Informazioni sull’autore

Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Andrea Rosadini

    Analisi semplicistica che sinceramente mi lascia molto stupito. Deludente la domanda, penosa la risposta (“Vado al rione a mangiare col foularino perché non ho altro da fare”…).
    Avrei preferito altre interpretazioni, tipo: è sempre più difficile creare rapporti interpersonali veri/vivi e non virtuali, magari i più o meno giovani che frequentano i rioni/terzieri/contrade etc… hanno bisogno di questo; oppure: giovani volenterosi vogliono prodigarsi per il proprio paese e l’unico modo di farlo è diventare parte attiva della vita rionale organizzando non solo “magnate”, ma anche altri eventi importanti di aggregazione sociale.
    Etc. Etc… potrei continuare ancora per un pò.
    Adesso mi scusi, ma vado al rione a magnare.
    Andrea Rosadini (uno di quelli che va a magnare al rione col foularino).
    PS: si chiama fazzoletto, non foularino. Dovrebbe vivere di più certe realtà di aggregazione.

  • Michele Lupetti

    Quello di cui lei non si rende conto è che quello che ho scritto e sottolineato in sostanza corrisponde a quanto dice anche lei nel suo commento.

    La differenza è che io ne prendo atto, lei lo esalta come qualcosa di estremamente positivo. Punti di vista.
    Magari per me sarebbe maggiormente positivo dedicare lo stesso impegno e spesa economica in qualcos’altro, in altre attività che sarebbero comunque utilissime per i propri paesi e la propria gente, ma forse poi non ci sarebbe da magnare e ci sarebbe meno da divertirsi, e allora va bene così.

    Purtroppo lei non tollera, o meglio non percepisce, l’ironia di fondo sul riassumere certo semplicisticamente (ma riassumere è sempre semplicistico) il tutto nel concetto della “magnata col foulardino”. Lo so bene che non si tratta solo di quello, ma un editoriale deve essere necessariamente vivo e un po’ estremo in quel che dice, altrimenti coi temini delle elementari precisini precisi a leggerlo fino in fondo non c’arriverebbe nessuno

    So anche che se frequentassi certi ambiti sociali, cosa che peraltro in parte faccio (anche perchè non esiste ormai altro) non farei altro che divertirmi come tutti, ma le domande me le farei lo stesso e noterei lo stesso le cose che ho scritto

    Quello che penso, in fin dei conti, è che debba esserci spazio anche per altro e ogni tanto anche nelle piccole comunità far entrare qualcosa del “mondo”, andando oltre i confini rionali e della tradizione, sarebbe salutare, perchè aprirebbe la mente più di un palio o di una salsiccia arrosto col bicchiere di vino annesso

  • Luca Fabianelli

    Classico esempio di articolo scritto tanto per pubblicare qualcosa e suscitare un’interazione utile solo per la visibilità del sito.
    Bah…

  • Andrea Nicoetti

    Buongiorno sig. Lupetti. Mi sento in dovere di risponderle, vista la mia carica, dopo aver letto il suo articolo.
    In primis, le volevo far presente, che i Terzieri a Castiglion Fiorentino non sono dei ristoranti che nascono e chiudono per 15 giorni all’anno. Anzi, con il ristorante e le ”magnate” hanno poco a che vedere. Se poi interpreta la ristorazione come un’attività collaterale della Ns vita di tutto l’anno, allora un minimo di verità su quello che dice, ci può anche stare.
    I Rioni sono tre entità super partes, nei quali la politica non interferisce o determina scelte come se fossero una associazione politica.
    Intorno al Terziere, ruotano tutto l’anno svariati ragazzi di tutte le età ed estrazioni sociali, non soltanto per organizzare feste, ma per fare attività a scopo sociale, utili anche per togliere i più piccoli dalle tentazioni sbagliate della vita di oggi.
    Inoltre, per molti ragazzi che sono all’interno del consiglio del Terziere, è il primo approccio nella gestione di una associazione e l’opportunità di avere una carica dirigenziale pubblica, fatto questo che dà motivazioni e stimoli ad un giovane, al quale la vita sociale di oggi non dà opportunità di esprimere le proprie capacità.
    Detto questo, concludo il mio intervento e la ringrazio per la possibilità di replica a quello scritto da lei, puntualizzando che i Rioni non sono delle associazioni che fanno soltanto ‘’magnate’’, ma che durante l’anno svolgono una funzione sociale di primissimo conto.
    Andrea Nicoletti
    Priore Terziere Porta Fiorentina

