Non voglio entrare nella polemica anche perchè rivendico la mia personale libertà, di fronte a questa vicenda, di sentirmi totalmente disinteressato alla cosa.
Secondo un vecchio modo di dire e di intendere lo cose che una volta era tanto in voga il Papa sarebbe da considerare "un capo di stato straniero" (cioè della Città del Vaticano) e come tale meriterebbe quantomeno il rispetto e il lavoro che verrebbe messo in campo per la visita di un qualsiasi altro premier o presidente straniero.
E in effetti se fosse venuto Putin (tiro un nome a caso) perchè voleva salutare Monti e Fanfani ad Arezzo o guardarsi la Giostra del saracino probabilmente le spese pubbliche messe in campo sarebbero state le stesse e una spilla d'oro o qualcosa di simile gli sarebbe stata regalata.
Ma probabilmente se fosse venuto Putin o fosse arrivato Hollande, o la Merkel, le polemiche sarebbero state minori.
Perchè?
Perchè ridurre il Papa a un semplice "capo di stato straniero" è una forzatura che non regge. Il Papa è anche altro. Il Papa è un punto di riferimento per milioni di suoi fedeli e anche di non fedeli. Gente che ci crede e che non ci crede, ma vive comunque in un mondo dove i credenti sono ancora maggioranza. Tantissimi di essi sono italiani, tantissimi aretini.
Io credo che tutti meritino rispetto.
Lo merita chi ci crede e vuol vedere il Papa e allo stesso modo lo meritano le migliaia di non credenti e/o disinteressati che devono saper tollerare, ma certo non possono vedere la loro vita incasinata oltremisura da questa visita.
E il rispetto lo meritano anche le migliaia di disoccupati, le centinaia di famiglie della nostra provincia che versano in gravi o gravissime difficoltà economiche e che con anche mille di quei 90mila euro saprebbero bene cosa farci.
Ribadendo quindi il mio disinteresse voglio precisare però una cosa: che mi auguro che la giornata di domani, dopo tutte queste polemiche, invece che essere una nuova occasione di contrasto e divisione possa svolgere l'effetto contrario.


