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Meoni sull’utilizzo della Chiesa di Sant’Agostino a Cortona

Il complesso di S.Agostino a Cortona  che comprende anche la storica chiesa, è gestito dalla Cortona Sviluppo per delega del Comune di Cortona,  dopo un atto formalizzato tra Diocesi e Comune stesso. Nell’atto stipulato da tempo risulterebbero degli accordi in merito al rispetto all’utilizzo del luogo Sacro, infatti la chiesa a differenza di quanto più volte detto non risulterebbe sconsacrata.

Tuttavia secondo indiscrezioni vicine al clero, nella chiesa si potrebbe ancora celebrare la Santa Messa, tra l’altro in un luogo affascinante non solo per i cortonesi. Risulterebbe ancora che le manifestazioni politiche, come per esempio la scuola politica che più volte ha organizzato il PD, sarebbe in contrasto con gli accordi presi che prevedevano un uso sociale, culturale e religioso dei luoghi.  Ad oggi la chiesa che come detto non risulterebbe affatto sconsacrata, potrebbe essere rivalutata non solo per i congressi, quelli rientranti nell’accordo, ma proprio come luogo di culto.  Sicuramente i cortonesi e non solo sarebbero contenti di poter partecipare  a messa in una chiesa che storicamente appartiene alla comunità Cristiana cortonese, mi domando  qualora la notizia trovasse fondamento, perché non si sia richiesto prima  di celebrare la Santa Messa nella chiesa suddetta. Mi domando anche il perché, la Diocesi non si sia fatta sentire, visto che alcune manifestazioni svolte all’interno della chiesa stessa siano state  fortemente in contrasto, in base al contratto stipulato,   con il luogo di culto come per esempio una scuola politica del PD.

Purtroppo a Cortona le regole valgono solo per alcuni, mentre gli altri quelli di un certo colore politico hanno sempre il lascia passare, alla faccia della democrazia. Questo modo di governare la città deve finire, questi signori non sono i padroni di Cortona, ma bensì sono stati eletti per governare Cortona, cosa che fino ad oggi non sono stati in grado di fare.

Il consigliere comunale

Meoni Luciano

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Fondatore e proprietario di ValdichianaOggi, dopo gli inizi col blog "Il Pollo della Valdichiana". Oltre a dispensare opinioni sulle cose locali è Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney), coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • In linea di massima mi troverei d’accordo con la chiosa dell’articolo del consigliere Meoni tenendo però a precisare come in democrazia governi chi ha più voti e questa maggioranza proprio in virtù dei voti che ha preso (e che nonostante tutto continua a prendere) lo fa legittimamente.
    Entrando nel merito dell’articolo bisogna però fare alcune precisazioni perché altrimenti rischieremmo di andare fuori tema rispetto al nocciolo della questione da Meoni sollevata.
    La “sconsacrazione” (ma il termine è scorretto!) è evento non frequente, limitato agli edifici già adibiti al culto che sono in gran parte distrutti e a quelli che si decide di destinare permanentemente ad uso profano: per farlo ci vuole il decreto del Vescovo (o meglio del competente Ordinario come recita il Diritto Canonico).
    In assenza di questo atto del Vescovo (sto semplificando!) la chiesa può essere aperta ad altri usi purchè non contrari alla santità del luogo e , detto con ironia, pur con tutta l’antipatia per Renzi e co. non si può certo sostenere che qualsivoglia evento organizzato dal PD compresa la citata scuola politica sia per l’appunto fonte di profanazione.
    In generale basterebbe togliere il Santissimo, gli arredi sacri e quant’ altro per poter liberamente destinare la chiesa ad un uso profano: in ogni caso chiunque sia il proprietario dell’immobile (privato, enti pubblici, la Diocesi) sempre il permesso del Vescovo ci vuole! Ne consegue che, tornando alla Chiesa di Sant’Agostino di Cortona, il Vescovo, e non un Meoni qualsiasi, può nel caso trovare qualcosa da ridire! E se qualcosa da ridire si pensa comunque di averlo è evidente che sia il Vescovo e non l’amministrazione comunale il destinatario di queste rimostranze!
    Inoltre, ma questo è un mio parere, credo che chi vuole pregare l’Altissimo possa farlo allo stesso modo in qualsiasi chiesa, anche più brutta, del territorio cortonese, ottenendo ovviamente gli stessi risultati che otterrebbe facendolo nella chiesa di Sant’Agostino.
    Ma ora siamo al punto centrale della questione sollevata dall’articolo del consigliere Meoni: il complesso di Sant’Agostino viene con la stessa facilità concesso a tutti coloro che ne fanno richiesta? Oppure solo agli “amici” o agli “amici degli amici”? Se così fosse sarebbe scandaloso e merito di Meoni averlo denunciato!

  • In effetti una scuola di formazione politica in una chiesa intitolata a sant'Agostino non ci sta.Per troppe ragioni.Sulle quali,a gentile richiesta,siamo pronti a discutere.Sarebbe come celebrare l'annuale congresso mondiale dei vampiri nella Cappella di San Gennaro.E poi le profanazioni si pagano.Proprio per questo sorprende la denuncia di Meoni.Di fronte allo sfacelo politico provocato dal castigo agostiniano dei profanatori(solo cause soprannaturali possono spiegare gli esiti tragici della formazione colà ricevuta),perchè non sorvolare sulle questioni formali?E,nel contempo,sollecitare il PD ad eleggere sant'Agostino al posto del Nazareno,come sede suprema di discussione e decisione politica?Cortona ne trarrebbe un giovamento turistico ed il PD scomparirebbe dalla scena politica.Meoni passerebbe alla storia come colui che sciolse intricati nodi di interesse locale e nazionale con la leggerezza,e la saggezza,di un saggio taoista.E,va da sè,con l'approvazione di sant'Agostino.

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Michele Lupetti
Tags cortona

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