Lunedì 13 Marzo 2017 12:25
Riflessioni del consigliere comunali sulla scia del nostro ultimo editoriale politico

Manfreda sul possibile futuro politico a Cortona

Scritto da  Teodoro Manfreda

Personalmente non so se la politica subirà qualche stravolgimento dalla scissione PD o se il proporzionale smonterà l'attuale tripolarismo, so solo che se il panorama politico dovesse restare questo, allora sarebbero dolori. A Cortona la sinistra vanta un bacino elettorale ampiamente superiore al 60%. Pensate che a Cortona il Comitato del SI renziano, di fresca memoria, ha preso il 56%. Per chi non lo sapesse a Cortona ha vinto il SI, e questo significa che il comitato del NO, cioè il centrodestra unito più il M5stelle più i dalemiani e i Bersaniani, tutti insieme (ammesso e non concesso che potrebbero stare insieme), a parità di numero di votanti, perderebbero ugualmente al primo turno.

Come noto alle comunali vota molta più gente, ma il buongiorno si vede dal mattino.

D'altronde quanti conoscono i numeri veri della politica a Cortona e quanti si preoccupano di analizzarli in funzione della legge elettorale con ballottaggio?. Ecco, solo per ricordalo, a Cortona, il 25/5/2014 ,si votò per comunali ed europee e in queste ultime 7317 cortonesi votarono a sinistra, 3388 a destra, 1712  per Grillo. Quanti hanno ben chiaro questo rapporto di forze in campo ? E quanti hanno capito che quella mattina, nello stesso istante,alle comunali, 7215 cittadini cortonesi votano i candidati di sinistra (Basanieri,Petti,Mazzeo), raccogliendo praticamente gli stessi voti delle europee (solo 102 voti in meno) e che il centrodestra ( diviso ) sale a 4023 mentre Grillo scende a 732 grazie a qualche lista civica.  Solo per la cronaca, quel giorno il PD di Renzi arrivò al 41%, facendo razzia di voti di centrodestra in tutta la penisola ...tranne che a Cortona. In Toscana il PD renziano fagocita quasi tutta Forza Italia...tranne che a Cortona. Ricordiamocelo. Se i due candidati di sinistra, alternativi alla Basanieri avessero preso 146 voti in più ci sarebbe stato il ballottaggio. Sottolineo, i due candidati di sinistra, non il centrodestra che di voti ne ha presi più di quelli che ha mai avuto.

Considerazione a parte meritano le così dette Liste Civiche. Se nascono a sinistra come è successo nei comuni dove il centrodestra ha vinto (vedi Montevarchi) hanno un senso, se servono per togliere i voti al M5stelle, pure, ma se nascono a destra per togliere voti ai partiti storici di centrodestra allora sono un autentica iattura. Un inutile quanto dannoso travaso di voti all'interno della stessa coalizione con la nomina di consiglieri comunali che non hanno riferimenti provinciali, regionali o nazionali e che non rispondono a nessuno. Arrivano e poi spariscono.

Un ultima considerazione sui presunti o veri dualismi spesso alimentati dalla stessa sinistra.  Entro certi limiti di decoro, da sempre in politica sono una risorsa e non una disgrazia. Personalmente ho sempre cercato di rappresentare un mondo che poco ha a che vedere con la destra storica ma che di questi tempi è pronto armi e bagagli a trasmigrare altrove se non dovesse più avere nel centro destra figure di riferimento. Quindi se le cose dovessero rimanere così allora non uno ma cento Carini, cento Meoni e sopratutto cento Manfreda.

Teodoro Manfreda

Teodoro Manfreda

Laurea in giurisprudenza , un Master in "Governo Regionale e Locale"e una solida esperienza nelle istituzioni...al vostro servizio

1 Commento

  • Link del commento Lunedì 13 Marzo 2017 15:28 inviato da Felice De Lucia

    Le liste civiche,come sottolinea lei giustamente,nascono per varie ragioni.Alcune comprensibili e commendevoli.Altre,sia pur comprensibili,del tutto esecrabili.Perchè sono qualcosa che fa pensare alla circonvenzione di incapace.Un esempio recente,con tutte le riserve e le cautele,sembrerebbe venire da Monte San Savino .Se ne fa cenno proprio oggi sul "Pollo".Le sembrerà ingenuo, ma io credo che tutte queste forme di avvilimento della politica si combattono meglio privilegiando registri diversi da quello elettorale.Consideri,ad esempio,che certe maggioranze inossidabili e relativa continuità nell'esercizio del potere,come a Cortona,sono spesso favorite dal completo disarmo intellettuale e morale di quelli che vedrebbero volentieri un cambiamento.Tutto si concentra nella fase breve dello scontro elettorale.A queste condizioni, per risvegliare dal letargo l'elettorato, bisognerebbe che avvenisse davvero qualcosa di clamoroso.Il che è piuttosto improbabile.Per altro verso:se i cortonesi sembrano contenti dello stato delle cose,qualche ragione ci sarà.Quali sono,al contrario,le ragioni di coloro che vorrebbero un cambiamento?L'opposizione,della quale lei fa parte,è stata mai in grado di presentare all'opinione pubblica una rassegna di ciò che sarebbe opportuno cambiare:nei limiti dei poteri assegnati ad un ente locale?Mi permetta un suggerimento.Si adoperi per dare vita ad una consultazione permanente delle opposizioni cortonesi ,da qui alle prossime elezioni.Per tentare ,a tempo debito, la formulazione di una piattaforma politica e delle relative candidature che provenga dalla società che si pretende di governare.E non,come avviene anche con le liste civiche,da calcoli e maneggi di partito o di notabili.In tal modo si potrebbe contare almeno su di una opposizione più convinta ed agguerrita. La pluralità delle posizioni e delle tendenze viene meglio valorizzata ,da un clima di discussione che non si concentri ,eccessivamente, sul risultato elettorale.La dialettica tra organizzazione e programma ha bisogno di idee e di disciplina.Ma ,a pensarci bene, sono la stima ed il riconoscimento che nascono dalla discussione a fondare, saldamente ,le prime come la seconda.

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