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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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    Il Decreto “Salva Italia-Ammazza Italiane/i” contiene – oltre a misure da macelleria sociale – anche un’aggressione anticostituzion ale alle province, prevedendone lo svuotamento di funzioni che si concretizza – sostanzialmente – nella loro cancellazione. A parte la ferita profonda che questo attacco arreca alle rappresentanze democratiche ed alle assemblee elettive, occorre evidenziare con forza i risibili risparmi che si ottengono da tale soppressione: uno studio dell’Università Bocconi (proprio quella che ha fornito una pattuglia non marginale di ministri, compreso il capobranco Monti) ha dimostrato:

    · Una provincia costa a ciascun italiano – mediamente e “tutto compreso” – non più di 193 € l’anno!

    · La parte di spesa corrente che serve a finanziare la rappresentanza democratica delle province (presidenti, assessori, consiglieri) è circa l’1,4% sul totale!

    · Il costo degli amministratori provinciali suddetti – in termini assoluti – è meno di 2 € l’anno per ogni italiano (un paio di caffè)!

    Per non parlare, poi, dell’alto livello di professionalità e competenza raggiunti dalle/i lavoratrici/tori nel fornire i numerosi servizi che ormai fanno capo all’ente Provincia, funzioni che sarà complicato riallocare in maniera congrua dal lato istituzionale. Anche in questo caso, il PD non riesce a smentirsi…arrivando alla porta della stalla quando i buoi sono già spariti dall’orizzonte: come per i referendum sull’acqua (appoggiati dal PD esclusivamente perché il vento fischiava in quella direzione e subito dopo disattesi sul piano pratico) tale partito ha tranquillamente votato a favore dell’art. 23 – commi da 14 a 22, quelli di cui trattasi – senza presentare, in Aula, dove il voto veramente “conta”, emendamenti tesi ad una loro cancellazione od anche riformulazione. E’ ipocrita – infatti – presentare alcuni emendamenti nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e non farli arrivare – comunque – in Aula…E non ci si giustifichi dicendo che sarebbero stati bocciati: se il PD avesse avuto veramente a cuore il destino delle province, delle loro funzioni e dei loro dipendenti…doveva dimostrarlo al momento del voto finale. Qui poteva almeno presentare gli emendamenti, i quali – anche se non fossero stati approvati – avrebbero comunque reso evidente il tentativo d’intervento, non pregiudicando con ciò l’iter e l’approvazione definitiva della manovra monstre…

    A PROPOSITO…ARRIVANO SEMPRE DOPO…

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