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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Donato Apollonio

    in effetti considerando che le ultime celebrità (Sofia Loren, Robert Redford, Anthony Hopkins e anche Sting) non sono proprio all’apice della loro carriera, non vorrei che Cortona diventasse una specie di isola dei famosi… 🙂

  • Andrea Moscati

    Come quasi sempre condivido il pensiero del caro Lupetti. Tuttavia vorrei spezzare una lancia a favore della scelta (che sia Dylan o un’altro artista dal passato glorioso è lo stesso). Cortona ha bisogno di richiamo internazionale, puntando sui giovani e sul nuovo si rischia di portare gente sì, ma non quel tipo di turismo che gioverebbe alla città. Credo che si voglia convogliare un certo tipo di clientela, colta, benestante, con buongusto, e non a torto secondo me. Un festival trampolino di lancio sarebbe ottimo dal punto di vista artistico, ma richiamerebbe giovani, versatili, pratici, da panino e Coca Cola per intenderci. Non è questo che farà parlare di Cortona sul NY Times, non porterà in città nemmeno americani abbienti che magari si trovano in vacanza nei paraggi, non avrebbe un immediato riscontro. Eventi collaterali potrebbero invece arricchire il panorama culturale estivo. Insomma, una cosa non esclude l’altra.

  • daniele ardemagni.

    Ragazzi, stiamo parlando dello Shakespeare contemporane..di Bob Dylan…ovvero del passato, del presente e del futuro…il più grande di tutti i tempi..quello che continua a reinventarsi e a rinnovarsi..quello che ha una voce che ha cantato tutto e occhi che hanno visto di tutto ma che deve ancora raccontare e vedere. L’artista che studiano e studieranno nelle scuole…un candidato Nobel, un premio Pulitzer e altre decine di riconoscimenti che solo una rock star come lui, che ha saputo cambiare il linguaggio e il costume si merita..non vi capisco davvero!!!!

  • Giovanni Maria Varese

    Esatto, Sig. Lupetti . . . il suo articolo è la quintessenza dell’inutilità . . . Se vuole cose nuove le consiglio vivamente Arisa e Marco Mengoni, Lei se li merita davvero . . . Se poi vuole entrare a tutti i costi nella storia, si spari nello spazio e ci rimanga, togliendo così un grande fastidio all’intera umanità.

  • Maurilio Nicolino

    Definire Dylan “old”, non anagraficamente, è come minimo fuori dal rispetto della qualità creativa. Non sono di Cortona ma auguro a chi vive in quella zona di avere il piacere e l’onore di poter assistere alle performance di chi ha creativamente molto da dire. Molto anche a quelli “young” che necessariamente si rifanno agli “old” come Bob e, magari, prendono spunto oggi da quello che lui crea, OGGI.
    maurilio.

  • Donato Apollonio

    Gentile(?) Sig. Giovanni Maria Varese, il “Sig. Lupetti”, ha espresso soltanto la sua opinione che può benissimo non essere condivisibile. Lo spazio dei commenti esiste proprio per esprimere la propria opinione a patto però che sia costruttiva. Legga a tal proposito il mio articolo:
    http://www.valdichianaoggi.it/blogs/il-bisbetico-donato/tuscan-sun-festival-l-opinione-del-bisbetico-donato-7104404.html
    Il suo commento, oltre ad essere violento nei toni, è anche decisamente presuntuoso dato che con le sue parole “togliendo così un grande fastidio all’intera umanità” lei si auto-proclama interprete universale del pensiero mondiale.
    Mi auguro che il suo prossimo commento sia più sobrio.

