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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Donato Apollonio

    io do D’alema al 60%, Amato al 20%, Rodotà al 10%, un personaggio non ancora nominato al 9% e Lupetti all’1% 😀

  • fabrizio fierli

    Caro Lupetti ai scommesso bene e vinto, ma lo sapevi bene anche tu che andava così.
    In poche parole, il PD doveva solo scegliere fra:

    1) votare Rodotà, dare un Presidente DECENTE a questo Paese e incassare l’apertura del M5S tanto rincorsa per giorni, per la nascita di un governo partendo da incandidabilità di Berlusconi, seria legge anticorruzione, legge sul conflitto di interessi, ed altro ancora tutto consueto nei 20 punti .
    2) votare uno come Marini, incassando una vaga promessa d’inciucio di governo da Berlusconi, ma dandogli subito in cambio UNA GARANZIA ANTICIPATA sui suoi processi e la sua impunità.

    Ovviamente ha scelto la seconda, cioè il contrario di quanto avrebbe sicuramente scelto il 99,99% del suo elettorato.

    A cosa serve un partito che parla a vanvera di legalità, equità e lotta al berlusconismo, e poi fa l’esatto opposto di quanto promesso e quanto desiderato dai suoi stessi elettori? La domanda la rigiro ai tesserati ed elettori di questo inutile partito.
    F.F.

  • Giancarlo Bellincampi…

    il presidente della repubblica deve essere il rappresentante di tutti, anche di quelli che non piacciono a me, quindi anche del PDL che rappresenta un terzo degli elettori; non è il premio di una partita a biliardo o a bocce. Sono d’accordo con Bersani che ha tentato, osteggiato da tutti, di trovare un accordo con quel signore di cui non mi viene di scrivere il nome, dopo aver cercato di parlare con l’altro che rifiuta di sedere in Parlamento e di parlare con chiunque non sia stato “nominato” in Parlamento da lui

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