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Giovedì 01 Aprile 2010 10:57

Abstension is Figo?

Scritto da  Michele Lupetti

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"Ma mi' padre 'nnè mmanco fascio....magari fosse fascio, almeno avrebbe fatto 'na scelta nella vita!" - Carlo "Ruggero" Verdone, Un sacco Bello (1980)


Sul fatto che l'astensione l'abbia fatta da padrone alle ultime Regionali siamo d'accordo tutti, come pure sul fatto che il partito degli astensionisti sia stato, per la prima volta, il più "votato" visto che col suo 40% abbondante resta sopra anche ai due maggiori partiti, PdL e PD. L'astensionismo è un segnale interpretabile in tanti modi e sicuramente non rappresenta un fatto positivo perchè significa disaffezione alla politica, crisi motivazionale, incapacità dei partiti di rappresentare i bisogni delle persone e di infondere loro la fiducia necessaria per fare una crocetta su una scheda elettorale. Su questo siamo tutti d'accordo.


E' però triste vedere, come sta accadendo in questo post-elezioni, come l'astensionismo stia diventando un atteggiamento replicato da tanti (troppi) e che tale comportamento rischi di dilagare a macchia d'olio e di diventare quasi figo.Lo dimostrano tanti "vip" dell'opinione pubblica italiana che in questi giorni hanno esternato il fatto di non essere andati a votare. Lasciando da parte i casi specifici, che sicuramente vista la portata culturale dei personaggi non possono essere frutto di superficialità, questa "moda" avanza e non mi piace per niente. Primo perchè votare oltre a un diritto è anche un dovere, secondo perchè come sempre per tutte le mode c'è chi le cavalca e se ne approfitta infilandoci la furbata a proprio vantaggio.

Non essere "di nessuno" può infatti a volte risultare vantaggioso, vista anche la deleteria guerra di bande che impera nel nostro paese. Inoltre la situazione politica, con l'ormai fallita (almeno per adesso) trasformazione verso il bi-partitismo all'americana, crea le condizioni per le quali non esprimere posizioni chiare possa essere conveniente. E' vero che in certi casi diventare non-schierati per interesse è un meccanismo di difesa dei singoli rispetto a un mondo che offre occasioni "se e solo se...", questo lo capisco, ma non è comunque un atteggiamento positivo.

L'Italia, purtroppo, è così. Negli anni settanta fu di moda per un po' votare comunista anche se non si era comunisti. Poi tutti diventarono socialisti, salvo poi tirare le monetine al Craxi sotto-processo. Più recentemente divenne di moda essere anti-politici, una tematica dimenticata dopo qualche mese senza che nulla o quasi fosse cambiato. Adesso rischia di diventare di moda l'essere scettici e il non schierarsi, il restare a cavallo di due, tre o quattro staffe, un atteggiamento che non mi piace per niente perchè è ancora più apatico e improduttivo di tutti gli altri visti in precedenza.

Da elettore sono stato il primo ad avere forti dubbi sull'andare o meno a votare. Alla fine, pur tra tanti dubbi, ho compiuto lo sforzo di ricercare la tessera elettorale, come sempre dispersa in qualche cassetto o armadio, prendere la macchina, recarmi al seggio e fare una scelta. E sono convinto, con lo sforzo fatto, di avere dato comunque una mano al mio paese e alla mia regione.

Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che tutto ideò, nel lontano 2006.

Dalle origini primordiali del "Pollo" a Valdichianaoggi.it, c'è sempre stato lui: per niente facile, un uomo sempre poco allineato

Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi.

Il suo obbiettivo di vita è diventare come Boris del film "Basta che funzioni"...uno svitato un tantino acidello, ma nel complesso simpatico

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