  • Andrea Rosadini

    Vivo in un comune che non riesce neanche a concedersi il lusso di avere un Sindaco per più di qualche mese e non dovrei “esaltare” (ha usato il termine esatto) persone che sacrificano il proprio tempo, soldi, lavoro (chi ce l’ha…), affetti per animare la vita del paese? Se non fosse per i 3 rioni e qualche associazione (qualche, non tutte…), a Castiglion Fiorentino non verrebbero più neanche le zanzare in estate. Ci sarà chi lo fa per moda, chi perchè non ha altro da fare, chi perchè costa poco (ho dei dubbi…), ma perchè sindacare su questo?
    Detto questo, leggendo le sue ultime righe del commento si capisce che non ha una visione ben chiara di quello che fanno i rioni: non è solo Palio, ma anche organizzazione di manifestazioni, raduni, beneficenza, etc… 365 giorni all’anno (e pensi che questo lo scrive uno che non è tra quelli che si sbattono, ma non posso fare a meno di apprezzare che la realtà è questa).
    Sicuramente è più facile sedere comodamente su una poltrona stile Luigi “ennesimo”, sorseggiare dell’ottimo Brandy d’annata ed esclamare “Aahh, la tauromachia”.
    Perchè questa mi pare la sua posizione: TEORIZZARE; in genere è preferibile FARE.
    Credo che a Castiglioni ci siano problemi ben più grandi che porsi domande sul perchè “si vada a mangiare al rione col foulardino al collo” (estremizzo sì…) e dei quali quelli che si sbattono per i rioni e le associazioni sono VITTIME.
    E di conseguenza credo ci siano domande ben più importanti da porsi, anzi da porre a qualcuno… del tipo: dei 5,5 mln di mutuo che dovevano arrivare a giugno per i debiti pregressi perchè ne sono arrivati solo 2? e di questi perchè 1 verrà dato nel 2014? ed ancora (questo riguarda anche la Provincia): dove sono finiti gli “x” mln di euro stanziati dalla Comunità Europea a favore della Provincia per la realizzazione delle condotte del Sistema Montedoglio in territorio castiglionese? progetti fatti… e gli impianti? Acqua utile non solo per l’agricoltura, ma anche per usi domestici in casi di emergenza.
    Aaahh, la tauromachia!

  • Michele Lupetti

    Anche per lei, sig. Nicoletti, vale la stessa risposta che ho dato prima: non si è capita l’ironia di fondo e avete riassunto tutto nel termine “magnare” che avete preso come un’offesa personale. Strano, peraltro, che si prenda come offesa un termine dialettale, visto il vostro attaccamento alle tradizioni. Avrebbe anzi dovuto farvi piacere. Confermo quanto scritto sopra: la mia era più che altro una presa d’atto, ma nell’ironia di fondo si voleva intendere che sarebbe positivo che anche in Valdichiana si possa vivere d’altro oltre che di recupero delle tradizioni folkloristiche. Il rischio, infatti, è che restino solo quelle… e quando l’offerta diventa monotematica credo che ci si perda tutti Per il sig. Rosadini, non credo che su questo sito ci siamo tirati indietro di fronte a certi problemi che lei cita. Ne abbiamo parlato per anni, e con grande coraggio. Ci perdoni se per una volta mi sono permesso di guardare in casa vostra, e provare a esprimere la mia opinione

  • Andrea Rosadini

    Com’è che non trovo traccia nel sito di notizie inerenti i due esempi da me citati? Il primo dei due che ho citato, oltretutto, risale a non più di 20/25 giorni fa… come ha fatto a parlarne per anni?
    Credo che per “informare”, prima bisognerebbe “informarsi”.
    La saluto.

  • Mirko Giommoni

    Egregio Signor Lupetti,
    innanzitutto La ringrazio per lo spazio che dedica nel Suo articolo alla realtà rionale/quartieristica delle nostre zone, perché un interessamento vuol dire che in qualche maniera c’è, ma ho riletto più volte il Suo testo, cercando di capire la natura di come è stato inizialmente concepito e conseguentemente scritto, ma Le dico la verità che mi rimane difficile trovare una risposta univoca.
    Mi spiego meglio.
    Il titolo è accattivante: “L’irresistibile ascesa di Giostre, Palii”, viene subito voglia di leggere il seguito perché lascia intendere un’evoluzione che negli anni a venire può essere stata ostacolata da fatti o eventi che hanno reso meno leggibile l’identità rionale.
    Proseguendo, si capisce però che il Suo articolo è stato fatto, spinto da “Qualcuno” “…ponendomi il quesito in termini negativi”: è stato volutamente fatto per accontentare “qualcuno”?
    Da qui si inizia uno sparlare ironico sui Rioni, ma non osservazioni serie su chi vi ruota intorno tutto l’anno, con preoccupazioni e sacrifici ma anche gioie, perché cene e banchetti vari sono parte integrante di questo sistema ma non il motivo per cui uno passa tante sere all’anno a lavorare nel proprio territorio.
    Mi avrebbe fatto piacere che questo articolo, anziché con ironia, fosse stato trattato in modo da far capire a chi non vive un Rione o un Quartiere, quanto lavoro c’è dietro da parte di tutti tutto l’anno, di quanto i giovani hanno rivalutato questi ambienti e si mettono in gioco in prima persona, di quanto marketing territoriale a costo zero i Rioni fanno per i propri Comuni, etc… pazienza, sarà per la prossima occasione.

