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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • sergio mura

    Pienamente d’accordo.
    Il problema è che quanto sta accadendo viene solo sfruttato per fini elettorali e non mi riferisco solo a Salvini, ma soprattutto da chi è al governo. Costoro scambiano un fenomeno nuovo e di portata storica con altri fenomeni migratori di tutt’altre caratteristiche e lo caricano di aspetti etici per dare valore e sostegno ad una ideologia che dopo la caduta del comunismo ha perso molto dei propri contenuti.
    Ne consegue l’idea, illusoria ed un po’arrogante,di possedere gli strumenti per risolvere il problema: e tutto ciò sa inevitabilmente di dilettantismo.
    Proprio quello di cui non avremmo bisogno.

  • Andrea Mazzeo

    Una bella riflessione che ho apprezzato per la sua serietà, pacatezza. Non la condivido in un paio di passaggi, ma va detto chiaro e tondo che se ci fosse più serietà nel parlare di questo tema i problemi si risolverebbero. Credo che, come ha fatto il prof. Scaramucci, ci vorrebbe la serietà e la serenità minima volta a vedere il fenomeno senza tabù e proporne una adeguata gestione, ognuno con le sue idee. Questi esodi di massa sono prodotti dai crimini contro l’umanità commessi dal sistema capitalista (qualcuno è in grado di negare o raccontarci la balla secondo cui questi sono retaggi del ventesimo secolo?) ed è solo rilanciando una prospettiva, da parte mia, internazionalista e comunista che l’umanità risolve la situazione senza ridicole ruspe immaginarie paventate da quella destra che ha alimentato il fenomeno (su cosa la facevano altrimenti la campagna elettorale?). Secondo me un’idea complessiva di gestione comune di risorse comuni, un modello di sviluppo non improntato sul reciproco sfruttamento non è soltanto possibile, non è un’utopia, ma è una evidente necessità. Utopia, sogno, insulso vaneggiamento in certi casi, sono solo le idee secondo cui l’attuale sistema economico sia il migliore o l’unico possibile quando è invece palesemente insostenibile, degradante, ingiusto. Ognuno ha il diritto di non emigrare, di crearsi le condizioni per il proprio vivere nella propria casa. Quanto sarebbe bello partire da riflessioni come questa anzichè essere sempre catapultati nella realtà italiana mista tra improvvisati manovratori di ruspe che spesso non hanno mai lavorato in vita loro vivendo sulle spalle di tutti i cittadini e politici bigotti che non sanno includere questo dramma in una proposta politica di ampio respiro!

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