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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Antonella Carloni

    Benissimo Andrea Vignini hai tutta la mia stima! Antonella Carloni

  • Dorando Simeoni

    Caro Andrea, apprezzo la Tua onestà intellettuale e coerenza, infatti le cose che hai scritto non sono frasi di comodo per l’occasione, perché anch’io posso testimoniare che le Tue opinioni e perplessità sulla politica del PD, le hai espresse anche nelle riunioni di maggioranza quando eri sindaco. Auguri per questa nuova esperienza dal sottoscritto e da Sinistra Italiana e per una futura collaborazione fra le nostre due forze politiche per costruire un nuovo centrosinistra. Doriano

  • Giancarlo Bellincampi

    A mio parere Andrea Vignini è stato un ottimo sindaco, da persona intelligente, colta e di sinistra quale è tuttora ed un partito con ampio sguardo sulle necessità del Paese ha il dovere di riuscire a trattenere un militante di tale livello, anche se è lui a tentare lo strappo, trovando spazi di discussione e compromesso ideologico e operativo; ammettiamo pure che lui non abbia dato segnali di avvertimento, come è probabile, ma posso testimoniare che nell’ultimo periodo di forti turbolenze interne, preludio della scissione, ed anche dopo che è avvenuta, nelle riunioni della Unione Comunale del PD, che ho sempre frequentato, non c’è stato dibattito vero sui temi sollevati dagli scissionisti, tale da riconciliare eventualmente quella parte di iscritti che poteva esser tentata di andar via spaventata dal fatto che di “sinistra” vi restava sempre meno, e qui mi permetto di parlare anche di me, che tuttavia son restato, scottato dall’esperienza fatta in Rifondazione Comunista dopo la fine del PCI.
    Io resto a lavorare, per quel che posso e conta, nell’attuale PD perché se questo partito si svuota si rischia di avere Di Maio che va a trattare con Angela Merkel, oppure che ci torni Berlusconi o un suo dipendente e l’Italia scivola più giù della Grecia, e qui, a parer mio c’è l’errore di Andrea, che mostra di anteporre se stesso all’interesse generale.
    Mi capitò, per motivi di lavoro, di frequentare Prodi quando De Mita lo mise a capo dell’IRI, ed in quel periodo in cui ero ancora “comunista” riuscii ad apprezzare la capacità politica della DC nel trovare compromessi utili al Paese, cosa che il PD non mi pare sappia o voglia fare, trascinato dalla boria del suo “ex” segretario, mentre penso che dovrebbe tenere in maggior conto il pensiero di ogni iscritto per radicarsi maggiormente nella società, fatto che gli consentirebbe di disegnare strategie di lungo periodo indispensabili per il bene collettivo.
    Un “Uomo” come Andrea avrebbe dovuto essere spinto a continuare a far “Politica”, mentre mi pare che in occasione delle ultime regionali sia stato, per me incomprensibilmente, emarginato, e forse da quel momento ha davvero avuto inizio la scissione, perché purtroppo a me sembra che anche nel PD, come sempre e in tutti i partiti, siano i “capi e capetti” a nominare gli eletti e questo è gravissimo perché i cittadini ora per fortuna lo capiscono e si allontanano giustamente dalla democrazia e rischiano di votare Grillo, che almeno lo fa esplicitamente.
    Insomma, mi pare che venga da lontano la spinta all’uscita di Andrea, così come viene da lontano, dalle radici democristiane, quella di chi ha fondato il MPD, e, purtroppo, dell’allontanamento, secondo i sondaggi, di tanti elettori potenziali. C’è una sola strada, a parere non solo mio, per evitare che il PD divenga fra pochissimi anni il nucleo di una forza politica di centro e lasci l’Italia, unico paese europeo, senza una linea socialdemocratica seria, quella che passa per la radicazione nella parte della società dimenticata dallo sviluppo finanziario ed economico dell’immediato futuro europeo, rilanciando, non dico il superato socialismo storico, ma almeno i valori della democrazia orientata ai bisogni degli ultimi, che non si soddisfano con 80 euro mensili, una strada che sappia coinvolgere, non espellere, la cultura e l’intelligenza riflessiva, piuttosto che poggiarsi sull’arroganza del vincitore passeggero, che voglia recuperare tutti i “Vignini” che si allontanano perché non ascoltati o restii all’inquadramento nei grandi o piccoli potentati.
    Caro Andrea, torna a discutere con noi!

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