  • Piera Bartolini

    Concordo con Lupetti.

    Se la gente pensa che un abitante di una contrada abbia qualche merito o demerito se un cavallo venuto da chissà dove cavalcato da un sardo arrivi primo portandosi a casa una pezza di stoffa francamente c’è un problema serio.

    Se la gente è portata ad urlare come un dannato, ad esaltarsi, a versare denaro,ad odiare, a picchiarsi perchè un cavallo venuto da chissà dove cavalcato da un sardo arrivi primo o ultimo c’è un problema ancora più serio e più grave.

    Il ruolo dei rioni non c’entra nulla. Alcune iniziative sono da lodare, altre come il palio da abolire.

  • Michele Lupetti

    Va beh, prima che la situazione degeneri e rispondere diventi inutile… Il dato da cui partivo è che fino a qualche anno fa tutto questo interesse per il folklore non c’era e ho semplicemente cercato di dare una risposta senza voler criticare nessuno, ma inserendo alcuni elementi. Ho provato a dare una spiegazione. L’analisi è, poichè personale, inevitabilmente parziale, di parte, sicuramente incompleta. Può non piacere, ma credo meriti comunque rispetto. Peraltro nel nostro sito il Palio è stato seguito in modo quotidiano, con un inviato ad hoc che ha fatto un gran lavoro, dimostrazione che prendiamo atto dell’importanza ormai assunta da queste manifestazioni Se poi ci azzardiamo a farci mezza domanda e diamo una risposta che non piace…via…provate a rispettarla…

  • Francesco Buccelletti

    Senza polemizzare ma intervenendo costruttivamente, Sig. Lupetti, prima di dire che fino a qualche anno fa tutto questo interesse per il folklore non c’era, si può guardare le immagini del palio degli anni ’80 con 8000-10000 presenze, oppure leggere le documentazioni storiche che dal 1864 attestano la corsa dei cavalli a Castiglio Fiorentino (sebbene a tratti sono 149 anni).
    Se vogliamo chiamare magnate e folklore questo oppure tutti i volontari che nei vari rioni senza guadagnarci un euro si spendono TUTTO L’ANNO fra feste, cene per raggranellare qualcosa, attività dei circoli, aggregazione, uscite folkloristiche. Allora, il fatto che alcune tradizioni affrontino periodi di difficoltà mi sembra normale.
    La Maggiolata di Lucignano, il Carnevale di Foiano, sono manifestazioni che, come il palio dei rioni, fra alti e bassi da GENERAZIONI timbrano lo spirito delle nostre cittadine di campagna, dei nostri bambini, dei giovani e delle famiglie.
    Meno normale è che sull’onda delle più gettonate ne vengano fuori di altre molto meno storiche e sentite, di cui non faccio nomi ma che nell’articolo ha già indicato da se. Quelle sono da moda, e come tali saranno le prime a finire (fra l’altro sono le uniche ad andare avanti con i soldi di comuni o fondazioni varie).
    Poi uno può vederela come vuole e concordo col fatto che non a tutti tutto può interessare. Saluti

  • Francesco Buccelletti

    “…acquistano presenze, forza economica e elettorale e si candidano nel giro di qualche anno a somigliare, in quanto a influenza, alle contrade del Palio di Siena”;
    chiudo ironicamente, me lo conceda! magari arrivare ad avere un peso politico. Nel medioevo i nostri Terzieri lo avevano. Comunque, per concludere, il Palio di Siena, nasce e ha una storia (nonostante oggi abbia spesso gli stessi protagonisti) su dei binari che con la corsa Castiglionese non hanno niente a che fare (per fortuna)

  • paola marri

    Egr. sig. Lupetti,
    o quante code hai pestato con un articolo così innocente?

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