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Bastiancontrario F.

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C'è bisogno di opinioni controcorrente? Beh, ci penso io!

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  • Guido Guerrieri

    Ma come si fa a gioire? Ma quali emozioni?
    Il comunismo ha perso, e non è che la foto possa far cambiare idea a nessuno, e ha perso nel momento in cui quelle 100 persone sugli scranni decidono il futuro del mondo e 1.400.000.000 di abitanti fanno la fame. Un po’ di cifre? PIL pro capite 3.740 $. PIL pro capite a parità di potere di acquisto (con riferimento base USA 100): 15. 1 medico ogni 1000 abitanti (in Italia sono 4) e soprattutto repressione di tutti i diritti civili e di tutte le libertà individuali e collettive. I numeri non li ho sparati a caso, fonte The Economist.
    Echi non crede che il benessere si misuri col PIL ma con altri indicatori, come quello della felicità, provi a chiedere a chi in Cina ci ha trascorso anni per lavoro se i cinesi sono felici.
    In Cina gli occidentali vivono bene e i cinesi fanno la fame.
    E c’è chi pensa ancora al comunismo… ma per carità. Soprattutto quelli che hanno fatto il PD e pensano di essere ancora il PCI (tra cui Bersani, basta sentire quello che ha detto dopo le elezioni siciliane)… a fare così in Italia non ci sarà mai un’area riformista che sia maggioranza, e un partito riformista deve essere autosufficiente e proporsi da solo per essere credibile.

  • Andrea Mazzeo

    La Cina è sempre molto complessa. Provo a dare una mia risposta personale all’interessante questione sollevata premettendo fin da subito che io non sono un “filo-cinese”; termine che non avrebbe nemmeno molto senso usare se considerate che sono proprio i cinesi a dire che il loro modello economico (detto socialismo di mercato) non è per loro obiettivo di esportazione od imitazione in altri paesi. Già qui noto una incoerenza visto che per noi il comunismo è internazionalismo. Oggi la Cina continua a crescere a ritmi vertiginosi, ma risente, a mio parere, di gravissime lacune: mancanza di una sanità ed istruzione pubblica uniforme, rispetto dei diritti civili, un partito fortemente chiuso e con scarsa trasparenza. Omologare la Cina al comunismo significa non aver capito nulla di cosa sia il comunismo! Qua non si tratta di statalizzare, si tratta di modificare modelli e rapporti sociali e di produzione. Oggi in Cina esiste una classe capitalista! Non mi si era sempre detto che nel comunismo i capitalisti vengono eliminati? Adesso si accusa un sistema di “capitalismo di stato” come prova della ferocia del comunismo. Mi pare che le idee siano un po’ confuse. Rimane in fondo al cuore la speranza di una svolta che però francamente non ho visto in questo congresso del PCC. Certamente positive sono le attenzioni rivolte ai contadini ed alle zone delle campagne dell’ovest cinese lasciate abbandonate per drenare risorse sempre sulla costa orientale industrializzata, ma non si va a fondo del problema ossia la realizzazione del comunismo (quello vero e non quello, certamente sempre bello e suggestivo, ma coreografico del rosso, la falce e martello). Il sistema di sfruttamento capitalista dei lavoratori viene appena sfiorato, si connotano tratti di militarismo, nessun segnale ai rapporti di produzione ed alla trasparenza politica. Non auspico la distruzione di quel partito come non avrei voluto quella dell’URSS, ma urge una svolta (a sinistra ovviamente)

  • Guido Guerrieri

    Ah, è così adesso si scopre che la Cina non è comunista! Corro a dirlo ai miei amici cinesi.
    Omologare la Cina al comunismo significa non aver capito nulla di cosa sia il comunismo? Ma allora il comunismo, quello vero, qual è? Ma facciamola finita! Il comunismo non è quello che uno si sogna che sia – a chi non piacciono i sogni? – Il comunismo è stato ed è quello che ha dimostrato di essere laddove si è realizzato, purtroppo; avesse funzionato bene sarebbe piaciuto anche a me, ovviamente.
    Quello che conta però sono i fatti, quello che conta è la storia. Il resto è aria fritta.
    Facciamola finita quindi, tanto chi dice che la Cina non è il vero comunismo, che in Cina il comunismo si deve realizzare è che la Cina addirittura necessita di una svolta a sinistra, quanto chi pensa di provare ad evocare sentimenti nostalgici e grandi emozioni, perché si tratta di emozioni fallimentari, non servono.
    Il comunismo ha perso perché qualunque nuovo modello di società che si intenda proporre bisognerebbe dare qualcosa in più, aggiungere diritti e libertà al modello che si intende sostituire. Il comunismo invece affianco all’aggiunta di diritti sociali per le masse pensava di togliere diritti e libertà agli individui.
    Il problema mi preme perché gli apparati politici risentono ancora e molto di questa tradizione illiberale, e in questo modo una forza liberale di sinistra fa troppa fatica a trovare la luce nel nostro paese, mentre sarebbe importante che ci fosse. Questo servirebbe.

  • Andrea Mazzeo

    In Cina esiste la proprietà privata dei grandi mezzi di produzione? Esistono sanità ed istruzione assolutamente pubbliche? C’è o non c’è una forte concentrazione della ricchezza? Guardiamo ad esempio Cuba: la sanità è pubblica e gratuita, l’istruzione (dall’asilo all’università è completamente gratuita per chi ha voglia di studiare), non esistono grosse differenze sociali tra una parte ed un’altra del paese eppure anche là c’è il comunismo. Oppure no? sono due sistemi (cinese e cubano) completamente diversi frutto anche di due popoli che sono completamente diversi. Entrambi per lei sono comunisti? Lei mi pare molto confuso sig. Guerrieri. Chiarisca non a me, ma magari a sè stesso questa cosa, e cominci a chiamare le cose con il loro nome. Io ho il coraggio di dire cose che sono sicuramente scomode per me stesso, ma le dico. saluti

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