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  • Luca Trippi

    Come se l’avessi scritta io. Concordo su tutto Donato, soprattutto sull’ultima parte. I grillini non sono avvezzi a governare e da come si muovono forse ancora nemmeno sono in grado di farlo, mi ricordano un po’ gli storici partiti di sinistra estrema che hanno sempre avuto idee inapplicabili nel concreto, però è anche vero che rappresentano un’ottima “giuria” popolare all’interno del Parlamento, ammesso e non concesso che continuino a comportarsi come si son sempre comportati.

  • Gaetano Rossi

    io ho votato il movimento 5 stelle perchè opposto al pd, e per fortuna (ancora) non complementare ad esso come dice lei
    l’unica forte esperienza del pd è nella gestione del potere e dei privilegi della casta..
    il pd si è opposto, si oppone e si opporrà sempre al cambiamento in meglio delle cose e se il movimento 5 stelle gli si butta fra le braccia è la fine..

  • Donato Apollonio

    Gentile Sig. Rossi, la complementarità di cui parlo non è generica, bensì è circoscritta a specifici elementi. E a me pare un buon punto di partenza.
    x Luca: mi piace che concordi 🙂

  • Michele Lupetti

    Bah, questa improvvisa cotta per Grillo dei militanti PD, dopo che per mesi lo avevano definito con ogni possibile epiteto, mi aumenta la sensazione che dentro il PD idee e coraggio latitino e vi sia più che altro paura, tant’è che si aspetta di essere tirati verso il nuovo da qualcun altro.
    Una specie di “vorrei ma non posso” che dovrebbe risolvere il MoVimento 5 Stelle.
    Le “assonanze” c’erano anche prima, ma evidentemente (a parte rarissimi casi) tutti si erano tappati gli occhi per non vederli, probabilmente anche perchè c’era la sicurezza di vincere.
    Ad ogni modo: meglio tardi che mai

  • Daniele Monacchini

    Ho votato il M 5 S. Io credo che i due gruppi parlamentari più grandi come in Grecia debbano accordarsi o il PD va in aula con Bersani -Romolo Augustolo e prende la fiducia al buio sul programma Italia Bene Comune. Non si può pretendere da un neonato gruppo che voti a favore in Senato , l’astensione idem….è il PD a dover fare la proposta. Infine la tua posizione mi sembra quella per salvare il PD, che pur vincendo , non ha la maggioranza al PD. La petizione on line – limite della e- democracy – e’ votata da tutti coloro che vogliono, poco rispetto ai voti reali. Insomma mi sembra un revival della marcia degli operai della FIOM, sotto la sede di Rifondazione nel 1998. È comunque vero che anche i grillini, avendo eliminato sostanzialmente tutti i candidati premier in una botta sola, ma non vincendo, devono assumersi le loro responsabilità. Se Bersani non trova la maggioranza in senato, si dimette e ce ne va un altro finché non nascerà un governicchio di breve durata. A proposito di compravendita spero che non ci sia, anzi….

  • Marco Casucci

    Ho letto con molta attenzione l’articolo di Donato Apollonio. Ora, qualora fosse vero quello che egli scrive nell’ultimo capoverso, non riterrei l’appoggio esterno del M5S a un Governo PD una grande novità politica. Qualora le previsioni di Apollonio si realizzassero ci sarebbe da chiedere a quei cortonesi tradizionalmente di centro-destra che hanno votato Grillo o hanno fatto votare per Grillo: ne valeva la pena di votare M5S per fare la stampella ad un PD in chiara difficoltà? Proprio su queste basi i voti che la Lega Nord ha preso alle elezioni di domenica scorsa meritano di essere considerati con rispetto: perché non sono sicuramente destinati a sostenere un governo di sinistra e non saranno mai utilizzati per fare inciuci. Essi costituiscono una “fiammella” di speranza di cambiamento reale anche per il nostro territorio che altrimenti rischiava di essere spenta. Infatti, se lo schema ipotizzato da Apollonio dovesse riproporsi anche a Cortona, allora il potere del PD rischierebbe di essere ancora più blindato. Noi potremmo vantare di non aver mai contribuito a questo risultato e di certo porteremo avanti ancora più convintamente la nostra battaglia.

  • Simone Gemini

    Concordo completamente con il Sig. Rossi. L’ultimo capoverso dell’articolo mi pare semplicemente l’auspicio di un elettore del PD che, in buona fede, cerca di dare un suggerimento ai vertici del proprio partito. Per il M5S sarebbe invece un suicidio. Anche perché moltissimi hanno votato per esso proprio per la propria (almeno nelle intenzioni) irriducibilità. E ci sono tante persone che provengono da posizioni opposte al PD ed hanno votato M5S: io sono tra quelli.