  • Stefano Catena

    Che significa “impostazione verso il vecchio” riferito quindi a Dylan. I testi e la musica di Bob Dylan non sono un impostazione al vecchio, sono sempre attuali ora e in futuro. Che significa la sua opinione del concerto su Dylan a Firenze in questo contesto? e’ la sua opinione… allora io metto al pari della sua la mia di opinione dicendo che Dylan a Roma e’ stato fenomenale e che ha fatto un rock straordinario, cosi’pareggiamo il giudizio. Il mio pensiero vale quanto il suo,giusto? E poi e’ una vita che dicono che Dylan e’ finito e sempre con questa tiritera e quando faceva il gospel era finito,e quando faceva country era finito e quando faceva altro era finito. E basta,no?
    Comunque se Dylan sara’ a Cortona… io dico che ci sara’

  • Michele Lupetti

    Una battuta, visto che mi si consiglia di “lanciarmi nello spazio”…ho sempre sognato di fare l’astronauta. Per il resto sapevo di poter suscitare polemiche, e le accetto, limitandomi a constatare che l’amore per un artista quando diventa fede incondizionata crea forme di “fondamentalismo” contro le quali ogni argomentazione è inutile. Io, fortunatamente, non sono mai stato un fondamentalista di niente, se non della libertà di pensiero, la stessa che tanto ha propagandato Dylan ma che evidentemente non è patrimonio di alcuni suoi fedelissimi

  • Laif

    Stiamo parlando di una persona che con le sue canzoni ha dato la speranza a milioni di giovani, che si è opposta a guerra e razzismo, Uno dei cantautori piu importanti di tutti i tempi. Comunque non mi meraviglio più, gente come questo preferirebbe chiamare Justin Bieber.

  • Piera

    Sono tra quelli che la pensano come Lupetti, Il che non significa non riconoscere Dylan, ne togliergli nulla, ma apprezzarlo per quello che ha fatto e ricordarlo nei momenti migliori.
    E poi ai suoi concerti in Italia, più che colti e raffinati spettatori americani, mi sembra di vedere molti tristi sessantenni con i 4 capelli rimasti raccolti in una lunga coda unta, mentre si fumano una canna aspirata trai tenti ormai neri.

  • Donato Apollonio

    Grandissima Piera!!!

  • daniele ardemagni

    Piera..probabilmente ti sei confusa con qualche altro artista…Dylan era e resta il migliore (andatevi a risentire anche le ultime produzioni!!) e le sue ultime performance italiane sono state grandiose…secondariamente io ho 34 anni e sono fra i più “maturi” di quelli che seguono l’immenso Bob…c’è troppa ignoranza…sono un musicista e autore e Dylan ha dato tanto e tanto darà..perdere tempo con chi spreca parole inutilmente non mi va…se siete amanti del “bel canto” andatevi a vedere la Pausini o simili..Dylan è troppo grande per gente come apollonio, lupetti e piere varie…in tal caso chiedetelo a mio cognato, massimo bubola (che credo neanche sappiate chi sia ma è il più grande cantautore rock italiano) cosa ne penserebbe in tal caso..vi farebbe zittire in un nano secondo! cultura gente!!!se volete parlare di qualcuno come Bob ci vuole conoscenza un pò di cultura!!!

  • Donato Apollonio

    dunque. qui bisogna fare un po’ di chiarezza. una cosa è dire che Bob Dylan è un grandissimo artista (e su questo penso che siamo tutti ampiamente d’accordo) e una cosa è dire che piacciono o non piacciono le sue canzoni o che si preferisce una fase della sua carriera piuttosto che un’altra. Quando si parla di gusti, e penso di dire una cosa ovvia, nessuno ha ragione e nessuno ha torto. Detto ciò, mi sembra decisamente puerile e terribilmente superficiale trattare dall’alto verso il basso chi ha dei gusti differenti dai propri, specie se a farlo è un signore di 34 anni. E non so se piangere o se ridere quando lo stesso signore (che si autodefinisce “tra i più maturi”) tira in ballo il cognato famoso per avvalorare la sua tesi come se l’autorevolezza si trasmettesse per osmosi attraverso una parentela (peraltro acquisita). siamo seri

