L’Italia è un paese che non conosce più il significato della parola certezza. Siamo stati 8 mesi ad assistere al penoso dibattito politico Imu si, Imu no, mentre tanti perdevano il posto di lavoro, aziende chiudevano e l’Iva aumentava. Ma quello si sa era il pegno che andava pagato al Governo di larghe intese. Ricordo il vice Premier Alfano raggiante nel dare la notizia dell’Imu sulla prima casa soppressa. Tutti, finalmente, a pensare che da lì in poi il Governo avrebbe cambiato passo che avrebbe pensato ai veri problemi del Paese: crescita e lavoro.
Niente di tutto questo.
Purtroppo, da qualche settimana, stiamo assistendo ad una variegata girandola di notizie per ciò che riguarda la tassazione degli immobili.
A parte gli acronimi usati ( tari, tasi, trise, iuc), quello che preoccupa è la schizofrenia con la quale vengono presi provvedimenti che hanno un reale e, in certi casi, drammatico impatto sulle finanze delle famiglie. Quello che è certo è che per ora non abbiamo assistito a provvedimenti di buon senso, domina l’approssimazione nel gestire la situazione quando invece sarebbe urgente ed auspicabile una pausa di riflessione, riavvolgere il nastro e trovare una soluzione a regime sulla tassazione immobiliare più equa e meno improvvisata.
Sta accadendo invece che in barba a tutti gli impegni presi dal Governo e dalla maggioranza parlamentare con i Sindaci, i cittadini di 2500 comuni, tra i quali Lucignano, saranno chiamati a pagare una mini-Imu (data di scadenza 24 gennaio), sulla prima casa proprio per il mancato rispetto del patto istituzionale che invece prevedeva il completo ristoro ai Comuni da parte dello Stato del mancato gettito sull’IMU prima casa. Per Lucignano la scelta di un’aliquota maggiorata al 4,9% non è stata presa a cuor leggero ma frutto di una decisione assunta con il preciso intento di dare ossigeno alle attività commerciali, di ristorazione/bar ed artigianali, Lucignano è, infatti,tra le Amministrazioni con la tassazione più bassa sui tributi locali a carico delle attività imprenditoriali proprio per una precisa scelta politica di supporto al mondo del lavoro e non vessare più del lecito le seconde case date in uso gratuito ai figli o ai genitori.
Di fronte a questa mancanza di rispetto Istituzionale c’è bisogno di una ferma presa di posizione da parte di Anci perché la misura è ormai colma, come è ineludibile un cambio di marcia che il PD deve dare e pretendere dal Governo altrimenti è meglio tornare al voto e mettere fine ad una che più di alleanza sembra un’accozzaglia.
Concludo questa breve riflessione comunicando che, vista la confusione mediatica generata, l’Amministrazione Comunale di Lucignano, se, come pare, verrà confermata la data del 24 gennaio per la mini-IMU, non emetterà provvedimenti sanzionatori nei confronti dei cittadini contribuenti a fronte di ritardati pagamenti.
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Condivido, un'accozzaglia di salvapoltrone che pensa solo a tassare il popolo, ma non è nemmeno capace di farlo!!!!