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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • alessio nanni

    non facciamo i moralisti col campeggio gia basta lo stato a criminilazzare che poi nel frattempo diventa spacciatore di morte con alcol e tabacco ce scritto nei pacchetti che si muore invece la cannabis per esempio e terapeutica ma non fa comodo alla mafia e alle indusrie farmaceutiche che sia legale mettendo in galera i poveretti che ne fanno uso e poi si vogliono anche criminilazzare ,invece i ladri truffatori pedofili corrotti , gli si prescreve lassoluzione da raccomandatoi del potere sia di destra che di sinistra
    i campeggi dovrebbero essere obbligatori per legge in ogni comune perche i giovani hanno il diritto di viaggiare e conoscere il mondo e dunque i campeggi per i giovani oltretutto poveri e necessario non sono tutti figli di pappa con il conto in banca ho un lavoro da raccomandati ben pagato , questo e il punto un paese allo sfacello non abbiamo ne campeggi ne ostelli , ne diamo la possibilita ai giovani di viaggiare e conoscere ,
    Alessio Nanni

  • Io ho avuto la fortuna di vedere, ve origini di ArezzoWave da prima in fortezza e poi al ex campo militare (area Superal). Il vero spirito innovativo di quel festival consisteva nella gratuità. C’era la possibilità di sentire cantare grandi artisti. Proprio per questo su Arezzo si riversava un sacco di colorati personaggi da tutta Italia. Il campeggio è diventata ben presto un esigenza, visto che la maggior parte del pubblico veniva munito di tenda e campeggiava ovunque. Ricordo con affetto, i volti delle donnine che andavano a fare la spessa con il carrellino e facevano lo slalom tra tende e sacchi a pelo, ho ancora un sacco di foto di quelle zingarate. Si sono assolutamente d’accordo con Michele, basta campeggio, non facciamo il campeggio ad ArezzoWave, ritorniamo alle origini con tende sopra a qualunque superficie verde. Sarebbe un metodo intelligente per far integrare meglio il colorato popolo dei festival con i cupi aretini. Immagino già il campeggiatore con la cresta che suona al citofono del palazzo sotto al quale campeggia e chiede di salire in bagno alla donnina che lo accoglie entusiasta e gli fa anche il caffè. Che spettacolo si si vogliamo ArezzoWave senza campeggio.

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