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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Sergio Mura

    In linea di massima mi troverei d’accordo con la chiosa dell’articolo del consigliere Meoni tenendo però a precisare come in democrazia governi chi ha più voti e questa maggioranza proprio in virtù dei voti che ha preso (e che nonostante tutto continua a prendere) lo fa legittimamente.
    Entrando nel merito dell’articolo bisogna però fare alcune precisazioni perché altrimenti rischieremmo di andare fuori tema rispetto al nocciolo della questione da Meoni sollevata.
    La “sconsacrazione” (ma il termine è scorretto!) è evento non frequente, limitato agli edifici già adibiti al culto che sono in gran parte distrutti e a quelli che si decide di destinare permanentemente ad uso profano: per farlo ci vuole il decreto del Vescovo (o meglio del competente Ordinario come recita il Diritto Canonico).
    In assenza di questo atto del Vescovo (sto semplificando!) la chiesa può essere aperta ad altri usi purchè non contrari alla santità del luogo e , detto con ironia, pur con tutta l’antipatia per Renzi e co. non si può certo sostenere che qualsivoglia evento organizzato dal PD compresa la citata scuola politica sia per l’appunto fonte di profanazione.
    In generale basterebbe togliere il Santissimo, gli arredi sacri e quant’ altro per poter liberamente destinare la chiesa ad un uso profano: in ogni caso chiunque sia il proprietario dell’immobile (privato, enti pubblici, la Diocesi) sempre il permesso del Vescovo ci vuole! Ne consegue che, tornando alla Chiesa di Sant’Agostino di Cortona, il Vescovo, e non un Meoni qualsiasi, può nel caso trovare qualcosa da ridire! E se qualcosa da ridire si pensa comunque di averlo è evidente che sia il Vescovo e non l’amministrazione comunale il destinatario di queste rimostranze!
    Inoltre, ma questo è un mio parere, credo che chi vuole pregare l’Altissimo possa farlo allo stesso modo in qualsiasi chiesa, anche più brutta, del territorio cortonese, ottenendo ovviamente gli stessi risultati che otterrebbe facendolo nella chiesa di Sant’Agostino.
    Ma ora siamo al punto centrale della questione sollevata dall’articolo del consigliere Meoni: il complesso di Sant’Agostino viene con la stessa facilità concesso a tutti coloro che ne fanno richiesta? Oppure solo agli “amici” o agli “amici degli amici”? Se così fosse sarebbe scandaloso e merito di Meoni averlo denunciato!

  • Felice De Lucia

    In effetti una scuola di formazione politica in una chiesa intitolata a sant’Agostino non ci sta.Per troppe ragioni.Sulle quali,a gentile richiesta,siamo pronti a discutere.Sarebbe come celebrare l’annuale congresso mondiale dei vampiri nella Cappella di San Gennaro.E poi le profanazioni si pagano.Proprio per questo sorprende la denuncia di Meoni.Di fronte allo sfacelo politico provocato dal castigo agostiniano dei profanatori(solo cause soprannaturali possono spiegare gli esiti tragici della formazione colà ricevuta),perchè non sorvolare sulle questioni formali?E,nel contempo,sollecitare il PD ad eleggere sant’Agostino al posto del Nazareno,come sede suprema di discussione e decisione politica?Cortona ne trarrebbe un giovamento turistico ed il PD scomparirebbe dalla scena politica.Meoni passerebbe alla storia come colui che sciolse intricati nodi di interesse locale e nazionale con la leggerezza,e la saggezza,di un saggio taoista.E,va da sè,con l’approvazione di sant’Agostino.

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