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Personale di Gioia Olivastri ad Arezzo fino al 30 Aprile

Galleria 33, in occasione del suo terzo anniversario, presenta fino al 30 aprile nello spazio di via Garibaldi 33 ad Arezzo la personale di Gioia Olivastri, in arte Ogi, “Just a spoonful of sugar helps the medicine go down”. Il progetto espositivo propone opere inedite, assemblages e collages su tela distinte in tre collezioni: “Scrigni-tubero”, “Collages” e “Archivi”. Scrive di questa mostra Tiziana Tommei: L’eterogeneità di tecniche e materiali è la più diretta manifestazione della libertà espressiva dell’artista, che in questa occasione ricorre ad objets trouvés, papier collés, tessuti, metalli, porcellane, fotografie, disegni e ricami.

Il modus operandi è fatto di gesti lenti, tempo trascorso, profonda riflessione e azione misurata.

La mostra è stata concepita come un percorso che ha origine dal profondo, da una dimensione ancestrale da cui provengono gli “Scrigni-tubero”. Essi rappresentano delle entità primigenie e preziose. Sono diamanti grezzi. Idealmente estratti dalla terra, questi vengono alla luce – e dunque alla coscienza – costituendo il viatico per un viaggio alieno dal concetto di spazio-tempo inteso quale entità misurabile. Rappresentano una sorta di strumenti apotropaici. La forma plastica, ruvida, intricata e poetica degli “Scrigni” si contrappone a quella eterea, candida, luminosa e narrativa della collezione di tele intitolata “Collage”. Esse vanno lette come un racconto in cui le figure, dalle silhouettes leggere e incorporee, emergono silenti, allineandosi su di un palco metafisico e instaurando un dialogo ovattato tra loro e verso lo spettatore. Disegni fatti di tratti spezzati, rapidi e controllati, a suggerire personificazioni di stati d’animo e messaggi allegorici. Seguendo il filo rosso invisibile che collega i lavori esposti si giunge al gradino più alto, gli “Archivi”. Queste opere rappresentano l’esito di una ricerca: l’artista recupera dal passato, dalla sua storia, frammenti eterogenei per materia e genere – disegni, appunti, fotografie, schizzi, oggetti, gioielli – e li compone secondo un criterio uniforme, di matrice formale ed estetica, cromatica ed architettonica. Assemblages e collages di momenti vissuti, fermati nel passato, ma mai perduti. Composizioni che non obbediscono a principi cronologici o tematici e nelle quali ogni componente rappresenta una cellula autonoma, un’opera a sé stante. Le tavole diventano organi e insieme formano un corpo che trova negli Scrigni la sua parte istintuale e nelle tele bianche quella spirituale.

Gioia Olivastri, in arte Ogi, nasce a Cortona (Ar) nel 1963. Studia illustrazione e fashion design a Firenze. Nel 1988 si trasferisce a Milano, dove collabora come illustratrice per riviste di moda, disegna, crea abiti e accessori. Il percorso artistico di Ogi prende avvio nei primi anni Novanta ed è legato esclusivamente alla pittura. Nella seconda metà dello stesso decennio si assiste ad un passaggio: la virata dalla pittura alla scultura; la scoperta della fotografia; la creazione di gioielli (in realtà opere di arte plastica a tecnica mista). Si registra così uno stacco verso il reale e una nuova ricerca di tangibilità e concretezza. Dal 1995 al 2001 il suo lavoro è seguito da Studio Casoli. Sono anni intensi: progetti espositivi, sia in Italia che all’estero, e importanti collaborazioni. “Blanché Eté” è il titolo della personale allo Studio Caparrelli, tenuta nel 2002 a Londra. Un evento, questo, che segna l’inizio della collaborazione con Alda Caparrelli, mentre risulta pienamente delineata la natura artistica multiforme di Ogi: pittura, scultura, fotografia, installazione, design, illustrazione fino alla curatela. Quest’ultima non deve essere intesa come superamento di un confine, quanto come sintomo ulteriore di una lettura e ricreazione del mondo estremamente personale, che trascende la forma attraverso la quale si manifesta. Continua la sua attività espositiva fino alla più recente personale “In Movimento” a cura di Alda Caparrelli, in mostra nel 2015 a Palazzo Casali a Cortona: un progetto complesso, ricco e diversificato, che ha messo a fuoco gli elementi diversi del percorso artistico costitutivo della personalità eclettica di Gioia Olivastri.

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