Nulla da eccepire su tutti coloro che sono andati in piazza in quel sabato, è stato comunque un segnale positivo perchè allo Stato e alla democrazia è giusto volere bene anche se poi (a quanto pare) le origini di quella bomba erano ben diverse e non anti-Stato. Molto da eccepire, invece, sulle bestialità lette a iosa nei social network, con un preoccupante forcaiolismo in cui la barbarie del sentirsi "massa" pur scrivendo da singoli ha raggiunto i livelli dell'apoteosi, in un crescendo wagneriano di violenza e barbarie.
Sfogarsi, colmare i propri vuoti scagliandosi contro un nemico comune, contro la rappresentazione del male, poter dire le peggiori cose essendo pienamente legittimati a farlo. Troppo bello. Un po' come fare scherzi a Carnevale, dove ogni scherzo vale: qui invece vale ogni sconcezza, e chi la spara più grossa diventa il più bravo. Facebook ripropone il modello delle piazze ai tempi delle dittature: un libro degli orrori fatto di replicanti in preda a un agghiacciante isterismo.
Lo stesso forcaiolismo lo vedo ancora vivo in questo momento, ora che s'è scoperto (forse) il colpevole, e già immagino la valanga di indecenze che si potranno leggere a carico di tal Giovanni Vantaggiato, il benzinaio 68enne che l'avrebbe fatto per "vendicarsi" con la Giustizia per un torto passato.
Motivazione assurda per una violenza assurda e imperdonabile, alla quale però non ha senso far seguire altra stupida violenza, nemmeno verbale.
Chiudo con un pensiero per il nostro eroe Saviano, profeta indefesso della guerra a tutte le mafie, combattuta a colpi di "Faziate" in Tv fondate sulla cultura dell'ovvio. Andateglielo a spiegare che non è stata la mafia, ma è stato solo un benzinaio...

