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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • gg bellincampi

    Mi stupisce la bassa percentuale di iscritti votanti, come se non importasse loro chi governi il partito, come se, in fondo, al partito non fossero più interessati. E poi sono assolutamente contrario alle primarie aperte a tutti i cittadini, come se alla elezione del presidente della bocciofila fossero invitati anche gli iscritti al circolo del tennis, quando i due circoli si contendono da anni il suolo pubblico per l’ampliamento dell’uno o dell’altro. Se io fossi chiamato a eleggere il leader del centro destra voterei certo il peggiore sperando in una sua sconfitta alle prossime elezioni. Un partito non ha bisogno dei “Gazebo” ma di una buona organizzazione interna capace di selezionare la classe dirigente: così si rischia di cancellare la democrazia.

  • Massimo Martinelli

    Molto semplicemente la percentuale di voti ottenuta da Renzi è frutto del fatto che la gran maggioranza degli iscritti “di sinistra” è già da tempo uscita dal partito o se ne è disinteressata. I renziani hanno ben attuato la strategia “del cuculo”, da buoni democristiani, distruggendo la sinistra dal suo interno, visto che non lo erano riusciti a fare nello scontro diretto. E ora non resta loro che fare l’ultimo passo, cioè unirsi alla destra berlusconiana, perché il primo obiettivo che si sono proposti per il futuro non è quello di unire minoranze e maggioranza del partito, ma quello di eliminare qualsiasi corpo estraneo che non sia renziano della prima ora. Resta da vedere quanto questo fruttera’ loro in termini di voti alle politiche e alle più vicine amministrative.

  • Donato Apollonio

    “[…] il Pd ha 450 mila iscritti e 266 mila hanno votato tra il 20 marzo e il 2 aprile in 6 mila congressi di circolo. Renzi ha vinto con 180 mila voti, +50 mila sul 2013. 180 mila è il numero totale degli iscritti del Psoe che a maggio potranno votare per il nuovo segretario. I socialisti francesi hanno 60 mila tesserati. Nel 2015 e nel 2016 Corbyn ha ottenuto il voto di 120 mila e 170 mila iscritti. La Spd, in una nazione di 82 milioni di abitanti, ha 440 mila iscritti” [cit Dario Parrini]

  • gg bellincampi

    Caro Donato, non ti sorprende che solo poco più della metà degli iscritti ritenga opportuno e utile scegliere la guida della propria organizzazione politica? A me fa venire la pelle d’oca e penso faccia lo stesso effetto a te; che la cittadinanza si allontani dai partiti tradizionali è un indice grave della decadenza della democrazia, ma che lo facciano gli iscritti ……. sancisce la sua fine imminente.

  • Donato Apollonio

    Caro Giancarlo, dal 2013 al 2017 l’affluenza nazionale alle convenzioni è passata dal 55% al 59% e addirittura in Toscana dal 48% al 62%. Aggiungo inoltre che anche gli iscritti sono aumentati dal 2015 al 2016 di qualche decina di migliaia di unità. Il trend dunque è nettamente positivo soprattutto in un contesto in cui può capitare che altri movimenti eleggano candidati con poche decine di voti e, se non piacciono, li ignorano. Noi invece cerchiamo di ignorare i professionisti del pessimismo, quelli che si lamentano sempre e comunque ma non propongono mai niente, quelli che per esempio si ostinano a dire che a Cortona il trend del turismo è in calo quando in realtà è in decisa crescita, e andiamo avanti

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