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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Antonio Massarutto

    Analisi perfetta. Complimenti all’autore dell’articolo. Mi permetto di aggiungere che il cento storico di Cortona (perché di questo si parla) non può vivere di solo turismo. Il turismo è un’importantissima risorsa che va gestita, ma non può essere l’unica. Un città, per definizione dovrebbe essere abitata da cittadini. Altrimenti è un’altra cosa. I cittadini sono persone che vivono all’interno della città, dormono, si svegliano, lavorano, consumano e spendono all’interno di questo luogo. Sperare in un’economia basata sull’accattonaggio (vendere souvenir a 2 euro è tipico dei luoghi turistici, ma non è commercio, è accattonaggio), non fa bene a un luogo bellissimo che rischia di diventare purtroppo un “non luogo”. Un specie di Outlet per turisti sempre meno d’élite e sempre più a ore.
    La discussione politica andrebbe fatta non sui mercatini o le illuminazioni natalizie, ma bensì su un progetto a lungo termine che veda il centro storico ripopolarsi. Di questo si dovrebbe occupare la politica. Sia gli amministratori di oggi, sia chi si propone come amministratore di domani.

  • Simeoni Doriano

    Ormai viviamo di statistiche, numeri e percentuali, per cui se il segno non è + addio cominciano le discussioni inutili e sterili. Con questo modo di ragionare abbiamo fatto di Cortona un
    ” ristorantificio “, rincorrendo soltanto i numeri dei turisti e le pressioni dei commercianti, che si lamentano sempre e comunque, che si faccia molto o si faccia poco, mentre nel resto del comune si fa poco o nulla. Questo modo di concepire Cortona l’ha portata al progressivo spopolamento ed anche chi ha provato ad abitarci da giovane volenteroso, se ne è presto pentito, perché Cortona è una città per vecchi e turisti, quindi ha perso il suo ruolo di luogo d’incontro, di città animata dai suoi personaggi caratteristici in cui si andava per incontrare gente. Rimpiango la Cortona che alla sera e nei giorni di festa era piena di capannelli di persone, spesso unite dallo stesso credo politico, o dall’arte o dalla sola amicizia. Una città che era viva e che oggi vede un declino inesorabile dove tutti coloro che la frequentano si sentono stranieri. Condivido quanto detto da Michele perché dice verità che tante persone pensano ma non dicono, semmai mugugnano e si lamentano al bar. Adesso tornare indietro non si può ed i rimedi almeno io non ne conosco, perché ormai Cortona è diventata una città museo fatta a misura per i commercianti, ma la tristezza maggiore è vedere che ci sono interi palazzi in cui magari vive una sola famiglia o al massimo due.

  • Claudia Faltoni

    Hai perfettamente ragione!Ho notato che un po’ in tutte le città c’e’ questo falso mito della foto del centro storico “invaso” dai turisti…da “stupidario” facebookiano…….la massa dal pensiero debole è ancora convinta che gente a passeggio,o in pizzeria, sia sinonimo di ripresa economica o di falsa crisi!! In realtà si tratta spesso di persone che non essendo state toccate da crisi alcuna e non curandosi dei problemi effettivi in cui versa la società, danno una valutazione al fenomeno tutta personale e rapportata al proprio “orticello”,senza rendersi nemmeno conto della triste verità che li circonda.

  • Giancarlo Bellincampi

    Come già altre volte mi è capitato di dire, secondo me il compito più importante e più difficile di una amministrazione è quello di pianificare e gestire lo sviluppo socio-economico della comunità, coinvolgendo in un processo democratico reale i cittadini ed impegnando tutte le amministrazioni di ordine superiore e le associazioni imprenditoriali, produttive e finanziarie, per incrementare il benessere e la civiltà dei territori.
    Il turismo, se non è una componente del progetto, è solo fuffa populistica ed elettorale.

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