
“Ancora acqua. Quella di oggi si somma alle piogge insistenti di lunedì scorso che hanno colpito duramente il territorio savinese – osserva Marcello Leonardi, Responsabile CNA Valdichiana con un ufficio a Monte S. Savino – le imprese versano in una situazione critica per cui si rende necessario un rapido intervento di tutte le autorità competenti, a partire dall’amministrazione comunale, affinché vengano predisposte – immediatamente – le misure necessarie al sostegno delle nostre attività produttive, duramente colpite dall’alluvione”.
“Già lunedì sera il quadro appariva drammatico e, man mano che le ore passavano e le richieste di intervento si moltiplicavano, appariva chiaro come il territorio savinese e il suo tessuto produttivo, in ogni settore, fossero in piena emergenza. Critica la situazione in particolare nella zona artigianale di S. Maria delle Vertighe e in quella di via XXV Aprile – precisa il Responsabile CNA – vista la situazione chiediamo alle istituzioni interessate, a partire dal Comune, di sospendere subito le scadenze relative ai tributi e agli adempimenti fiscali, come d’altronde avvenuto in altri territori per analoghe emergenze”.
CNA chiede di intervenire al più presto per evitare un ulteriore, insostenibile carico ai danni degli imprenditori colpiti dal maltempo.
Le prime azioni che CNA consiglia di fare sono:
1) obbligatoriamente, prima di rimettere in ordine il luogo di lavoro, documentare fotograficamente i danni;
2) attendere l’emanazione del decreto di calamità naturale: da quel giorno, tramite gli uffici CNA, predisporre la dichiarazione dei danni, che possono essere a immobili, a macchinari, a impianti e attrezzature, alle scorte, agli automezzi o ai mezzi di lavoro, (ruspe, ecc.) e a tutto ciò che è di pertinenza dell’azienda;
3) le aziende artigiane, con la sola esclusione di quelle edili e del settore dell’autotrasporto, possono richiedere all’Ebret, se in regola con i versamenti all’Ente Bilaterale per l’Artigianato:
– un contributo per interventi di ripristino del ciclo produttivo interrotto a seguito di calamità naturali nella misura del 30% dei costi sostenuti e per un importo massimo pari a 5.200 euro
– la sospensione dal lavoro dei propri dipendenti per calamità naturale: è possibile ottenere un’integrazione pari all’80% della retribuzione netta per un massimo di 240 ore, una sorta di cassa integrazione pensata proprio per le calamità naturali.


