdichiana, sui marchi DOP/IGP, etc… fonda il suo business?
    Che immagine daremo, noi, all’estero?
    Stiamo veramente rischiando tanto…

    È falso quando dici che nella maggior parte dei casi si tratta di “minuscoli motori”: i VV.FF. chiamano la caldaia del metano montata nei palazzi dove risiedono i miei amici “centrale termica”: posso anche io chiamare l’impianto di Rigutino, per esempio, centrale elettrica visto che la potenza è enormemente superiore?
    Vuoi che ti mandi qualche studio sulle problematiche sanitarie che provocano quelli che tu chiami “minuscoli motori”?
    È falso che i proponenti di impianti a biomasse vengono dipinti come “il male assoluto”. Riteniamo invece che, nel rispetto dei diritti di tutti, sia necessario arrivare ad una legislazione seria che affronti tutte le criticità sul tavolo privilegiando, ovviamente, la salute e gli interessi dei cittadini, oltre che le bellezze del territorio.
    Come ti è stato già fatto giustamente notare, “il 15 aprile prossimo alle ore 11 la Giunta Regionale della Toscana al completo riceverà la Rete dei Comitati che presenterà una Piattaforma delle criticità della Regione (compreso l'”impianto” di Castiglion Fiorentino) per discutere e confrontarsi in merito alle soluzioni possibili”.

    Nessuno si è dimenticato dell’apporto dei Sindaci del dicembre scorso (mi riferisco alla presa di posizione sulla centrale di Castiglion Fiorentino), anzi, è stato più volte rimarcato anche nei documenti di presentazione della manifestazione. Ed è proprio grazie al lavoro delle Associazioni e dei Comitati che si è potuti arrivare a quell’importantissimo documento.

    Immagino tu non abbia partecipato agli eventi che ci sono stati l’estate scorsa. Faccio riferimento a quello, ad esempio, svoltosi alla torre di Marciano ed organizzato da medici dell’ISDE. Se vuoi posso passarti la cartellina che fotografa quanto è stato detto in quell’occasione e che contiene studi estremamente puntuali sui pericoli per la salute derivanti dagli impianti a biomasse in Valdichiana in modo che tu possa avere un quadro più ampio della situazione.

    La manifestazione, infine, è davvero apartitica, è un “unicum” nel suo genere ed ha già raccolto il plauso di numerosi esponenti politici, indipendentemente dal loro “colore”.

    Ci vuole un “no” fermo al business delle biomasse per dire tanti altri “sì”, per pensare a progetti davvero ecosostenibili superando le scelleratezze di cui la centrale castiglionese è certamente l’emblema.

    Speravo francamente in un aiuto da parte tua quando, in realtà, la manifestazione del 21 è stata messa semplicemente in cattiva luce.
    Ci stiamo impegnando davvero tanto; non gettare ombre sull’attività di chi sta lavorando per difendere salute e territorio.

  • Luca Trippi

    Tre anni fa scrissi un pezzo sull’argomento, anche allora prendendomi gli insulti di tutti, e in un punto scrissi “se qualcuno avesse la voglia di vivere DAVVERO la natura, potrebbe percorrere a piedi o in bici il sentiero della bonifica da Porto a Cesa a San Zeno (inceneritore, ricordate?) e si accorgerebbe di quanto le due località siano molto vicine in linea d’aria”. Questo perché non capivo l’accanimento dei Comitati contro QUESTA centrale e stop, e non lo capisco oggi. Quanto mi piacerebbe un dibattito sulla raccolta differenziata, per esempio. Peccato. Ho quasi sperato che tale manifestazione accogliesse il mio invito. Pazienza. Adesso potete tornare ad insultare me e Michele. Buona serata

  • Giancarlo Bellincampi…

    Avete presenti le masse che cadono nel delirio all’odore del demonio?

  • Michele Lupetti

    Vabè Luca, qui nessuno mi ha offeso, semplicemente vi sono state delle repliche in assoluta correttezza, che accetto e leggo con interesse.

