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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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    In effetti provare oggi a difendere il ruolo dei partiti nella società è impresa difficile se non impossibile, i nani e le ballerine di craxiana memoria, hanno ormai sopravanzato le linee e sono tutti in prima fila. Difficile trovare segni distintivi reali nei partiti oggi presenti in Parlamento. Se poi proviamo a difendere il loro finanziamento pubblico rischiamo la lapidazione. Quello che avviene in questi giorni, ma sarebbe bene dire in questi mesi è sotto gli occhi di tutti. Personaggi squallidi che più o meno a loro insaputa utilizzano danaro derivante dai cittadini per scopi personali di bassa lega (Lega?) e per fini che nulla hanno a che vedere con la politica, quella almeno con la P maiuscola. Chi vuol sbandierare la bandiera dell’antipolitica ha tantissima tela da tessere e tanti ammiratori da soddisfare. Sparare oggi sui partiti, su questi partiti è insomma un pò come sparare sulla croce rossa. Verrebbe da dire che ne hanno combinate così tante che si meritano tutto ciò che viene. E tuttavia una riflessione dobbiamo pur farla, una domanda dobbiamo pur farcela, è un bene tutto questo? a chi serve la devastazione della politica così come si è prodotta in questo Paese ed ancora chi può o deve sostituire la politica in questa situazione? Alcuni mi diranno i tecnici, ma le ricette dei tecnici e il loro approccio alle problematiche della popolazione e dei ceti più poveri sono sotto gli occhi di tutti. Fino ad oggi Monti & friends hanno sciorinato il peggio del peggio, forti con i deboli e deboli con i forti. Mi si dimostri il contrario ed io sono disposto a fare ammenda. E allora? Allora vi è la necesità di fare una cosa diversa, nobile e possibile, che consiste nel cambiare e non distruggere la politica. Ovvero distruggere la politica dei politicanti, degli uomini senza ideali e senza idee e riconsegnarla a persone che vogliano davvero impegnarsi non per le escort o le porsche, non per le vacanze gratis in relais di gran lusso, ma per quello che un tempo si chiamava il bene comune. Qualcuno mi obietterà che queste persone non esistono, non ci sono più. Beh allora sarebbe un bel guaio, allora il problema di questo Paese non sarebbe più da ricercare nella sguaiataggine della classe politica, bensì nel marciume di una nazione intera. Io penso che non sia così, credo che ci siano regole e comportamenti da cambiare, ma che ci siano, che esistno ancora risorse sane. Basta lasciargli gli spazi occupati da trenta anni o più dalle medesime persone. La politica deve essere riconsegnata ai tanti e non ai pochi e deve tornare ad appassionare, ad arricchire culturalmente le persone. Non basteranno persone oneste, ci vorranno persone oneste e competenti, ma soprattutto appassionate, con ideali, con traguardi da indicare, con la voglia di far riemergere il meglio di questo Paese. Non è vero che i giovani non sono interessati a fare politica, ad impegnarsi. Il problema è che i giovani non trovano spazi che sono occupati come sanguisughe da personaggi stantii e tronfi, convinti che dopo di loro ci sarà il diluvio. Sono questi da mandare via, non la Politica. I partiti sono nati e debbono rinascere per essere fucina di idee, di partecipazione del popolo alla vita sociale, culturale ed istituzionale del Paese. A questi partiti, così riformati deve essere garantito anche un finanziamento. Non certo quello cialtrone di oggi. Quello che avviene in altre parti di Europa potrà esserci di aiuto. Dico questo perchè non si può nè si deve incorrere nel grave errore di consentire l’accesso alla politica solo alle oligarchie economiche ed alle lobby di potere economico finanziario. La politica, se la vogliamo trasparente avrà dei costi ma potrà dare anche dei frutti.

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