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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Michele Lupetti

    Condivido l’analisi di Giancarlo con un solo distinguo: alla gran parte dei candidati in realtà interessa poco il problema dell’astensionismo.
    L’importante è essere eletti, poi se va a votare l’80% o il 20% o solo gli addetti ai lavori e quelli che campano di politica cambia poco.
    Alla fine anche questo, secondo me, è un motivo in più per andare a votare

  • Giancarlo Bellincampi

    Certo, a chi fa politica quel che importa è essere eletto, perché andare, per esempio, nel consiglio regionale della Toscana, e poi magari proseguire nella carriera significa sistemarsi per tutta la vita con livelli di reddito irragiungibili per la maggior parte di noi; la politica è l’unico ascensore sociale attivo nel nostro paese delle “dispari opportunità”, e su questo piano sarà impossibile selezionare e formare una classe politica adeguata alla complessità del compito.
    Lancio una proposta: facciamo una legge regionale che preveda che gli eletti percepiscano la stessa retribuzione che hanno dal loro lavoro e che torneranno ad avere alla scadenza del mandato; così avremmo una classe politica meno attenta ai propri interessi personali, come saremmo anche tu ed io se fossimo nella competizione, ma più sensibile agli interessi dei cittadini in quanto motivati più dalla passione che dal denaro.

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