Proprio lui! L'ex ministro dell'economia, nel suo saggio focalizza l'attenzione su alcuni aspetti degni di nota, visto anche il suo passato di docente universitario, considerato tra i massimi esperti del suo settore. Le sue tesi argomentate risultano paradossali, di primo acchito, cozzano con la sua fede politica e la sua granitica immagine pubblica conosciuta. Anzi, agli antipodi. Ciò, aumenta la consistenza di quanto sostiene.
"L'Arca di Noè fu costruita da dilettanti. Il Titanic è stato costruito da professionisti. La prima, quella dell'arca, è l'immagine millenaria della salvezza. La seconda, quella del Titanic, è l'immagine contemporanea del disastro. Il primo disegno, quello fantastico, ha funzionato e può ancora funzionare perché riporta l'uomo a un creator spiritus...Il secondo disegno tecnico, può funzionare ma può anche fallire. Spesso fallisce se è fatto solo dall'uomo per l'uomo. Soprattutto fallisce se è fatto dalla parte peggiore dell'uomo: "gene egoista" matrice di un processo che prende la forma ideologica del darwinismo sociale applicato all'economia moderna, versione dell' homo homini lupus. Oggi l'ideale campo d'azione dell'homo homini lupus è il mercato finanziario...".
La sua conclusione è altrettanto emblematica: "...riportando la moneta nel potere degli Stati, in nome e per conto dei popoli, così tra l'altro stabilizzando i bilanci pubblici; ripristinando l'impero della legge; avviando grandi piani d'investimento pubblici; soprattutto mettendo il cuore, la ragione e lo spirito al posto del saggio d'interesse, il pane al posto delle pietre, l'uomo al posto del lupo".
Fabio Bray

