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  • Daniele Monacchini

    All’amico Donato rispondo che ha ragione. Il massimo che può fare la cosa pubblica è limitare i danni. E qui come altrove è quello che si è fatto. Il minimo che può fare un buon amministratore è lavorare in silenzio. Il profluvio di dichiarazioni su tutto illude i cittadini, fa pensare che un sindaco abbia i poteri di un primo ministro – che – per inciso – non conta più niente nemmeno quello – perché la politica la fanno a Bruxelles. E questa sovraesposizione mediatica, questa presenza ossessiva nei media a Cortona, come altrove è contraddetta dai fatti. Qunidi bisognerebbe avere un pò più di modestia nella gestione della cosa pubblica invece qui mi sembra di essere circondato da “montati” che vantano in modo muscolare i loro risultati, quando sappiamo che, appunto, molti risultati, come dici tu, sono determinati dal senso civico e se i cittadini collaborano attivamente. Non condivido infine la tua dichiarazione che equparerebbe i cittadini a bamboccioni, svogliati e privi di common sense. Non me ne volere forse con la conversione del PD sulla strada di Monti, Cancellieri e Fornero, mi sembra di cogliere nel tuo intervento questo accento censorio (andate a spalare e zitti!).
    Daniele Monacchini

  • Donato Apollonio

    Caro Daniele,
    innanzitutto apprezzo lo spirito costruttivo del tuo commento che contribuisce a soddisfare l’obiettivo primario di questo giornale. Qualche volta non ho condiviso certe tue “uscite” forse un po’ troppo impulsive ma sono convinto che sei mosso da ideali nobili e per questo ti stimo.
    La “sovraesposizione mediatica” a mio parere è la diretta conseguenza del sistema democratico. Se non dici cosa hai fatto, l’unica voce che il cittadino-elettore ascolterà sarà quella dell’opposizione che ovviamente dirà che non hai fatto niente o, se qualcosa hai fatto, che l’hai fatta male. Il dibattito che ne deriva, però, può risultare costruttivo se portato avanti senza preconcetti e con l’idea che dire “hai ragione” fa onore a chi lo dice.
    Per quanto riguarda il mio “accento censorio”, premettendo che il mio appello era rivolto solo ad una minoranza di cortonesi che si sono lamentati perché avevano la neve davanti casa, in effetti rileggendolo può sembrare tale, ma il mio intento era quello di esortarli costruttivamente a collaborare prima di lamentarsi. Ma resta inteso che se intendono lamentarsi, sono liberi di farlo.

  • inserisci il tuo nome e cognome…mario Tortorelle

    Un pensiero obiettivo e fattivo che andrebbe moltiplicato per tutte le situazioni analoghe di emergenza ma anche di quelle per cosi dire ordinarie.E valevolo non solo per i sindaci ancirchè autanti, ma anche per i comuni cittadini come del resto annota il bisbetico Donato.

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