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Monia Bracciali

Una come te è da sposare. Oppure: ce ne fossero di donne così... E ancora: Tu la domenica non mi chiederesti "Amore portami all'Ikea" ma "Accompagnami allo stadio!" Ti rendi conto?! Cosa vuoi di più dalla vita?

Otto marzo 2013 dopo Cristo. Mentre si decide se ha ancora un senso festeggiare la festa della donna (perchè no?) la maggioranza della popolazione mondiale vede nella passione per il calcio e in coloro che lavorano in questo ambito, uno strumento di emancipazione.

"Ricordi del tempo che fu" è il nome della giornata organizzata dal Centro sociale "Ciaperoni" di Monte San Savino, il 5 gennaio, durante la quale sono stati presentati due libri molto diversi tra loro ma con l'intenzione comune di conservare la memoria del passato. Questo il motivo per cui il centro ha chiamato così l'iniziativa, la quale ha riscosso molto successo con un nutrito numero di partecipanti.


Presenti anche le istituzioni, nelle presenze del Sindaco savinese, Margherita Scarpellini e dell'Assessore alle Politiche sociali, Gian Piero Brandini.
Bruno Milaneschi ha presentato un volume dalla storia molto particolare, che si intitola "I nostri ricordi". Il libro è una breve raccolta di aneddoti e disegni degli ospiti della residenza sanitaria assistita di Monte San Savino, frutto delle ore che il progetto "La compagnia delle parole", organizzato dalla Croce Rossa locale, ha dedicato agli anziani. Le pagine più curiose e divertenti sono state recitate durante la giornata, per animare il clima dell'iniziativa.
La "Compagnia" è un progetto che da anni si occupa di intrattenere i residenti nelle case di riposo portando avanti molteplici attività come l'ascolto degli anziani, la lettura dei quotidiani, piccoli lavoretti di bricolage, la cura di fiori e piccole piante, il gioco delle carte e degli scacchi.
Infine, durante "Ricordi del tempo che fu", il professor Virgilio Moretti ha presentato il suo ultimo libro "Toscana storie di paese": una raccolta di fatti e curiosità della storia di Monte San Savino e della Valdichiana, ricordi che meritano di rimanere impressi e tramandati alle prossime generazioni.

E' ripartita da oltre una settimana l'attività di volontariato de "La compagnia delle parole", organizzata dalla Croce Rossa di Monte San Savino.
Anche quest'anno i volontari sono impegnati ad allietare i pomeriggi degli anziani presenti nelle due case di riposo del capoluogo savinese e sono molteplici le attività che li vedono coinvolti: dalla lettura dei quotidiani ai disegni, dal canto ai piccoli lavoretti di bricolage e la "green therapy", che altro non è che prendersi cura di fiori e piccole piante. Inoltre, nelle ore della "compagnia", ci si dedica al gioco delle carte e degli scacchi.

Sono Aurora Russo e Luca Della Vedova, i vincitori della seconda edizione del concorso "Un disegno a scuola per ricordare Stefan Tironiac e Don Silvano Nanni", promosso dalla Croce Rossa di Monte San Savino. Gli elaborati dei due bambini della quinta elementare sono stati premiati con due buoni dal valore di 500 euro, destinati all'acquisto dei libri scolastici.

E' bastata una partita di calcio, Juventus-Napoli, dove fosse in palio un qualcosa di quasi serio, per mandare in tilt gli italiani. Diciamo che lo spirito olimpico, quello dove un po' tutte le altre discipline le metti in primo piano rispetto al pallone, è andato a farsi benedire grazie alla Supercoppa italiana. Bella l'atletica, la scherma, il tiro a volo. Divertente la pallavolo, spettacolare il basket, non male il taekwondo. Ma il calcio e gli isterismi che comporta nel sistema nervoso di un italiano, sono una patologia vera, così come la non faziosità di Varriale della Rai. Ah ecco, a proposito di televisione pubblica...

"Voglio ringraziare Dio per tutto quello che ha fatto per me, perché senza di lui niente di tutto questo sarebbe stato possibile". Madre Natura gli ha dato l'altezza, una progressione micidiale e leve lunghissime per permettergli di decelerare in pista e infine chiudere con il ginocchio ben oltre la linea del traguardo. Usain Bolt si conferma così il velocista migliore al mondo. Il connazionale Yohan Blake ha dovuto arrendersi alla felicità un po' tarocca dei braccialettini degli ovetti di Pasqua che sono sempre d'argento, quando va bene. A volte sono pure d'acciaio, ma quelli toccano a chi magari arriva quarto e termina i 200 metri con il tempo di 19'' e 80.

"Se volevi tornare ad una vita normale, non bastava che ti ritirassi?". E ancora: "Sei un atleta che ha vinto tanto. Non potevi accettare un decimo posto a questa Olimpiade?". Queste sono solo due delle domande fatte ad Alex Schwazer nella conferenza stampa che la Rai è riuscita a trasmettere integralmente, senza interruzioni e dare la linea al tg (la nostra tv pubblica sta facendo indubbi passi da gigante). Posto che non accettiamo lezioni sportive da chi si è dopato, le risposta del marciatore ha aperto uno spaccato interessante su una tendenza tutta italiana che chiamiamo "Effetto Federica Pellegrini".

Trentuno luglio 2010. Barcellona, Europei di atletica. Il francese Yohann Diniz va in fuga nella 50 km di marcia, diventandone campione europeo. Dietro, Alex Schwazer, è colto dai crampi allo stomaco e si ritira, senza nemmeno tentare l'inseguimento, semplicemente perchè non voleva farlo. Eppure l'oro pareva essere alla sua portata dopo l'argento conquistato nella 20 km ma l'altoatesino in una maschera di sofferenza e disgusto dirà di aver avuto la nausea su quel podio.

Alle prossime Olimpiadi di Rio, lei non ci sarà. Magari ci ripensa, ma per il momento la volontà della tuffatrice Tania Cagnotto, è questa. Nell'imbarazzo della scelta tra i personaggi da scegliere in queste due ultime giornate di Giochi– la Rossi nel tiro a volo, Usain Bolt, i nostri fiorettisti - scegliamo la altoatesina in lacrime per una medaglia di bronzo sfuggita per 20 centesimi di voto. Ancor di più, scegliamo le lacrime sincere della collega Dallapè per l'insuccesso della Cagnotto.

Con la giornata di ieri – e aspettando quella di oggi – l'Italia ha raggiunto quota undici medaglie. L'oro arriva dalle cannibali del fioretto: Errigo, Di Francisca e Vezzali che solo la circostanza – la gara a squadre – ha unito per un risultato eccezionale. Sì, perchè loro, al "volemose bene", hanno contrapposto una tensione agonistica feroce, senza tanti baci e abbracci da podio. La gara individuale ne è stata l'esempio. L'altra medaglia viene dal canotaggio, con l'argento di Sartori e Battisti nel due di coppia. L'acqua non è poi così amara per l'Italia. Basta che non si parli di piscine. Lì, tra cianuro in megabyte e polemiche, s'è scatenata una guerra fatta solamente di chiacchiere.

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