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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • ElleVu

    Pur condividendo molte cose che Daniele ha affermato mi senti in dovere di fare alcune precisazioni: Non è affatto vero che Cortona prima di “sotto il sole della Toscana” non esisteva dal punto di vista turistico. Cortona, anzi i suoi amministratori, erano stati lungimiranti fin dagli anni 1968-69-70 quando avevano deciso di rendere inedificabile il cono collinare. Decisione che a reso intatto il Centro Storico ed evidenziato lo stacco urbanisti con la nascente Camucia. Lungimiranti quando hanno realizzato a Cortona, o meglio nel territorio comunale, servizi come il trasporto urbano e scolastico, asili nido all’avanguardia, mensa scolastica centralizzata e scuola elementare a tempo pieno, sviluppo delle struttuire museali e soprattutto sottoscrizione di accordi culturali con Università come quella Statunitense della Georgia, canadese di Alberta e della Svizzera. Questi accordi hanno permesso la presenza di studenti stranieri a Cortona e di conseguenza la conoscenza della città nel mondo. Si potrebbe aggiungere che sono stati lungimiranti quando hanno organizzato mostre a livello internazionale (Rubens nell’anno 1976) o sugli Etruschi negli anni 80, gemellaggio con la cittadina di Chateau-Chinon) oppure realizzato il centro Convegni di Sant’Agostino o cencesso contributo per le ristrutturazione delle abitazioni all’interno delle mura. Concordo che tutto ciò crea non pochi problemi a Cortonesi residenti all’interno delle mura, prima di tutto per la mancanza di offerta di lavora (molto pendolarismo) ed è vero che è mancato il conseguente sviluppo di servizi come presenza in orari favorevoli dei treni, autobus in grado di aspettare un treno in ritardo (forse ha ragione il presidente della Regione Rossi quando dice che dovrà esserci un solo gestore per il trasporto pubblico regionale) e non ultimo disporre di servizi all’interno del Centro Storico in grado di creare anch’essi meno pendolarismo e meno disagi (ad esempio alcuni parcheggi riservati ai residenti). Devo sottolineare come dice Daniele che oggi è necessaria una maggiore attenzione verso la città turistica: le maggiori piazze rese intransitabili ai pedoni per la presenza di auto in divieto o la presenza di tavoli (oltre gli spazi autorizzati) che impediscono la vista e occupano lo spazio riservata al frescheggiare dei residenti non aiutano la convivenza.

  • Daniele Simonelli

    Caro o Cara ElleVu, rispetto alla prima parte del suo commento non credo proprio di aver detto che prima del “noto libro” non vi fosse turismo a Cortona e che non si fosse fatto nulla di buono in questo ambito…anzi ho proprio detto il contrario e cioè che si stava lentamente perseguendo la strada che io ritengo giusta…mi autocito:”Nell’epoca pre-Frances Mayes questa era una cittadina piena di arte e storia, che cercava lentamente e con mille difficoltà e contraddizioni di autopromuoversi, di sistemarsi, di farsi più bella, di migliorarsi e di costruire le basi per un turismo di qualità che rispettasse prima di tutto i cortonesi e il valore “vero”dell’essenza di Cortona, città ricca di cultura e bellezza”

  • paola marri

    condivido pienamente e tristemente quanto ha scritto Simonelli, purtroppo temo che ormai la discesa sia inarrestabile e credo che il tonfo si avvicini precipitosamente. Vi ricordate cosa rispondeva a chi gli chiedeva come stava quello che cadeva dal grattacielo? (Bene, per ora…)
    Comunque vorrei dire che non sempre gli affitti sono più alti che a Camucia, ma i giovani non vogliono più abitare a Cortona perchè non c’é lavoro e non c’é più niente che li trattenga.

  • Walter Tiberi

    Ciao Daniele bell’argomento che hai tirato fuori per risentirci.
    Quello che tu hai detto in questo articolo può essere definito, credo, con una semplice definizione: mancanza di armonia .
    Si credo che si tratti di questo, cioè quelle caratteristiche che mettono in relazione un territorio tutto, borgo, valle, collina e montagna con la sua storia e il suo futuro.
    Non possiamo negare che iniziative e sforzi sono stati anche fatti per valorizzare il nostro territorio, la risposta che hai avuto in precedenza, li riporta sia del passato che del presente.
    Ma forse è stato proprio questo che mancava, o non si riusciva a raggiungere concretamente, la relazione finalizzata all’intero territorio.
    Non voglio e non posso dilungarmi troppo, ma armonia significa anche relazioni tra le persone, sia del comune tra loro, che tra i residenti e i turisti, non può essere finalizzata esclusivamente a un rapporto commerciale. L’obiettivo da raggiungere, o meglio quello verso cui lavorare, può essere quello di poter amare Cortona nella sua interezza.
    Caro Daniele io credo invece che, proprio per la formazione che ti sei dato, di te ce ne sarebbe proprio bisogno; dico di qualcuno che possa interegire con turisti e ricercatori organizzando conferenze per conoscere meglio la nostra storia , e non fermarsi alla guida audio dei musei (solo per fare un banalissimo esempio).
    Insomma ti invito caldamente a ripensare bene alla tue scelte, visto anche che ci tieni particolarmente a questo posto; io qui ci sono finito per caso, tu ci sei nato
    Walter Tiberi

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