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  • Antonio Massarutto

    Ottima analisi del signor Walter Lupetti. L’apertura di nuove attività nel centro storico sono lo specchio di quello che è e sarà Cortona. Città sempre più turistica, sempre più simile a tante altre località di villeggiatura sparse per l’Italia. Questo non è un male assoluto. Ma così è. In Toscana in fondo molta gente viene per mangiare e bere, quindi perchè meravigliarci? Cortona però, potrebbe distinguersi con un’offerta diversa (perchè è diversa), prima di omologarsi al resto del mondo. In che modo? Problema complesso e di non facile soluzione (appunto). Si può inseguire il turismo di massa, per competere con le vicine città turistiche sempre più agguerrite. Oppure puntare verso un turismo d’elite fatto di stranieri colti e benestanti che male si mescolano con la massa. E perchè no entrambi. Difficile fare una scelta. Anche perchè le idee di turismo ideale non sono uguali per tutti. La liberalizzazione delle licenze ha reso le amministrazioni spesso impotenti e ha dimostrato che gli imprenditori “liberi”, non sono interessati alle politiche sociali (anche perchè non è loro compito), ma bensì alle leggi del profitto a tutti i costi. Tra le mille cose da fare, chi amministra potrebbe attuare politiche volte prima di tutto al ripopolamento del centro storico. Le attività per così dire “non turistiche”, non possono sopravvivere di sgravi fiscali, ma vivere con il proprio lavoro (tutto l’anno possibilmente). I commercianti dovrebbero offrire, coerentemente con la storia il meglio del territorio rispettando il buon gusto e il decoro che questa città merita. Molte attività vanno in questo senso per fortuna. Il lavoro è lungo e difficile. Ma si può fare. Di certo spetta a tutti dare il proprio contributo.

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