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Antonella Scaramucci

Vi sareste mai aspettati che una nostra Manifattura locale avesse potuto produrre un tipo di ceramica così bello e raffinato? Eppure le foto che vedrete in questo articolo si riferiscono proprio a ceramiche prodotte tra la fine del 1700 e i primi venti anni dell''800 in una fabbrica che si trovava nel territorio del comune di Cortona!

Giudicatemi pure una cinica, ma ogni volta che sento qualcuno che tutto sognante annuncia il suo imminente matrimonio non posso evitare di pensare "E ora finisce la favola...". Pensateci... vi risulta per caso che qualche novelliere ci abbia raccontato qualche storia d'amore in cui tutto sia poetico e meraviglioso dal giorno successivo al matrimonio in poi? Qualcuno ha saputo per certo che le varie Biancaneve, Cenerentola ecc... non siano state disilluse dall' amore con il loro Principe, una volta 'ufficializzato'?

"Topolino ben rinchiuso, fatto ardito, anzi gradasso, al bestione in pieno muso scaglia dritto un grosso sasso"

Questo è un esempio dei testi rimeggiati che apparivano sotto le strisce della prima edizione italiana del fumetto che poi sarebbe diventato il giornalino più letto in assoluto dai bambini italiani e il cui primo numero fu pubblicato in Italia il 31/12/1932: Topolino.

Giovedì 23 Febbraio 2017 19:23

Ippolito Cortona, un altro cortonese illustre

Domenico Lorenzini e la moglie Angiolina Orzali ebbero ben dieci figli. Ho già parlato di Carlo "Collodi" (del quale non c'è bisogno di ricordare oltre a Pinocchio le grandi doti di giornalista, critico musicale, critico teatrale e d'arte, polemista e da ultimo scrittore di romanzi) e di Paolo che come abbiamo già visto esercitò la sua genialità in campo imprenditoriale e commerciale come Direttore della Manifattura Ginori di Doccia facendola apprezzare internazionalmente. Ma le sorprese non finiscono qui. Anche l'ultimo dei dieci figli, Ippolito, merita un approfondimento.

Giovedì 16 Febbraio 2017 20:59

Ginori, Cortona e... di nuovo Collodi!

Ginori? Tutti conosciamo le sue bellissime porcellane e maioliche, ma non sappiamo che divenne grande grazie anche a... un figlio del nostro concittadino Domenico Lorenzini, ovvero il padre di Carlo Lorenzini "Collodi" di cui ho parlato nelle precedenti indagini di questo viaggio a ritroso nel tempo approfondendo i forti legami di questa famiglia con Cortona

Grande soddisfazione per il team Scaramucci - Santucci – Valdichianaoggi: abbiamo finalmente trovato il documento su cui fu registrata la morte di Domenico Lorenzini (nostro concittadino, padre di Carlo Lorenzini "Collodi"), finora cercato invano dagli studiosi. Nella sua biografia dello zio Carlo, "Collodi e Pinocchio", Collodi Nipote (alias Paolo Lorenzini II) scrive: "Carlo e Paolo tornarono dalla infausta campagna (I^ Guerra di indipendenza- battaglia di Montanara – Maggio 1848) e seppero che il padre era malatissimo a Cortona e subito si sentirono in dovere di soccorrerlo... Alla fine di Settembre Domenico Lorenzini morì a Cortona, e Carlo, come primogenito divenne il capo della famiglia"

Come annunciato la settimana scorsa proseguo il mio percorso relativo a Carlo "Collodi" Lorenzini e Cortona, un legame da approfondire. Questa "missione", per me che sin da piccola ho adorato Pinocchio, è sembrata importante e soprattutto a portata di mano, anche se ovviamente un po' faticosa da svolgere. Qualcuno però doveva farlo... e allora ci ho provato io. E' così che mi sono messa a studiare la famiglia Lorenzini attreverso vari documenti, i più importanti dei quali li ho potuti reperire presso l'Archivio di Stato di Firenze.

E' nelle nottate invernali come quelle appena trascorse che non posso fare a meno di fantasticare che Carlo Collodi, che aveva un padre nato a Cortona ed uno zio che abitava qui da noi (se volete posso, in una prossima occasione, confortare questa mia affermazione presentandovi gli atti di Stato Civile che ho scoperto presso l'Archivio di Stato di Firenze),  possa aver vissuto qualche giornata nella nostra città, magari in visita ai nonni e allo zio, e abbia poi ripensato alle nostre Piazze e vicoli d'inverno quando ha scritto la sua opera più famosa, Pinocchio