Informazioni sull’autore

Articoli correlati

  • Felice De Lucia

    Il circolo vizioso,già ben descritto nel Manifesto di Ventotene,è quello che conduce dal senso di identità nazionale al nazionalismo.Con tutte le tragiche conseguenze.E’evidente l’incapacità di inventare qualcosa che garantisca, attraverso nuovi legami (federare viene da “foedus” che significa :legame, unione, alleanza),tanto le rispettive identità quanto la scala e la realizzazione degli interessi individuati come comuni.Dovremmo essere abbastanza convinti:delle identità,degli interessi,della forma e del contenuto del patto federativo.Il tutto in un orizzonte globale che non ha più molto a che fare con quello che si rappresentavano Spinelli,Rossi e Colorni nel 1941.Ci vorrebbe ,semmai ,un nuovo Manifesto.Quello di Ventotene ha già dato.

  • Dorando Simeoni

    Concordo sul fatto che i tempi cambiano e che il manifesto di Ventotene andrebbe aggiornato, però, secondo me tenendone fermi i principi ispiratori, del resto i padri dell’europeismo non potevano prevedere che saremmo arrivati in mezzo secolo alla globalizzazione, con i pro e i contro che essa produce. I tempi sarebbero maturi alla luce delle esperienze fin qui fatte, ora tocca alla politica mettere in moto il cambiamento. Doriano

  • Giancarlo Bellincampi

    Il Manifesto di Ventotene è ormai una testimonianza storica cui non si può più fare riferimento per far progredire la Comunità Europea fino agli Stati Uniti d’Europa, essenziali per affrontare su posizioni di forza le sfide economiche ed anche militari dei prossimi decenni. Piuttosto che sostituirlo con uno più aggiornato la questione vera e risolutiva sarebbe una selezione più rigorosa della classe politica dirigente che dovrebbe orientare su quella strada i paesi della UE, ma temo che non sia possibile nel breve termine perché ciò richiederebbe una revisione delle “democrazie”.

© 2017 Valdichianaoggi.it. Tutti i diritti riservati. | Credits Appare