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1 commento

  1. 1

    Thomas Tanganelli coordinatore PCL sezione Arezzo

    Per le lavoratrici e i lavoratori della Cantarelli, come del resto per tutti i lavoratori e le lavoratrici, diventa sempre più necessario, per difendere i propri diritti e la propria dignità di lavoratori ripartire dalle lotte.
    La devastante offensiva antioperaia condotta in perfetta sinergia da parte del governo e dalle classi dominanti di questo paese contro le ragioni sociali dei lavoratori, pone all’ordine del giorno la necessità di una difesa incondizionata del posto di lavoro che può essere ottenuta solo attraverso l’unità di lotta e riappropriandosi del principale strumento di lotta , che si trova nelle mani degli stessi operai, lo sciopero.
    Non è più accettabile, che tutto il peso della crisi attuale venga riversato integralmente sulle spalle dei lavoratori.
    Un appello rivolto alle istituzioni, risulta essere una appello vano, in questo caso come in molti altri casi, i lavoratori se vogliono difendere e preservare il posto di lavoro e i propri diritti, lo possono fare solo facendo appello alle proprie forze.
    In una società che ha trasformato il diritto al lavoro in un privilegio per pochi “fortunati”, serve una inversione strategica di marcia, solo attraverso una lotta ferma e decisa i lavoratori possono realmente perseguire i propri obbiettivi e ottenere così un miglioramento delle proprie condizioni di vita e lavorative.
    Sul fronte delle lotte l’unico partito che ha lanciato nel concreto un appello di mobilitazione e di sciopero rivolto alle operaie e agli operai della Cantarelli, solidarizzando con loro nei momenti più difficili per la difesa incondizionata del posto di lavoro senza compromessi, è stato il Partito Comunista dei Lavoratori.
    Per quanto riguarda il PRC, gli errori politici commessi nel corso degli anni dai suoi dirigenti nazionali non sono ne sporadici ne occasionali, ma fanno parte di un progetto politico ben definito da tempo, “il riformismo”.
    A questa deriva si oppone il PCL, che si presenta ovunque sostenendo un progetto politico marxista rivoluzionario, di alternativa di classe e di potere.
    A differenza del PRC, che si pone dal versante delle ragioni sociali dei lavoratori cercando di polarizzare il maggior consenso politico, che immancabilmente viene usato dai suoi dirigenti nazionali in una prospettiva di governo in alleanza elettorale con il PD, il PCL, si pone realmente dal versante delle ragioni sociali dei lavoratori nella prospettiva di un governo dei lavoratori per i lavoratori.

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