L’Angolo del Bibliotecario: Cronache dell’albero caduto, di Antonio Fusciani

In Italia sopravvivono ancora, tra mille difficoltà, alcune piccole e coraggiose Case Editrici No-EAP (non a pagamento) che difficilmente potrete trovare nelle librerie tradizionali, in parte perché non hanno grandi capitali da investire nella promozione e distribuzione dei loro libri e in parte perché i giganti dell’editoria, approfittando della loro posizione dominante, le oscurano volutamente. In questa lotta commovente contro i mulini a vento, non possono fare altro che affidarsi alla vendita diretta sui loro siti internet oppure sugli store on line (Amazon, IBS, Libreria Universitaria ecc.), inanellando molte delusioni e, ogni tanto, qualche inaspettata vittoria.

È questo il caso di Eretica Edizioni che, tra gli altri, ha due meriti principali. Il primo, più unico che raro, è quello di pubblicare ancora poesia, pur sapendo che la tiratura sarà estremamente limitata, il secondo è di dare spazio agli esordienti in un panorama nazionale in cui ormai quasi nessuno se ne assume più il rischio.

Per tutte queste ragioni (e anche perché, lo confesso, conosco personalmente l’autore e ne apprezzo la cultura e l’intelligenza) vi propongo oggi “Cronache dell’albero caduto” di Antonio Fusciani.

Si tratta di una saga familiare che si svolge sullo sfondo degli eventi bellici e dei rivolgimenti politici del secolo appena trascorso, dalla Grande Guerra, all’avvento del Fascismo, dalla Seconda Guerra Mondiale, all’occupazione Nazista e alla Resistenza, fino alla Liberazione. Durante l’intera narrazione i protagonisti fanno scelte profondamente diverse e si trovano spesso sui lati opposti della barricata, eppure non sciolgono mai il loro legame affettivo e continuano negli anni ad incrociare le proprie esistenze in un vortice che li trasporta e infine li travolge.

Buona lettura.

Andrea Vignini

Da qualche tempo ho preso l'abitudine di pubblicare sulla mia pagina FB alcuni suggerimenti librari, prevalentemente di narrativa. Ho chiamato questo spazio "L'angolo del bibliotecario" per significare che non è mia volontà arrogarmi l'immeritato titolo di critico letterario e che si tratta solo di un innocuo divertissement intellettuale senza pretese. Le poche regole sono le seguenti: suggerire solo libri che rispondono ai miei gusti (non per superbia, ma molto più banalmente perché non leggo quelli che non mi piacciono), privilegiare le Case Editrici piccole o medie che lavorano seriamente in mezzo a tanti problemi di promozione e distribuzione, proporre autori italiani e stranieri di valore che magari sono idolatrati dagli addetti ai lavori e dai cosiddetti "lettori forti" ma risultano ancora poco conosciuti al grande pubblico e infine evitare accuratamente di parlare di editoria a pagamento

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Andrea Vignini

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