    Mi dispiace che sia stato travisato l’obiettivo dell’articolo che non era affatto denigratorio nei confronti dell’attività dei Comitati, che ritengo importante, ma voleva solo porre alcuni appunti in forma di opinione ovviamente del tutto personale e come tale discutibile

    Forse, ripeto, il titolo è stato infelice: per il resto si può dividere in 3 parti; nella prima si dà notizia della manifestazione sottolineandone l’importanza, nella seconda si pongono degli appunti (mia opinione personale del tutto, ripeto, contestabile, e così è stato fatto e lo accetto), nella terza vi è una sorta di auspicio di lavoro comune fra comitati e istituzioni che mi auguro venga raccolto e in fondo è la cosa più importante e utile

    Ho scritto inoltre, e confermo, che ritengo le argomentazioni dei comitati in larga parte condivisibili; ho qualche dubbio sulla formula e anche le proposte di cui parlano i commentatori le conosco e devo confessare che, sarà per mia scarsa perspicacia, mi sono sembrate fumose e dai contorni poco chiari. Personalmente ritengo comunque l’idea di un Polo Energetico del tutto inopportuna, come pure ritengo inopportuno in generale l’uso delle biomasse; più volte ho criticato l’assenza di una regolamentazione che impedisca speculazioni su questo fronte.

    Più volte, inoltre, ho criticato l’atteggiamento della politica e anche di chi amministra. Se stavolta ho fatto degli appunti ai comitati, ripeto contestabili, è però vero che in altre occasioni le ho fatte alle altri parti in causa. Infine: i comitati hanno avuto sempre spazio su queste pagine, proprio perchè li ritengo utili e di rilievo in una realtà come la nostra

    Accolgo quindi le precisazioni e confermo il mio dispiacere per il fatto che qualcuno anche a me caro e di cui ho profonda stima abbia interpretato questo articolo in modo totalmente lontano da quelli che erano i miei obiettivi

  • C.L. Lazzeri

    Io martedì ero a un dibattito sulla raccolta differenziata ad Arezzo ;così ho fatto in passato e faró in futuro…peccato non avervi incontrato! E peccato poterne parlare solo là…

  • Piera Bartolini

    Luca,
    Ci sono state decine e decine di dibattiti e convegni sulla raccolta differenziata in Toscana, proposte alternative per il trattamento a freddo, opere si sensibilizzazione, ed ormai anche i bambini sanno quali sono le politiche più corrette e le alternative all’incenerimento indifferenziato e persino all’incenermento del residuo differenziato, risultato: Cortona è maglia nera per la raccolta differenziata.
    Di chi è colpa non lo so, ma francamente non credo sia colpa di chi manifesta contro la centrale, ne che siano loro che debbano essere accusati di inerzia.
    Su San Zeno, concordo pienamente con lei le due località sono molto, troppo vicine in linea d’aria, come lo sono tutti i progetti in ballo per la Valdichiana, ed è proprio per questo la gente lotta con forza contro le nuove installazioni, mentre la legge e la politica continua a valutare ogni singolo progetto a se, senza considerare la somma degli interventi che incidono su un territorio. Le valutazioni di impatto ambientale usano anche esse criteri troppo circoscritti e relativi.

    Apprezzabile, ma temo in ritardo di qualche decennio l’apporto dei sindaci della Valdichiana.
    Avrei apprezzato di più pressioni sui loro partiti (che poi è in principalmente uno) di appartenenza per non votare o chiedere un’emendamento al decreto semplificazioni che istituisce la competenza del commissario ad acta.

    Se ci sono toni accessi, critiche e a volte qualche sfogo di chi è contro, non lo giustifico, ma lo posso capire, perchè coloro che fanno, che portano dati, che portano alternative sono sempre etichettati come gente strana che ha chissà quale scopo occulto, che dice solo No, che non fa niente o che non dovrebbe protestare a meno di farsi carico di tutte le proteste ed i problemi del mondo.

    Coloro che sono a favore delle centrale invece, pur portando esigue e generiche argomentazioni prive di dati certi, e stranamente senza mai parlare di impegni vincolanti per l’azienda sui numeri sparati sull’occupazione vengono colocati su un’altro piano.

    Io sono in linea di massima contro per una serie di motivi sui quali non mi dilungo, ma posso anche cambiare idea se chi governa ed ha gli strumenti per attuare garanzie a sostegno delle sue affermazioni li mettesse in pratica.
    Ne bastano due per mettere a tacere i paranoici:

    1) Subordinare la concessione ad un vincolo sulle ‘NUOVE’ assunzioni e ‘NUOVI’ posti di lavoro indotti dichiarati dall’azienda (escludendo dal computo i contadini che già coltivano e già lavorano)
    2) Installare preventivamente una centralina che ci dica quale è oggi la qualità dell’aria oggi per compararla con quella di domani, per dimostrarci che avevamo torto marcio, che la differenza è irrilevante.

    Ma stia tranquillo. questi due piccoli ed esigui interventi che possono mettere a tacere il partito del no, non verranno fatti.

