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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Felice De Lucia

    Nell’aprile 1968 M.L.King si recò a Memphis ,Tennessee,per solidarizzare con i lavoratori neri del sistema di smaltimento rifiuti e fognature della città.I neri lottavano per il riconoscimento del loro diritto di organizzazione sindacale.Doppiamente negato per ragioni di sfruttamento e di discriminazione razziale.Cinque anni dopo la marcia di Washington,l’agitazione di Memphis poneva King,il movimento per i diritti civili e tutte le persone di buona volontà,di fronte alla necessità di un bilancio.La strada seguita dall’America non era stata quella sognata a Washington.Le risorse necessarie per sanare le ingiustizie erano state destinate alla distruzione di un piccolo paese asiatico ,in nome della lotta al “comunismo”.Al punto da negare ogni dignità umana e civile a quei lavoratori neri di Memphis, mentre si pretendeva di esportare,a mano armata, libertà e democrazia.King era un vero profeta.Di quelli che nella Bibbia si presentano davanti ai tiranni ad annunciare l’ira di Dio.Il suo ultimo discorso ,prima di venire ucciso,ci fa capire cosa significhino:dignità,diritti,impegno per vederli affermati e riconosciuti.Senso civico come sarebbe il caso di tornare a praticare.Smettendola con l’ipocrisia,le fesserie,le bugie,il disprezzo per la ragione,il ricorso compiaciuto ai sentimenti ed alle passioni peggiori.Vede, Lupetti,sembra che Berlusconi ormai faccia morire tutto quello che tocca.Il PD trasforma in santini tutti i leaders defunti,nazionali ed esteri,da Berlinguer a M.L.King,per accreditare scelte politiche che cotali personaggi aborrirebbero.Se lo immagina lei il reverendo King,che si fa ammazzare a Memphis per ottenere la libertà sindacale dei netturbini,plaudire al “Jobs Act”?Proviamoci ad avere appena un pò di quello spirito e qualcosa cambierà

  • Giancarlo Bellincampi

    Art. 49 della Costituzione: “I cittadini sono liberi di associarsi in partiti per determinare la politica nazionale”.
    Se la classe politica, ed in particolare quella del PD della nostra zona, tenesse sempre ben presente l’art. 49 quando prende decisioni nelle amministrazioni che governa, avremmo risolto gran parte del problema della rappresentanza democratica e quindi del “bene comune”.

  • Dorando Simeoni

    Ciao Michele, non pensi che le cose giuste che hai scritto sul civismo e i partiti, trovino una risposta calzante sul risultato di De Magistris a Napoli, dove si è potuto coniugare la politica con il civismo ma su proposte serie e governo già sperimentato ? Non disdegnerei l’idea di De Magistris di un movimento nazionale di questo tipo, infatti queste riflessioni le fece all’assemblea nazionale di SEL-Sinistra Italiana. Comunque sia, sono convinto che a sinistra c’è un ampio spazio da riempire e la discussione mi fa piacere che sia aperta, come è giusto che sia. Doriano

  • Felice De Lucia

    Ci sono i cittadini ed i diritti ed i doveri da osservare nelle loro relazioni politiche :” per concorrere alla determinazione della politica nazionale”.Come ,correttamente citata, afferma la Costituzione.Qualunque cosa i cittadini si inventino a tale scopo va benissimo.Sappiamo tutti altrettanto bene che cosa non va.Con frequenza più o meno ricorrente e su questioni più o meno gravi il meccanismo si inceppa.Scuole di pensiero si pronunciano:

    a.quella reazionaria:i cambiamenti proposti o attuati distruggono la pace e l’armonia.Producono più danni di quelli che vorrebbbero sanare.Torniamo,dunque,al passato e puniamo severamente gli agitatori.

    b.quella progressista:proprio perchè i cambiamenti non sono stati condotti con la necessaria radicalità,l’instaurazione del nuovo ordine è stata sabotata o ritardata.Puniamo inesorabilmente i retrogradi e complottisti , il nuovo si affermerà e saremo tutti felici e contenti.

    c.quella “italiana”:poichè non sappiamo bene se e cosa vogliamo cambiare,ma non vogliamo passare per fessi,mettiamo in scena ogni tanto un tentativo di “cambiamento” e vediamo cosa succede.

    Forse bisognerebbe tentare una sintesi dei contenuti migliori di tali insegnamenti.Proporrei:a.grande prudenza nel giudicare cosa va cambiato;b.grande radicalità nel cambiare quel che va cambiato;c.se proprio non sappiamo o non possiamo cambiare, si abbia almeno l’onestà di riconoscerlo e di scontarne le eventuali conseguenze.

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