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Per fortuna che i peccati capitali sono solo 7 sennò vai a capire quanto tempo ci sbarberei un giorno in Purgatorio prima di essere ammessa all'Olimpo dei vestiti di bianco in Paradiso e anche lì è tutto in forse perchè alla prima riunione indetta per inserire colori un po'sgargianti nelle divise, un po' di musica dance anni 80 o appena mi vedono leggere l'amante di Lady Chatterley mentre mangio cioccolato fondente 75% come fosse acqua, mi ributtano di corsa nel limbo.
Chissà Dante come avrebbe rappresentato i nostri tempi nella Divina Commedia o come la chiamo io la Divina Tragedia.
Quale sarebbe stato descritto come il vero male dei nostri tempi? Che personalità avrebbe destinato ai vari gironi e quindi ai vari peccati? Leggi tutto...

Guidare mi rilassa, è il momento in cui siamo solo io, il mio bolide dell'antiguerra e la campagna aretina fuori dai finestrini. In macchina io progetto, penso in modo veloce e costruttivo, sto lontano dal mio smartphone per almeno 30 minuti – cosa buona e giusta – e spingendo il piede nell'acceleratore faccio anche un po' di step che non guasta mai. C'e un rito che compio tutte le volte quando apro lo sportello della Corolla violetto metallizzato – dopo aver ringraziato gli dei dell'universo per tenermela ancora in vita dopo 14 anni – posiziono il sedile a mo' di spiaccicata contro il volante, accendo la musica, abbasso i finestrini, metto la cintura e guardo nello specchietto. Un po per vedere in che condizioni sono e se quelle lentiggini hanno intenzione di espandersi ancora, ma soprattutto guardo a quanta distanza mi ha parcheggiato la macchina dietro perchè dall'intimità che il mio cofano sembra aver con il retro della macchina davanti talvolta penso di far parte di una linea di Tetris. Leggi tutto...

Nascere ad Arezzo da madre milanese di orgini tedesche ti espone a una lunga infanzia e adolescenza di punti interrogativi che ancora, alla vigilia dei 30, continuano riguardo ai detti popolari, intercalare e piatti tipici fortunatamente integrati da amicizie assai prodighe nel lavoro di diffusione della cultura locale. Oramai parlo fluentemente due lingue: l'italiano e il chianino stretto. Leggi tutto...

Si dice oggi che la conoscenza è potere e si intavolano ampie misure per far si che l'istruzione appaia sempre più dura, ma forse sempre meno formativa; grandi e difficili versioni di Aristotele fioccano agli esami di maturità e in una scuola elementare due bambini in prima elementare sono stati bocciati per due anni di seguito. La scuola pubblica odierna - all'apparenza - ricorda tanto la severità e il rigore di una volta e il grembiule uniformante fa parte di questa fantastica messinscena. I giovani poi si chiedono se tutta questa fatica sarà poi ripagata in un futuro, gli anni passati a sbattersi nei banchi di scuola e nelle aule universitarie alla mercè dei voti dei professori – talvolta arbitrari – anni passati a non lasciare nulla al caso dalla pettinatura, al colorito troppo roseo e abbronzato che denota poco affaticamento pre esame all'abbigliamento non troppo vistoso, ma neanche anonimo, tutto ciò le preghiere politeiste il mattino, tutto ciò sarà poi ripagato, in tutti i sensi, da un lavoro futuro? Leggi tutto...

Più una persona cerca di nascondere un lato di se più rischia che questo lato prima o poi prenda il sopravvento sulle cose e sulle persone, come la protagonista dell'illuminante e allo stesso tempo demenziale film  "La Dura Verità" che cerca di ritagliarsi un'immagine "free" e "facile" della donna in carriera che è per non spaventare il suo nuovo obiettivo: il vicino di casa dottore l'uomo perfetto sulla carta. Leggi tutto...

C'era una volta Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre: vegetazione rigogliosa, moda un po' anonima e ripetitiva, niente distrazioni, televisione, telefono o sport. Impossibile litigare. Poi un giorno probabilmente per noia – a noi donne quando va tutto bene ci prendono le paturnie – a Eva gli viene la brillante idea di convincere il proprio compagno a cogliere il frutto proibito ed eccoci qua tutti nel mondo reale, stress ai massimi livelli, tecnologia onnipresente e calcio in tv la domenica. 

Oggi va tutto così veloce, ma così veloce che certe volte quando il vestito mi si alza in una versione mediocre di Quando la moglie è in vacanza maledico, a torto, il vento e invece è solo la gente a fianco che corre, che va veloce, a piedi, con la macchina, in bici neanche dovessero vincere le Olimpiadi. Persino i miei capelli sembra che crescano alla velocità della luce - per l'altezza mi sa che non c'è più speranza. Avere la quinta marcia inserita sembra d'obbligo oggi, mai e poi mai fermarsi, il "folle" è solo per pochi istanti, quando è rosso il semaforo o in fila, per pochi momenti, per pensare a quale svolta girare, se a destra o a sinistra cercando d'ignorare quello dietro che va di fretta e suona il clacson appena hai un'incertezza. Mea culpa, lo faccio anche io. Con tutta questa fretta di andare avanti, figuriamoci cosa succederebbe ad inserire la retromarcia. Leggi tutto...

Passeggiando in questi ultimi giorni per la mia "adorata" città in salita – chissà come mai tutto diventa più adorabile quando sai che te ne devi andare – mi sono accorta e forse bisognava essere particolarmente addormentati per non accorgersene che Arezzo da città dell'oro si sta effettivamente trasformando nella città dei gelati e delle gelaterie. Non mi stupirei di vedere un giorno soppiantata la statua di Guido Monaco da un cono gelato in bronzo. Quartiere che vai 8 gelaterie che trovi e continuano a spuntare come funghi, con l'unica differenza che si vedono bene e che si spera non abbiano niente di velenoso. Leggi tutto...

Gli aperitivi proprio come tipologia di consumo culinario richiedono una certa velocità non solo nell'afferrare la pasta calda prima che qualcuno ti tolga da sotto il naso l'ultimo boccone - anni e anni di sguardi di sfida e partenze sul filo del rasoio mi hanno insegnato a non sottovalutare l'avversario e a non dormire sugli allori. Ma l'happy hour, a differenza di una cena con tutti i crismi richiede anche una certa velocità di pensiero e di eloquenza. Non c è molto tempo per fare discorsi di politica comparata mentre tieni d'occhio il bancone e devi piantonare il tavolino, come se all'ikea non ne vendessero un milione per 7.99 euro. Leggi tutto...

Ci sono le storie d'amore perfette che ci fanno commuovere nei film come The Way We were e che hanno rovinato intere generazioni di donne dai capelli mossi e impegnate – non sto affatto parlando di me – poi ci sono le storie d'amore travagliate, quelle noiose, quelle normali, quelle passate e quelle future. Ci sono storie d'amore di ogni tipo quasi come i cioccolatini che sto mangiando in questo momento. Uno al caramello – credo – uno al gianduia e infiniti al cioccolato fondente. Ce ne è uno per tutti i gusti, ma la storia d'amore perfetta, ricambiata e intensamente vissuta è soltanto una, quella con lui, lui solo. Il mio telefono. Leggi tutto...

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