  • Filippo Rossi

    Probabilmente chi scrive si dimentica un concetto, semplice ma basilare. In Italia (come in tutti i paesi cosiddetti democratici) non vige la regola delle opinioni e/o dei dibattiti ma sopra tutto c’è sempre la LEGGE. Questa parola tanto “vituperata” che viene usata a seconda delle convenienze. Non funziona così. Gli antichi Romani coniarono un espressione “Dura lex, sed lex” che significa “la legge è dura, ma è semnpre la legge”. Significa che la LEGGE si rispetta sempre e comunque, anche quando non fa comodo. Al di fuori di questo c’è l’anarchia.

  • pino caiazzo

    Egregio Direttore,chi scrive è il presidente del : Comitato Salute e Paesaggio in Valdichiana :: Abbiamo letto e commentato il suo articolo.Ci siamo accorti che polemizzare co lei è praticamente esercizio inutile.Lei ha una scarsa conoscenza del problema . Parla per sentito dire .Non ci risulta che abbia mai partecipato a nessun incontro organizzato dai comitati. Anche come terminologia che usa non da il giusto significato alle parole come ad esempio fa con centrale.Al riguardo le possiamo dire che tutte le abitazioni hanno una centralina o una centrale elettrica,dipende dalla grandezza delle abitazioni. Ora,se proprio la disturba il fatto di chiamare centrale anche un impianto, come intende lei,piccolo, può, senza alcun dubio usare un suffisso come max davanti a centrale per indicare quella che vorrebbero costruire a ” Ca Bittoni “,decisamente più grande.Una cosa comunque condividiamo con lei e cioè il pericolo che qualche comitato possa essere contagiato dai partiti e servire,quale veicolo, per altri scopi. Per quanto ci riguarda,il nostro comitato non ha alcun intento simile. Facciamo certamente politica intesa come servizio sociale e non partitico. Siamo stati forse presuntuosi nel chiamare il nostro comitato Salute e Paesaggio in Valdichiana ma ci è sembrato l’unico modo per far capire,prima a noi stessi e poi a chi simpatizza per noi che la Salute ed il Paesaggio sono alla base della esistenza umana e che, per il loro significato, non possono avere una connotazione partitica ma sono patrimonio e diritto inalienabile per tutti. Egregio Direttore, non vogliamo rubarle altro tempo. Soltanto la invitiamo alla manifestazione del 21 aprile. Le assicuriamo che sarà una passeggiata in allegria. Seguirà un dibattito dove lei potrà intervenire e, se non lo vorrà fare, potrà, ascoltando, ampliare la sua conoscenza del problema e successivamente scrivere con maggiore attenzione.

  • Michele Lupetti

    Mi fa piacere discutere e ritengo l’essere criticato come qualcosa di utile e positivo.

    Detto questo certo non mi aspettavo tutta questa levata di scudi, nè l’accusa di voler denigrare la manifestazione, visto che ne ho sottolineato l’importanza ribadendo che per larga parte mi trovo d’accordo con le argomentazioni dei comitati, nè quella di parlare per sentito dire visto che da 7 anni porto avanti questo sito, seguo l’attività dei comitati, la questione sadam, quella di Renaia e tutto il resto.

    Ho pure ammesso di aver sbagliato il titolo, ma evidentemente tutto questo con qualcuno non basta

    Faccio comunque tesoro delle osservazioni puntuali e utili del Comitato Tutela Cortona e dell’amico Michele e sarò certamente presente il 21 speranzoso di sentire qualche proposta concreta per il futuro economico della nostra vallata

  • Donato Apollonio

    Questo giornale ha sempre seguito con attenzione le vicende legate alle biomasse e non è affatto disinformato, anzi…
    In merito al termine “centrale” concordo con Michele che, aldilà del significato tecnico, alle orecchie dei non addetti ai lavori possa risultare fuorviante.
    In merito al proliferare dei comitati condivido con Michele il rischio di strumentalizzazioni politiche specie di stampo populista e manipolazioni per fini personali. Può accadere, inoltre, ma mi auguro che sia una eventualità rara, che qualcuno fondi un comitato solo per avere visibilità e sentirsi importante.
    Ovviamente sto facendo un discorso in generale e non mi sto riferendo a specifici comitati locali. Considero la manifestazione del 21 aprile una bella iniziativa e un bell’esempio di cooperazione e ritengo i comitati una espressione di viva democrazia a patto ovviamente che siano genuini e ben informati.
    Concludo invitando tutti ancora una volta ad avere rispetto dell’altrui pensiero e di non cadere nella trappola di trattare con sufficienza e/o superiorità chi la pensa diversamente.