  • Stefano Catena

    Ma chi l’ha detto che sono “forme di fondamentalismo” quelle in cui si cerca di porre delle risposte ad un commento “personale” del Sig. Lupetti. Posso capire che si dice, ho ascoltato un disco di Dylan e non mi e’ piaciuto, ma dire che c’e’ nella scelta di mettere nel cartellone di Cortona, una impostazione verso il “vecchio” e’ aberrante. O nel dire e’ un artista a fine carriera…. dove?… quando? Dylan e’ ancora in Tour…. sta incidendo un nuovo album con Hildago dei Los Lobos, il quale e’ rimasto impressionato per l’energia e le novita’ nella musica che ha proposto in sala di incisione Dylan stesso. Ti rammento che i primi a criticare Dylan sono i stessi fan…. ma l’impostazione dell’articolo merita delle risposte che non sono da “fondamentalisti”, non c’e’ alcuna religione da adorare in questo, solo mettere un po’ d’ordine ad un articolo in cui si parla non bene di un artista, enza un analisi vera e propria. Non capisco ancora il perche’ di questo astio verso Dylan a Cortona. Sinceramnete non lo capisco.

  • Per la serie “Non nominare Dylan invano”, diciamolo, stavolta ve la siete cercata.

  • Marco Merli

    Da Cortonese e da lettore di “Maggie’s farm” dal quale sito penso vengano alcuni di voi, vorrei solo dire che, fra tutti, si sta trascendendo il discorso principale, ovvero se Dylan sia o meno coerente in un contesto come il festival che Cortona si prepara ad organizzare.
    Premetto dicendo che la presenza di Dylan è stata solo una voce per far parlare i giornali, di conseguenza possiamo eliminare il problema dal principio. Tuttavia se vogliamo rimanere in discussione, mi pare che la situazione sia abbastanza limpida…da una parte chi ha probabilmente assistito ad un concerto di Dylan spendendo una quarantina di Euro e rimanendone deluso e chi invece lo ascolta da anni e non riesce a scindere il giudizio personale da quello oggettivo. Il primo prova un rifiuto indistinto per Dylan derivato dal fallimento delle proprie aspettative, l’altro fonda la sua fermezza in un piacere incondizionato per tutto ciò che è Dylan scaturito forse ma anche da una diversa interpretazione della musica.
    Dylan ha fatto quel che ha fatto e sta facendo quel che sta facendo…è stato quel che è stato ed è quello che è…nessuno lo mette in dubbio.
    Dylan a mio avviso sarebbe più che coerente in un contesto come Cortona, nonostante non avremmo nemmeno lontanamente la capacità di chiamare uno come lui. Tuttavia e’indubbiamente vero che ultimamente i concerti di Dylan siano sotto tono, e ve lo dice uno che in 8 anni lo ha visto 7 volte…
    Quello che mi fa ribrezzo è che si parli di “impostazione del vecchio” in riferimento a Dylan quando Cortona, la “città dello spirito” non vive che di vecchi, manifestazioni per vecchi, rappresentazioni per vecchi e altre vaccate da vecchi… da sempre… qui si vive tra le nuvole, altro che… chiamiamo Sting a leggere poesie…Sofia Loren a fare presenza…ma per favore…siamo proprio un paese cartolina…
    ‘sera…

  • Merli Luca

    Sono di Cortona. Fondamentalmente credo che la questione non riguardi affatto i gusti. Che un artista piaccia o no è una questione puramente formale e di poco interesse rispetto alla rilevanza che può avere all’interno di una realtà come Cortona, a mio parere paese vecchio e chiuso. Dire che uno come Dylan porterebbe “un’impostazione verso il vecchio” sarebbe solo coerenza, contando che non considero Dylan un vecchio e nemmeno un “cantante” qualsiasi.
    Non è neanche una questione di fondamentalismo. Con Dylan si finisce spesso nell’idolatria, poichè la sua “musica tradizionale” è sempre stata per noi come un ritorno a noi stessi (ed io ho solo 27 anni)come hanno saputo fare altrettanti scrittori, registi, pittori…. Portare loro verso di noi non può che fare bene…. e fare il bene.
    La questione secondo me riguardo all’essere scocciati, sta nello “star bene anche senza”
    La realtà attuale si basa molto su questo concetto: possiamo fare benissimo a meno di Like a rolling stone, della Divina Commedia, della Tempesta, di Moby Dick….
    Beati quelli che riescono a non badarci….

