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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Felice De Lucia

    La XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione vietava la riorganizzazione,sotto qualsiasi forma,del disciolto Partito Fascista.Prevedeva,inoltre,in deroga all’articolo 48 (quello che stabilisce diritti e criteri di eleggibilità),limitazioni temporanee per i capi responsabili del regime fascista. Si può ragionevolmente dedurre che ai Costituenti stava a cuore,dopo un periodo di espiazione,la reintegrazione, nella comunità politica nazionale ,di membri autorevoli del fascismo.Ancora più a cuore stava loro la garanzia che un’organizzazione dichiaratamente antidemocratica ,come il partito fascista ,non tornasse a minacciare, sotto qualunque forma,la vita politica della nazione.La partecipazione alla vita politica della nazione e l’esercizio del diritto di voto sono condizioni fondamentali e garantite della sovranità popolare.Sulla fisionomia di uno strumento come il partito politico :”per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”,la Costituzione si preoccupa ,unicamente,di individuare il pericolo rappresentato da una eventuale rinascita del partito fascista.La storia della Repubblica ha mostrato come sia stata interpretata, nel modo più creativo ,sia la cautela antifascista,sia la facoltà di concorrere a determinare la politica nazionale inventandosi partiti,movimenti ed organizzazioni per tutti i gusti.I problemi per il sistema politico non dipendono da tale vivacità.Dipendono piuttosto da ricorrenti preoccupazioni oligarchiche di non riuscire a mediare o controllare tale ricchezza di umori ed atteggiamenti.Basti pensare al referendum di ottobre per averne conferma.La difficoltà reale ed irrisolta è quella di stabilire un meccanismo lungimirante e condiviso che consenta all’energia della Nazione di riversarsi nelle istituzioni rappresentative e nel governo della Repubblica .Tramite regole che facciano sentire davvero la preoccupazione per il bene comune.E non siano solo chiacchiere e trucchi retorici per conquistare il potere a fini oligarchici.Il fascismo pretendeva di rappresentare l’interesse nazionale praticando una guerra civile permanente.La speranza e lo sforzo più nobile dei costituenti furono proprio quelli di invitare tutti gli italiani a superare quella tragedia ed a formare,per la prima volta nella loro storia,una comunità nazionale democratica.Se,proprio alla luce delle odierne difficoltà,sapremo raccogliere in modo ancora più creativo quella lezione,le cose cambieranno in meglio.Non solo a Cortona.

  • Dorando Simeoni

    Caro Giancarlo, Ti capisco, ma se venerdì sera fossi venuto alla Pinetina di Camucia, avresti sentito D’Attorre spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale ed anche i motivi per cui lui ed altri sono usciti dal PD, esattamente per le cose che dici Tu ” la mancanza di democrazia e partecipazione “. Peccato che come tanti altri ti sia fatto abbagliare dal renzismo e peccato che tanti cittadini si facciano attrarre come una calamita dai partiti con grandi percentuali, perché si torna li, è il potere che attrae, mentre secondo me è nei partiti minoritari che si respira un’aria più fresca con più democrazia ed infatti noi di Sinistra Italiana anche se pochi, di cose ne conosciamo abbastanza anche del consiglio e della giunta. Un saluto, Doriano.

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