  • Michele

    Gent.mo Dott. Apollonio,
    non mi risulta che nessuno abbia trattato Lupetti con sufficienza o superiorità. Piuttosto, potrei affermare il contrario. Nel senso che l’articolo pubblicato viene presentato sì come un editoriale ma, secondo me, contiene molte informazioni fuorvianti e si basa su di una visione estremamente riduttiva e limitata del problema biomasse.
    Io sono un cittadino che, come tanti altri, tiene alla salute, all’economia del territorio, alle bellezze storiche e paesaggistiche, all’immagine delle nostre città e della nostra vallata agli occhi dei turisti.
    Mi sono certamente iscritto ad una delle associazioni che sono tra le promotrici della manifestazione del 21 proprio perché anch’io guardo nella stessa direzione verso cui i Comitati si stanno orientando. Posso assicurare che tutto il pesante lavoro che è stato svolto in questi lunghi mesi ha avuto solo un’unica stella polare: preservare la salute di chi vive ed opera in Valdichiana in primis e poi contribuire a rendere la nostra vallata una terra vivibile, promuovendo progetti davvero ecosostenibili.
    Bruciare olii (che tra l’altro arrivano da terre lontane e che solo grazie a certi escamotage potrebbero essere importati nel nostro Paese e bruciati in Valdichiana) ed altre biomasse per produrre energia è la cosa più stupida che si fossa fare.
    Partendo da questo assunto è possibile avviare tutte le discussioni che si vuole.
    Ho letto l’espressione “levata di scudi”. Qui nessuno ha levato scudi: secondo me è la solita frase fatta che si usa qualche volta quando si è poveri di argomentazioni.
    La manifestazione del 21 aprile prossimo mira proprio a coinvolgere tutti in un dibattito serio e costruttivo. Si tratta di un evento unico che vede la convergenza di cittadini, associazioni e comitati proprio perché scevra da qualunque condizionamento partitico (non politico; penso che la differenza sia chiara…).
    Io non mi sento paranoico: sono veramente preoccupato per la visione miope di qualcuno che sta rischiando di condizionare in modo pesantemente negativo il futuro di un’intera vallata e, forse, quello di un’intera regione.

    La realizzazione degli impianti proposti provocherà un rilevante peggioramento della qualità dell’aria, non giustificato da interessi collettivi della popolazione residente, anche perché le eventuali autorizzazioni rilasciate non terranno sicuramente conto degli impatti cumulativi.
    Nel valutare l’opportunità di approvazione di un impianto, con riferimento ai suoi possibili effetti sulla salute e sulla qualità dell’ambiente, condizione indispensabile da esigere dovrebbe essere che, con l’entrata in funzione dell’impianto alimentato a biomasse, la qualità dell’aria e delle diverse matrici ambientali interessate dalle sue emissioni debba migliorare o per lo meno restare uguale a quella preesistente.

    Questi prerequisiti fanno esplicito riferimento alla Direttiva 96/62/CE sulla gestione e qualità dell’aria ambiente dei paesi dell’Unione che, all’Articolo 1 individua tra i suoi obiettivi quello di “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi”.
    Il miglioramento della qualità dell’aria nelle zone di potenziale impatto della centrale potrebbe ritenersi possibile se, ad esempio, nel sito interessato, l’impianto a biomasse sostituisse un impianto già esistente, meno efficiente dal punto di vista energetico. Od anche un miglioramento sarebbe possibile qualora il recupero del calore prodotto dalla combustione delle biomasse possa permettere di spegnere numerose caldaie per uso domestico, meglio se anch’esse a biomasse, o altri processi di combustione per uso industriale operanti in zona, con fattore di emissione superiori a quelle ottenibili con la combustione di biomasse.
    Che il nuovo impianto a biomasse non debba peggiorare la situazione ambientale esistente prima della sua realizzazione è una considerazione che non solo è in sintonia con le scelte della Unione Europea in tema di politiche di tutela dell’ambiente e della salute ma è motivata dal fatto che ai fini del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni di gas serra non esiste solo la combustione di biomasse per la produzione di elettricità e di energia termica.
    Senza Certificati Verdi nessun imprenditore privato farebbe questa scelta.
    Le biomasse sono un combustibile povero, economicamente ed energeticamente non conveniente senza sovvenzioni.

    Non cadiamo nell’errore di dare il benestare a progetti che non possono avere nessun vantaggio per i cittadini. Il conto da pagare, tra qualche anno, sarebbe salatissimo.

    Distinti saluti.

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