  • Stefano Milighetti

    E che dire, a me non piacciono neppure i Beatles…

  • daniele ardemagni

    apollonio…ascoltati scanù o ramazzotti che è meglio….non è questione di parentele ma di chi sa distinguere la vera arte con altre cose..se shakespeare ti reciterebbe le sue opere al giorno d’oggi t’interesserebbe la qualità della voce? a me no…so solo che sono davanti a un pezzo di storia e la sto vivendo..abbiamo Dylan e godiamoci questo pezzo di storia che abbiamo la fortuna di vivere…altrimenti ripiegatevi sulle mediocrità di certi nostri cantautori nostrani che cantano le stesse cose, con gli stessi arrangiamenti da trent’anni…non è una questione di vanto essere cognato di Bubola ma forse di fortuna, il quale mi ha saputo spiegare molte cose su His bobbines che molti ignorano…per il resto fate voi..io se se viene in Italia me lo vado a godere e vedere per la quindicesima volta in dieci anni…fate venire qualche sfigato uscito da x-factor o amici..poi faremo il paragone..ahahahaahah

  • Donato Apollonio

    ardemagni, continui a porti un gradino più su degli altri ritenendo degni di considerazione solo i tuoi gusti. Non sai niente di me eppure continui a considerarti superiore. potrei essere diplomato al conservatorio, potrei essere il figlio segreto di Mina, il cognato di Frank Sinatra o il fratello gemello di Caparezza. oppure potrei essere Bob Dylan stesso che sotto falso nome fa autocritica… non puoi giudicare la mia sensibilità musicale soltanto in base al fatto che Dylan non sia il massimo per me.
    C’è gente a cui piace e altra gente (non di serie B) a cui non piace, ma che in ogni caso rispetta e ammira il suo indiscusso talento. Ci sono dei gusti differenti dai tuoi: fattene una ragione. Se vuoi andare ad un suo concerto, vai pure. non ti riterrò affatto un imbecille ma soltanto una persona con i gusti differenti dai miei.
    PS bello il commento di Marco Merli

  • Michele Lupetti

    Vero Donato, bel commento quello di Merli. Caro Luca, se lo vuoi sviluppare e trasformare in un articolo, visto che il dibattito c’è, per noi sarebbe davvero un piacere pubblicarlo

  • daniele ardemagni

    potrete star bene anche senza like rolling stone e dylan, cohen, shakespere, Hugo, Dante o altre cose da voi elencate… senza le quali però non saremmo ciò che siamo e la musica rock come la letteratura e il costume sarebbero totalmente differenti… io starei molto meglio se ogni volta che mi sintonizzo su qualche stazione non trovassi Ligabue, il solito vasco, eros o arisa… ma questo vuole la massa.. non mi pongo ad un gradino più alto caro Apollonio che puoi essere figlio di mina o di chiunque vuoi tu..semplicemente cerco di dare il giusto valore alle cose..al di là che sia un dylaniano incallito da anni non vuol dire che comunque, su 35 album da studio (32 dei quali firmati solo da lui e 3 a quattro mani) e altri live e raccolte per un totale di 48 album, Dylan come tutti abbia fatto degli errori..ma questo è accaduto nei “tristi” anni ’80. Il valore delle cose di cui parlo è quello che spesso dimentichiamo di dare perchè viviamo troppo di quello che ci passano televisioni e mass-media in generale…ma la mia è solo un opinione.

  • Donato Apollonio

    mi riferivo a Marco Merli non a Luca Merli. Comunque per certi aspetti apprezzo anche il commento di Luca

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