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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • maurizio seri

    Caro Michele, hai proprio ragione ” è stata persa una grande occasione”.
    Come Valdichiana non siamo stati capaci di sostenere una figura come quella di Marco Meacci che era espressione della vallata e segretario provinciale del PD. Abbiamo perso un’occasione per dimostrare, con forza, la nostra compattezza di zona nel rivendicare un ruolo politico nazionale al nostro territorio.
    Oggi si legge sulla stampa locale di un fantapolitico Triunvirato che dovrebbe governare il partito nei prossimi mesi. A me, questa ipotesi, pare assurda visto che ci saranno a breve le elezioni politiche e subito dopo il congresso del PD. Continuiamo a farci del male.
    Spiace ricordare che avevo detto in tempi non sospetti che il partito invece che fare le primarie tra Bersani e Renzi doveva fare un congresso democratico e trasparente da dove sarebbe uscita la linea politica da seguire.
    Oggi, invece, paghiamo ancora alcune lacerazioni nate da quelle primarie che non fanno bene nè al partito, nè alla politica, nè faranno bene al nostro territorio.

  • Andrea Bernardini

    Ciao Michele la tua analisi sulle primarie per i parlamentari e’ legittima ma non la condivido in alcuni passaggi:
    Le primarie aperte a tutti e non solo sul web organizzate il 30 dicembre e’ stato un grande esempio di democrazia e partecipazione con cui il PD si e’ messo di nuovo in gioco giustamente ma è innegabile che i tempi ristretti hanno concesso poco spazio al confronto e al fatto di poter trovare una sintesi positiva e condivisa a livello di valdichiana.
    Allo stesso tempo mi permetto di far notare che un candidato solo di una zona non ha più senso con il modo con cui sono concepite oggi le primarie: essendo primarie aperte a tutti e avendo Arezzo città numeri importanti e’ fondamentale che la candidatura trovi consensi oltre il proprio territorio.
    Infatti se anche tutta la Valdichiana avesse votato in modo compatto per un solo candidato il risultato non sarebbe stato sufficiente lo stesso senza un buon numero di voti nel resto del territorio provinciale.
    L ‘ ottimo risultato della Faleppi e’ proprio una dimostrazione di ciò ma la sua forza e’ da individuare più che all” origine valdarnese al fatto di essere la candidata donna “Renziana” , fattore ancora non secondario in questa tornata di primarie.
    Inoltre il candidato che poteva rappresentare la Valdichiana e non solo noi lo avevamo in casa , vedi Vignini, ma le regole non ne hanno permesso la partecipazione .
    Concludo nel rigettare completamente le riflessioni su “opportunismo di tenersi nell ‘ombra ” o di “non votare un candidato perché non è simpatico”, credo che la politica , a cui noi pensiamo di appartenere, si faccia in un altro modo con analisi serie, ascoltando i propri cittadini e facendo scelte nell ‘interesse di tutti e non di certo con l ‘intento di mandare tutto a rotoli.

  • Michele Lupetti

    Ringrazio il Segretario Comunale del PD per la risposta, che certo è ricca di affermazioni che condivido. Quello che non condivido è il fatalismo di fondo, della serie “non si poteva fare altrimenti”, che emerge, insieme alla considerazione che l’unico elemento in grado di competere su scala provinciale fosse Vignini. Può essere vero, ma suona come un’autoammissione di impotenza che certo non è granchè per chi vuole essere classe dirigente, anche se solo locale. Lo stesso non schierarsi con nessuno, e dover registrare una significativa affermazione anche da noi di un candidato di fatto sconosciuto come Katia Faleppi è a mio avviso sintomo di forte debolezza. Il Partito ha di fatto abdicato al suo ruolo, lasciando campo ai comitati renziani: può essere una mossa comprensibile, ma certo non è degna di chi vuole (lo ripeto ancora una volta) essere classe dirigente. Resto del parere che invece, pur nel pochissimo tempo disponibile e pur con la presenza del Segretario Provinciale Meacci, si potesse comunque cercare un nome più di convergenza che avrebbe potuto raccogliere successo non solo in Valdichiana. E comunque anche un terzo o quarto posto avrebbe quantomeno aiutato qualcuno a crescere e salire “di grado”, facendosi le ossa e acquisendo comunque credibilità e statura da riutilizzare in appuntamenti futuri.
    Sono comunque certo che Marco Donati saprà rappresentare al meglio anche le istanze della nostra vallata, una volta eletto

  • Angelo Cecchetti

    Concordo con Michele sia l’articolo che il commento.

  • Giacomo Cardone

    Innanzitutto buon anno.
    In relazione a quanto accaduto, secondo la mia modesta opinione, dico che se siete del PD, non c’è niente di sorprendente in come hanno agito localmente, è la solita politica che fanno da sempre, credo che ad oggi in Italia, nonostante la “lezione democratica” delle primarie il PD sia il più conservatore e il più legato alle vecchie abitudini fra tutti i partiti, la gente conta 0 nonostante si voglia far credere che con le primarie si sia tornati alla Polis greca;credo che anche i politici locali nn si rendono conto dei problemi reali dei cittadini; poi,quale è il programma? io nn sono riuscito a capirlo perchè forse neanche loro lo sanno, e se di fronte ad una questione posta da un cittadino ci si arrabbia pensando che sono tutti troppo ignoranti invece di cercare di capire, beh, allora non ci siamo.
    Cordiali Saluti

  • Piera Bartolini

    Per troppo tempo il PD è stato classe dirigente, anzichè classe rappresentante, troppo impegnato ad auto alimentarsi ed anteporre le esigenze di partito a quelle del territorio e delle persone.
    Troppo impegnato a ricompensare i suoi figli più che a scegliere i migliori nell’interesse di tutti.
    La bocciatura di Meacci è la bocciatura di un sistema che la gente di sinistra non vuole più.
    Io credo che se la gente del PD, per una volta nella storia, mette da parte il proprio interesse locale, le strategie di partito, per guardare a chi (a torto o a ragione) ritiene più meritevole, questo sia un evento da celebrare, altro che occasione persa.

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