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2 Commenti

  1. 1

    Doriano Simeoni

    Grazie Valter, per l’informazione che hai dato ai cittadini, perché è sempre utile e necessario mettere al corrente sulle questioni locali la popolazione, come in questo caso, ma il Dottor Barneschi ha dato una risposta alla Tua domanda di carattere tecnico-organizzativo e come spesso accade si parla di mele e si risponde pere. Perché ? La domanda che si pongono, legittimamente, i volontari, i cittadini e l’associazione, è : ma che fine faranno e fanno i cani catturati vecchi, malati, feriti o abbandonati ? Visto che quando i volontari sono andati a visitare il canile sanitario di Torrita, hanno trovato solo cani belli e giovani ! La preoccupazione diffusa, è che vengano abbattuti e quindi qualche garanzia sul fatto che si possono anche curare andrebbe data, Tutto qui, anche se vorrei aggiungere che comunque se la ditta che svolge questo lavoro è privata, qualche profitto lo dovrà fare, mentre l’associazione non solo non fa profitti, ma organizza cene per il canile, banchini e lotterie per far fronte alle spese di farmaci e veterinari.

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  2. 2

    Andrea Mazzeo

    Io credo che togliere autonomia sanitaria e per la cattura ad una associazione che opera bene nel nostro territorio sia un netto depotenziamento per la struttura di Ossaia oltre che l’ennesimo sopruso di un capitalismo che deve fare per forza profitti su tutto quello che riesce a toccare. Sarebbe stato dovere dell’amministrazione comunale non mettere sul piatto dei privati che operano, ovviamente, per gli affari loro, questo ennesimo boccone. La struttura di Torrita avrà i suoi introiti a danno degli interessi del nostro territorio, dei volontari e degli animali come logica conseguenza di questa scelta politica. Se questa è un’occasione….

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