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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • anna maria

    gli autorevoli esperti che scrivono, generalizzando,meraviglie sulle rinnovabili sono per caso gli stessi che nel corso della recente storia del nostro paese hanno garantito per l’amianto( miracoloso innovazione destinata a cambiare il mondo…cosi belle da meritare il nome di ETERNIT ..eterno)..o sono quelli che fino oggi,nonostante il referendum,continuano a cantare meraviglie sul nucleare . . che so il professor Veronesi o Margherita Hack? Mah….chissà com’è che la gente non si fida più dei grandi esperti che orbitano con la bava alla bocca intorno a progetti super finanziati ed ignorano completamente …per esempio le possibilità alternative all’incenerimento ….roba strana e sconosciuta: LA RACCOLTA DIFFERENZIATA???? Rinnovababili..: che sono sempre disponibili e non si esauriscono (come sole e vento calore della terra e mare).
    Non Rinnovabili…: che sono destinate ad esaurisi (come petrolio carbone e gas naturali)DIZIONARIO…in tutto questo che cosa c’entra il futuro termovalorizzatore-cancroinduttore?? Mi sa che intorno a questi argomenti c’è un po di confusione..saranno i soliti esaltati ambientalisti che si divertono!!

  • Franco

    Il problema è che hai fatto di tutta l’erba un fascio.
    Oggi con il suffisso bio, eco, e l’aggettivo rinnovabile si prospettano una serie di servizi, prodotti, energie alcune delle quali hanno una discutibile attenzione per l’ambiente.

    Per rimanere alle energie, il geotermico e l’eolico possono onestamente definirsi rinnovabili perchè c’è una fonte illimitata e costante nel tempo, che non richiede generazione artificiale da parte dell’uomo.

    La centrale a biomasse invece provoca un importante impatto ambientale (coltivazioni intensive di con largo impiego di sostanze chimiche) e soprattutto 360 giorni 24h su 24 l’emissione di polveri sottili da pm1 a pm10, che sono nocive anche se classificate come ‘nei limiti di legge’ (come è definita la stessa aria che si respira in una grande città per esempio)

    La balla più grande delle biomasse poi è che queste creino indotto, che nella fattispecie della valdichiana viene calcolata per maggior parte come il lavoro per le coltivazioni.

    Ebbene, se io incentivo gli agricoltori a smettere di coltivare es pomodori o tabacco per produrre biomassa, non creo un ben niente. Erano coltivatori impiegati prima e lo saranno anche dopo indipendentemente da cosa coltivano. Anzi se vogliamo essere onesti la biomassa è coltivazione ad alta meccanizzazione per cui probabilmente la centrale fa perdere posti di lavoro in agricoltura.

    Se poi le fanno in spagna e germania, questo non deve essere di conforto, anzi dovremmo noi essere l’esempio positivo per loro.

    Occorre una maggiore onestà, preparazione, conoscenza dei nostri amministrati e legislatori che permetta di distinguere ciò che è veramente utile e conveniente e ciò che è un mero pretesto per realizzare profitti e che nulla ha a che fare con l’ecologia indipendentemente dal nome.

  • loretta

    Il Signor Sansevero si è risposto da solo: in Germania funzionano perchè gli abitanti sono tedeschi, le leggi le fanno i tedeschi, i controllori sono tedeschi; le sanzioni sono tedesche.In Italia siamo creativi ,simpatici e…smart.

  • ElleVu

    Le contraddizioni ed i dubbi di Sansevero li condivido, voglio soltanto porle una domanda, un osservazione e una proposta. 1- Perchè i cittadini hanno sentito il bisogno di autorganizzarsi con nuovi strumenti e fuori dalla politica tradizionale? 2- Certo che nascerà, se non è già nato, un comitato contro l’ampliamento dell’impianto di San Zeno. Anche perchè si è deciso l’ampliamento senza mettere in atto prima, anche a livello sperimentale, lo sviluppo della raccolta differenziata “porta a porta”, se questo raggiungesse il 65% o il 50 come previsto dal piano, serve ancora il raddoppiamento? Forse non era meglio aver puntato già dagli a nni 80 sulla presenza di impianti di separazione su ogni vallata come previsto nella vecchia, vecchia bozza del vecchio , vecchio piano propvinciale dei rifiuti? Termino aggiungendo che il principio di solidarietà per me è sacro ma perchè i rifiuti di Napoli continuano ad arrivare in Toscana e qualli di Firenze ad Arezzo?

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