  • Donato Apollonio

    Caro Michele,
    il fatto di apprezzare alcuni aspetti del M5S e esprimere delle critiche verso il proprio Partito, non significa avere una cotta per il M5S, significa bensì essere obiettivi. D’altra parte se il PD ha sbagliato un goal a porta vuota è evidente che ci sono dei seri problemi la cui esistenza qualcuno deve pur cominciare ad ammettere se si vuol rimediare. Ma la nave non si abbandona.
    Gentile Sig. Gemini, il mio non può che essere un auspicio 🙂

  • Michele Lupetti

    Dettagli sfuggito a molti politologi dell’era FB: nella tanto bistrattata “Prima Repubblica” esistevano i governi “monocolore”, creati dalla DC con ministri suoi senza che la DC stessa avesse la maggioranza dei seggi.
    Si presentavano alle camere per la fiducia con un programma, ottenendo l’astensione che permetteva quindi di iniziare a governare; poi volta per volta, provvedimento per provvedimento, si cercava il voto favorevole dei vari gruppi parlamentari
    Il problema è che anche l’astensione è una scelta con un preciso significato che si ottiene dopo un preciso percorso politico (vedi ad esempio il PCI astenuto sul governo Andreotti del Marzo 1978, roba su cui Moro e Berlinguer lavorarono per anni)
    Insomma: il giochino PD – M5S non è così semplice e automatico, è anzi faticoso e difficile, ma è politica perchè la politica è anche e soprattutto fatica, impegno per combinare e far convivere valori e orientamenti diversi, in modo onesto e responsabile, per un fine ultimo che è l’interesse generale, realizzando atti concreti e portando avanti programmi lucidi.
    Finalmente, grazie anche al M5S stesso e al suo risultato elettorale, in Italia potrebbe aprirsi uno spiraglio per un ritorno in campo della politica, quella vera e quella “alta”, fatta nell’interesse dei cittzdini e nel rispetto delle istituzioni e dei ruoli

  • Giancarlo Bellincampi…

    La Grecia deve quattro milioni di euro alla croce rossa elvetica per la fornitura di sangue umano per trasfusioni e non riesce a trovarli, quindi si sono accordate per ridurre del 50% la fornitura del 2013; vogliamo affrontare la concretezza dei problemi o continuare a farci le…… con l’antipolitica del governo Monti ed i giochetti dei grillini e dei comunisti, compresi gli “ex” come me?

  • Daniele.monacchini

    Caro Giancarlo
    Mi ricordo la cotta di alcuni uomini di sinistra per Monti un anno e mezzo fa’. Spero che abbiano analizzato quanto avvenuto in modo critico. In Italia la prospettiva greca viene preparata non da Grillo, ma da una intera classe politica che non ha né strategie ne’ proposte economiche. Anche la proposta economica di Fassina, un po’ con la FIOM, e un po’ con la Confindustria, mi sembra schizofrenica. E il voto lo ha dimostrato. Tu stesso lo hai sempre detto.
    Un saluto e un arrivederci politicamente parlando

  • Guido Guerrieri

    Io non so se Grillo ha una strategia consapevole, o se la sua strategia sia solo frutto di grandissima ignoranza.
    L’unica cosa che so è che i suoi comportamenti stanno mettendo in serio pericolo la struttura dello stato democratico come a nessuno prima di lui era riuscito da 90 anni a questa parte.
    So anche che la responsabilità non è tutta la sua (è troppo ignorante Grillo per avere responsabilità proprie) e che in gran parte la responsabilità è invece, palesemente, da addebitare alla sciagurata politica degli ultimi anni, che per un verso ha fatto sì che si creasse la situazione contro la quale Grillo ha catalizzato i propri consensi e che, per altro verso, non ha saputo cogliere e inserire nel circuito democratico alcune istanze giuste che Grillo porta avanti insieme ad altre idee caratterizzate da fascismo (o comunque totalitarismo) latente, con metodi totalitari.
    Ma mentre è un dire comune che l’artefice del successo di Grillo è stato il fallimento della politica nella seconda repubblica, sono viceversa allibito dal fatto che certe esternazioni e certi metodi, che mettono davvero in serio pericolo la struttura democratica della Repubblica, passino inosservati e soprattutto sono allibito dal fatto che solo pochi, ma molto attenti, commentatori – non certo sovversivi rivoluzionari – alzino l’indice contro queste esternazioni, contro questi metodi, contro queste idee illiberali, totalitarie, fasciste.

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