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Michele Lupetti

Michele Lupetti

Colui che nel lontano 2006 ideò tutto questo. Beatlesiano da sempre (corrente-Paul Mc Cartney) coltiva strane passioni cinematografiche e musicali mescolando Hitchcock con La Corazzata Potemkin, Nadav Guedj con i Kraftwerk. I suoi veri eroi, però, sono Franco Gasparri, Tomas Milian, Maurizio Merli, Umberto Lenzi... volti di un'epoca in cui sarebbe stato decisamente più di moda: gli anni '70

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  • Yuri Di Gioia

    In questa società di massa fascistoide e di giornalismo di consenso, finalmente ho trovato chi ha scritto l’unica cosa intelligente che possa condividere in toto negli ultimi tempi.
    Non so se ne vale la pena… ma continua così. La mia stima.

  • paolo

    Nessun occhio per occhio, ma , da qualche parte , la parola FINE va messa. Se le “leggi” ci sono, allora ci debbono anche essere coloro che le fanno rispettare. Provate ad avere un figlio che ti viene ucciso a quel modo, …poi me lo raccontate !!!!! Personalmente consegnerei il colpevole di tale atto ai genitori delle vittime, di certo ci sarebbe meno “pasto” per i media ma, di sicuro (a mio modo di vedere), verrebbe inflitta la giusta condanna e più che altro, ESEGUIITA !

  • maurizio seri

    Secondo lei può un semplice “benzinaro” predisporre, da solo, un ordigno telecomandato a distanza ? Io penso di no ed anche gli inquirenti, mi pare di capire, non sono affatto sicuri del movente che avrebbe indotto l’attentatore ad agire. Mi permetto di condividere con lei l’auspicio che a violenza non corrisponda altra violenza, neppure verbale, mi risulta difficile, però, comprendere l’attacco a Saviano; un uomo che può piacere o meno ma che ha il merito di contribuire, più di molti altri, a mantenere un livello di guardia molto elevato sui temi della malavita organizzata che, in un Paese come l’Italia, rappresenta una delle cause principali della nostra arretratezza sociale, economica e politica.
    Cordialmente.
    Maurizio Seri

  • Bernardo Gori

    Tutti omosessuali col deretano altrui…!
    Mettetevi un secondo solo nei panni della mamma di Melissa e poi vi passerebbe la voglia a tutti di fare Santa Maria Goretti.

  • romano scaramucci

    Negli ultimi anni si è consolidata l’usanza di trovare un colpevole purché sia, più che usanza è l’ esigenza di un certo modo di fare informazione: c’è bisogno di un capro espiatorio da sbattere, come si dice, in prima pagina dopo appena cinque minuti dall’efferato delitto.
    E’ proprio così, il mondo dell’informazione si sta sempre più vampirizzando (ha bisogno continuamente di sangue… non importa se poi è di un innocente) e questo è confermato dai vari Vespa, dai Matrix, dalla pletora di rubriche televisive pomeridiane dove dopo ogni evento delittuoso si sfornano ore, mesi addirittura anni di trasmissione… (“e io pago” direbbe Totò).
    Ma come puntualmente ha rilevato l’arguto Bastiancontrario, il peggio lo danno i Social-Network, dove ognuno è pronto a scagliare la prima pietra, a dare giudizi sommari senza pensare, senza ragionare prendendo qua e là accuse rilanciate da chissà dove e quasi mai verificate. Su Facebook una forca prima o poi tocca a tutti, allora giù a sparare nel mucchio, ora contro il calcio e lo Stato, poi contro la Scuola e naturalmente la Chiesa, senza equilibrio, senza distinguo, aggiungendo “violenza virtuale ad altra violenza” come giustamente sottolineava l’autore dell’articolo.
    Riusciremo a recuperare un po’ di saggezza e di prudenza nell’esprimere un giudizio? Riusciremo a garantire un’informazione mediatica che non condanni per sentito dire? Termino questa semplice riflessione citando il titolo di un bel film del 1943, considerato precursore del Neorealismo, girato da Vittorio De Sica: “I bambini ci guardano”.

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