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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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    La questione dei criteri di assegnazione delle case popolari fu più di un anno fa oggetto di una lunga discussione fra il sottoscritto e l’Assessore Basanieri. Esprimendo soddisfazione per il fatto che Meoni sull’argomento abbia le nostre medesime preoccupazioni e sostenga le nostre medesime ragioni, considerato che è stato citato l’articolo dell’Assessore che ci chiama in causa, ritengo giusto ricordare anche il nostro articolo del 30 settembre 2011.

    CASE POPOLARI – Lega Nord replica all’assessore Basanieri

    La Lega Nord risponde all’assessore alle politiche sociali del Comune di Cortona, Francesca Basanieri, secondo cui la Lega Nord, in merito all’assegnazione delle case popolari, sosterrebbe delle inesattezze. A rispondere è il responsabile per la Lega Nord in Valdichiana, Marco Casucci.

    «Le inesattezze – chiarisce Casucci – non siamo certo noi ad affermarle, bensì proprio l’assessore. La Lega Nord ha sempre parlato di requisiti che devono essere rivisti perché, se da una parte l’assessore Basanieri evidenzia le percentuali tra stranieri e italiani delle ultime graduatorie, si è dimenticata di citare che nel Comune di Cortona tra i primi 50 posti ci sono sì 32 italiani e 18 stranieri (64% italiani e 36% stranieri), ma bisognerebbe allo stesso tempo rivelare la differenza tra la percentuale di stranieri presenti nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari (38%) e la percentuale di stranieri residenti nel territorio del comune di quello stesso anno che è di appena del 10%. Invito, dunque, l’amministrazione comunale di Cortona a giustificare questa differenza di percentuali al cospetto dei cittadini che sono nati nella nostra terra e che a fatica pagano tutti i mesi un affitto oneroso o che hanno addirittura subìto uno sfratto negli ultimi anni.

    Queste percentuali si trovano, in modo più o meno elevato, in tutti i comuni della Toscana. È per questo che la Lega Nord Toscana ha proposto di modificare la Legge Regionale disciplinante la materia dell’edilizia residenziale pubblica (la n. 96 del 1996), riservando la possibilità di accedere alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari soltanto a chi risiede da almeno 7 anni in Toscana. Tale modifica non sarebbe discriminatoria nei confronti degli stranieri che risiedono nei comuni toscani dal momento in cui riguarderebbe tutti indistintamente.

    Per nostra esperienza di governo – termina Casucci – sappiamo che in Lombardia, Friuli e Piemonte questo provvedimento ha consentito proprio di ridurre la differenza fra la percentuale di stranieri presenti nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari e la percentuale di stranieri residenti nei comuni assegnanti».

    Sull’argomento interviene anche il commissario della Lega Nord Arezzo, Francesco Acciai, che replica all’assessore sulla Legge Bossi – Fini. «L’assessore – precisa Acciai – forse non distingue la differenza tra diritto ad accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, di questo parla la legge Bossi-Fini, e di modalità di assegnazione. Quelle che devono cambiare, sono le modalità di assegnazione. Già il Governatore Rossi, durante la campagna elettorale, parlò di dieci anni di residenza per poter accedere alle graduatorie, salvo poi fare marcia indietro per le minacce interne alla sua coalizione. Inviterei l’assessore ad informarsi meglio ed attivarsi affinché nel territorio ci siano più controlli».

  • Era il 1999 quando, per la prima volta esposi il caso all’amministrazione comunale, ero solo a dire che nelle graduatorie la percentuale degli stranieri era altissima. Chiaramente come sempre,qualcuno mi taccio di “razzismo” cosa che non centra nulla con il constesto sociale. Difendere gli interessi, le esigenze, oltre i diritti degli Italiani non è razzismo ma dovere. Negli anni ho cercato di segnalare questo problema all’amministrazione comunale,in parte qualche risultato c’è stato, ma non è ancora troppo, occorre rivedere le regole. Ad oggi la crisi che oramai abbraccia tutti noi,non permette più sbagli, l’amministrazione deve necessariamente, ristabilire un contesto sociale equo.
    Meoni Luciano

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