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Sabato 18 Marzo 2017 18:42
Leggendo il "Decreto Minniti" sulla sicurezza urbana proviamo a capire se avrà effetti reali sulle realtà piccole come le nostre. Adesso si potranno davvero reprimere la 'movida selvaggia', la prostituzione o l'accattonaggio?

Per i Sindaci nuovi poteri sulla sicurezza... è vero?

Scritto da  Michele Lupetti

Il cosiddetto 'Decreto Minniti' sulla sicurezza, in discussione in Parlamento, ha già suscitato ampie polemiche politiche, ma può essere interessante andare a capire se potrà avere qualche effetto nelle piccole realtà locali per il contenimento degli episodi di micro-deliquenza e di tutte le varie fattispecie riconducibili all'abusatissimo termine "degrado", che ormai dalle grandi città si è esteso anche nella propaganda politico / elettorale dei paesi, Valdichiana compresa. I nostri Sindaci davvero avranno qualche potere in più?

 

A un'analisi attenta il testo non introduce nuovi reati, come è ovvio che sia, ma attraverso particolari espressioni configura un ampio spettro di possibilità di azione, che ha il suo fulcro soprattutto nelle ordinanze del Sindaco il cui raggio è esteso, specialmente sul fronte della quiete pubblica (es: a contrasto della 'movida selvaggia', con limitazioni anche sui pubblici esercizi), ma anche nella prevenzione di fenomeni quali la vendita di prodotti contraffatti o gli episodi delinquenziali legati a particolari eventi o insistenti in determinati luoghi (es: spaccio in luoghi pubblici).

Introducendo concetti quali il 'decoro urbano' e 'la libera fruizione degli spazi pubblici' si configurano quindi, in una interpretazione estensiva, nuovi strumenti per sanzionare (e allontanare anche coattamente per 48 ore) chi deturpa beni pubblici e chi compie atti di vandalismo, o si dedica all'accattonaggio molesto o alla prostituzione esercitata "in modo ostentato".

Definendo meglio il rapporto fra Sindaci e Prefetti il Decreto dovrebbe poi implicitamente autorizzare al Sindaco a pretendere con più forza l'intervento e il sostegno delle forze dell'Ordine in una moltitudine di casi specifici, individuati grazie alla profonda conoscenza del territorio, delle situazioni e dei soggetti potenzialmente pericolosi che chi amministra un piccolo territorio può avere.

 

E' però evidente che, come con ogni altro nuovo potere, starà nella coscienza e nella capacità di chi ne dispone di usarlo in modo intelligente, utile e non a scopi di propaganda o per creare uno 'stato di terrore' che rischi di diventare una repressione delle situazioni di marginalità, povertà e indigenza.

Non abbiamo infatti bisogno di Sindaci "Sceriffi" in cerca di paginate sui giornali, ma di Sindaci coscienti delle situazioni più rischiose presenti nei loro territori e capaci, grazie anche a qusti nuovi strumenti, di agire per migliorare la situazione.

Il dilemma più grosso resta poi sempre lo stesso: le forze a disposizione. Se i Sindaci, come detto, per certi versi potranno disporre più direttamente di prima delle forze di polizia dovranno comunque fare i conti con organici limitati e con una Polizia Municipale anch'essa a ranghi sempre più ridotti e senza fondi per sostenere turni sulle 24 ore.

Insomma: il rischio, se non si agisce con intelligenza a tutti i livelli, è di fermarsi alle giornalate elettorali, e poco più.

Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che tutto ideò, nel lontano 2006.

Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

Il suo obiettivo di vita, visto che i '70 sono finiti da un pezzo, è diventare come Boris del film "Basta che funzioni"...uno svitato un tantino acidello, ma nel complesso simpatico

Twitter: @michelelupetti

1 Commento

  • Link del commento Domenica 19 Marzo 2017 12:55 inviato da felicedelucia

    Più che di conferimento di poteri, sembrerebbe trattarsi di un tentativo di evitare lo scaricabarile ,tra poteri locali e centrali dello Stato, su temi sensibili.Sotto questo profilo, potrebbe essere anche una cosa buona.Più che mai se sarà accompagnata da un vero ripensamento della materia.Ed è qui che,per una serie di evidenti ragioni,sorgono i dubbi.Parlamento e Governo sembrano occupati in tutt'altre faccende.La legislatura non ha una grande prospettiva.Le polemiche gratuite impegnano troppo spesso la discussione politica.A Roma una consigliera comunale ha insinuato una responsabilità della Raggi perfino nella morte ,a causa di un cinghiale ,di uno sfortunato motociclista.Minniti è meridionale,ma non è un nuovo Del Carretto.La somiglianza si limita alla metamorfosi subita avanzando nell'età.Minniti,come Del Carretto,cominciò rivoluzionario ed è finito come è finito.

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