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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • sergio mura

    Una domanda:
    questo è l’editoriale di un giornalista o di un tifoso?
    Tanto per regolarsi …

  • Casini Giuliano

    L’analisi che fai su Arezzo è abbastanza articolata e contiene alcuni aspetti condivisibili, ma secondo me nel risultato di Bracciali, pesa come un macigno l’immobilismo della precedente amministrazione.

  • Marisa Casti

    Ma perché è spesso difficile vedere le ovvietà?!?! È una domanda di principio quella che mi pongo ma è stata provocata dalla tua analisi sui motivi per cui il Vignini non è stato votato; c’è una terza possibilità: che i cittadini, sono andati ampiamente a “sindacare sulle qualità del candidato Vignini”!!!!!!

  • Mari Gigliola

    CARO Michele concordo in pieno con la tua analisi!! quando si vuole imporre sull’onda del renzismo , un candidato che la gente non vuole: perchè non li rappresenta: succede queste cose!!Quando a votare alle primarie vanno solo cinquemila persone;è la dimostrazione lampante ,di quanto ho sopra detto.In più la sua candidatura ha diviso , molto la sinistra e ciò che di essa ne resta? CHI HA ORECCHI INTENDA!!!!

  • Mari GIGLIOLA

    IL mio commento sopra scritto è riferito solo alle elezioni, del comune di Arezzo.

  • fabrizio fierli

    Complimenti all’editorialist per l’analisi e la lettura del risultato elettorale. Un po’ meno per le sue tifoserie piddine come sempre .

  • sergio mura

    I commenti sui risultati elettorali somigliano a quelli dei post-partita: chi vince va sugli altari e chi perde viene fatto a fette per benino. Ma a volte sembra che qualche commentatore si comporti come quei fan di Tomba che si perdevano in disquisizioni tecniche pur non avendo mai messo ai piedi un paio di sci.
    Mi riferisco ai commenti sulle elezioni comunali di Arezzo.
    Arezzo non è Cortona, nè Siena: sul piano del peso politico del Pd intendo.
    E non lo è mai stata!
    Arezzo ha sempre rappresentato un unicum nel panorama politico della rossa Toscana.
    Se escludiamo gli anni dell’immediato dopoguerra mai un sindaco comunista si è insediato a Palazzo Cavallo. I comunisti della prima repubblica si accontentavano di eleggere un sindaco socialista per poter amministrare la cosa pubblica evitando così di sedere nei banchi dell’opposizione; e quelli della seconda candidarono esponenti provenienti dal centro (Ricci e addirittura il nipote del tanto odiato Amintore) per ottenere lo stesso risultato. Quando provarono a candidare la titolatissima Bettoni ne uscirono scornati.
    Il perchè va forse anche ricercato nel fatto che Arezzo è stata la patria di alcuni notabili DC come Bucciarelli Ducci e Fanfani e Bartolomei (provenienti dalla Valtiberina ma in realtà politicamente aretini a tutti gli efetti).
    E ovviamente anche in una serie di altre ragioni.
    Sta di fatto che ad Arezzo il PCI (quando era PCI e capite cosa voglio dire) non disponeva di grandi numeri elettorali: alle comunali del 1985 non raggiungeva il 40% e cinque anni dopo superò appena il 33% (un seggio appena in più della DC).
    Per concludere non so se Bracciali verrà eletto, ma di sicuro non è che fallirà dove gli altri sono riusciti: anzi se ce la facesse sarebbe vero proprio il contrario.
    Buon divertimento

  • Michele Lupetti

    Ma certo, caro Mura, peccato che io queste cose le ho scritte lo scorso Dicembre e (purtroppo) c’ho pure azzeccato visto poi com’è finito il ballottaggio
    Quindi, semmai, li definirei commenti “pre-partita”, più che “post”

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