Ancora una volta è stato Primo Maggio anche a Cortona. La storica manifestazione della Cgil in Piazza della Repubblica, allargata alla partecipazione unitaria di Cisl e Uil, si è tenuta come da tradizione ultracinquantennale con il corteo in Rugapiana fino al Parterre per l'omaggio dei lavoratori ai caduti della Patria Italia.
Un Primo Maggio di testimonianza e di difesa della democrazia e delle libertà essenziali del lavoro e di cittadinanza messe sotto attacco da un Governo che risponde solo alle lobbies del becero capitalismo di rito nord americano e nord europeo alla merkel-sarkosy.
Un Governo che risponde agli accoliti di questo capitalismo senz'anima, che toglie ai poveri per dare ai ricchi e che vuole che gli onesti e i veri lavoratori, cioè quelli che lavorano da buio a buio, si vergognino di essere formichine e dediti ai duri sacrifici del quotidiano.
Un Governo che tassa il lavoro e la casa fatta con tanti sacrifici dalle famiglie, esentando gli edifici delle banche e delle loro fondazioni.
Un Governo che spende miliardi per acquistare carri armati americani e toglie assistenza sanitaria ed istruzione agli anziani e ai figli del ceto medio.
Gli oratori in piazza, dai sindacalisti al sindaco, hanno avuto parole dure, giuste, di denuncia di una politica e di un governo che ci hanno cacciato nel vicolo cieco della depressione sociale ed economica, mentre i ricchi diventano ogni giorno più ricchi.
Parole di denuncia contro coloro che stanno giocando alla guerra civile e alla prospettiva di far tornare in Italia l'uomo forte dei tempi che furono e che in molti oggi tornano ad invocare, dimenticando quanto sangue fu versato dai nostri nonni e genitori, per ridare al nostro Paese Democrazia , Libertà e Costituzione repubblicana.
Le note del Canto degli Italiani (scritto da Goffredo Mameli nel 1847 e musicato da Michele Novaro, oggi noto come Inno nazionale o Inno d'Italia), che si sono levate più volte in Piazza della Repubblica e al Parterre, hanno detto a tutti che in piazza oggi a Cortona c'erano italiani veri, cortonesi veri pronti a difendere la nostra Italia e la nostra Cortona e soprattutto, stando dalla parte del lavoro e della gente sana e laboriosa, a sbarrare la strada ai ladri, ai furbi, agli sfruttatori, ai bugiardi e a lor signori, che vorrebbero farci tornare ad esser sudditi nel nostro Paese.
Certo, la situazione è terribile e peggio del dopoguerra, ma la colpa non è certo dei lavoratori e dei pensionati. Che i ladri e gli sfruttatori paghino il conto della crisi! Perché, ancora una volta, devono pagarla i soliti noti, cioè i lavoratori veri e pensionati al minimo?
Soprattutto che la paghino quegli sfruttatori, che anche a Cortona e in Valdichiana, non si sono vergognati oggi di far lavorare i loro dipendenti copopro o al nero, come forse era quel povero muratore che, mentre il corteo sfilava tra via Nazionale e san Domenico, stava arrampicato a stuccare il muro di una casa, poco sopra in via Santa Margherita. Certamente egli stava lì a guadagnarsi il suo tozzo di pane, forse proprio mosso dalla disperazione di mantenere la famiglia e senz'altro pagato al nero da qualche furbone nostrano che, senza più il senso del pudore, gli ha imposto di lavorare mentre lavoratori e pensionati sfilavano per la nostra città a testimoniare i valori primari della persona umana e della giustizia sociale nei confronti dell'economia e della dittatura della finanza e dei suoi cuori di pietra.
Un cortonese artigiano perbene,incontrato in Rugapiana al termine di questa mattinata che ci ridà speranza di futuro e di domani, così mi salutava: Bravo professore, che hai testimoniato i diritti della nostra Repubblica fondata sul lavoro. Io politicamente l'ultima volta ho votato nella parte opposta alla tua, ma oggi canto con te: meno male che Susanna c'è!
Ed io augurandogli buon pranzo aggiungevo: mi fa piacere che oggi riconosci l'importanza del sindacato, ma impara bene il nuovo canto. La strofa giusta è: meno male che Luigi, Raffaele e Susanna ci sono!
Buon Primo Maggio a tutti i cortonesi!
Ivo Camerini

