Michele Lupetti – ValdichianaOggi http://www.valdichianaoggi.it La testata giornalistica della Valdichiana, il meglio di notizie, sport, cronaca, opinioni, comunicati, rubriche, dibattiti e blogs. Sat, 23 Feb 2019 14:55:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.0.3 L’altra Antonella Ruggiero http://www.valdichianaoggi.it/blogs/laltra-antonella-ruggiero/ http://www.valdichianaoggi.it/blogs/laltra-antonella-ruggiero/#respond Sat, 09 Feb 2019 09:46:56 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=52517 Sarete certamente in parecchi ad avere in casa, nella vostra collezione di dischi, una qualche raccolta “TuttoSanremo” o “SuperSanremo”, ossia il doppio album che usciva il lunedì successivo al Festival e dentro aveva, più o meno, tutte le canzoni che erano state in gara all’Ariston. Il raccoltone (o i raccoltoni, a volte erano piú di […]

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Sarete certamente in parecchi ad avere in casa, nella vostra collezione di dischi, una qualche raccolta “TuttoSanremo” o “SuperSanremo”, ossia il doppio album che usciva il lunedì successivo al Festival e dentro aveva, più o meno, tutte le canzoni che erano state in gara all’Ariston.

Il “raccoltone” del 1982

Il raccoltone (o i raccoltoni, a volte erano piú di 1 per vari motivi) era un acquisto imprescindibile che, specie negli anni ’80 e ’90, non faticava a balzare in testa alla classifica di vendite. La ritualità post-festival prevedeva l’accensione della radio la domenica mattina, con i brani sanremesi che finalmente potevano essere mandati in onda e riempivano la programmazione, la visione delle esibizioni dei concorrenti che tornavano per l’ultima volta sul palco dell’Ariston per ” Domenica In” su Rai 1 al pomeriggio e poi, il lunedì mattina, la tappa dal negoziante di dischi di fiducia (che per noi cortonesi non poteva non essere l’epico Luciano Milloni).

Ebbene: se qualcuno ha in casa Sanremo 85 e scorrerà i nomi degli artisti noterà “Antonella Ruggiero” che canta “Sul Mare”.

Molti di voi penseranno si tratti della Antonella Ruggiero dei Matia Bazar, ma non è così.

La Ruggiero, infatti, lasciò la band intorno al 1989 e proprio nell’85 fu in gara al Festival coi Matia col brano Souvenir.

Visto che la straordinaria vocalist non poteva sdoppiarsi la spiegazione è una sola: si tratta di una omonimia.

La Antonella Ruggiero che canta ” Sul Mare” nella categoria “Nuove proposte” è infatti questa:

E questa è la copertina del 45 giri

Dopo la segnalazione di questo divertente caso da parte dell’immane Alessandro Ferri abbiamo lanciato un appello facebookiano per sapere di più su questa ragazza che, almeno apparentemente, risultava uscita dal mondo dello spettacolo dopo quel Sanremo 85.

Grazie al contributo di alcuni super esperti e ad ulteriori indagini svolte dal glorioso Ferri abbiamo invece scoperto che “l’altra” Ruggiero ha proseguito la sua carriera sia come cantante che come attrice ed è tuttora attivissima nello show-biz.

Nel 1996, 11 anni dopo, col nome d’arte di Dionira, partecipò a Sanremo Giovani, la selezione che si svolgeva alcuni mesi prima del Festival cantando “6 1 ba…”, che tagliava la parola ” bastardo” nel titolo, ma non nel testo cantato.

Antonella non raggiunse il traguardo del suo secondo Sanremo, ma nel contempo proseguí una interessante carriera che dura tuttora con altre uscite discografiche e come attrice. Alcune delle sue attività in quest’ultimo campo le troviamo riassunte in una slide nel suo sito ufficiale che è attivo (ha anche una pagina Facebook e il profilo Instagram) e, per la sicura gioia della Ruggiero dei Matia, è all’indirizzo www.antonellaruggiero.it

È anche autrice, moltissimi giornali e riviste negli anni hanno parlato di lei ed è stata ospite anche all’estero in svariate trasmissioni TV. Insomma: anche l’altra Ruggiero ha una storia interessante da scoprire e un bel futuro ancora tutto da scrivere!

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Il Volo… ma quell’altro! http://www.valdichianaoggi.it/blogs/il-volo-ma-quellaltro/ http://www.valdichianaoggi.it/blogs/il-volo-ma-quellaltro/#respond Wed, 06 Feb 2019 21:10:12 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=52464 Se provate a cercare “Il Volo” su Google noterete una cosa. Non subito, ma scorrendo un po’ giù, ovviamente dopo il sito ufficiale, la pagina wikipedia e tutti i social dei 3 “tenorini” (anzi: 2 tenori e un baritono… e neanche tanto più “ini”) che in questi giorni gorgheggiano sul palco dell’Ariston di Sanremo sperando […]

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Se provate a cercare “Il Volo” su Google noterete una cosa. Non subito, ma scorrendo un po’ giù, ovviamente dopo il sito ufficiale, la pagina wikipedia e tutti i social dei 3 “tenorini” (anzi: 2 tenori e un baritono… e neanche tanto più “ini”) che in questi giorni gorgheggiano sul palco dell’Ariston di Sanremo sperando di bissare il successo del 2015.

Proprio lì, un po’ più giù, c’è una pagina wikipedia de “Il Volo (gruppo musicale anni 1970)”.

Ebbene sì: anche se ormai tale fatto è patrimonio di pochi esperti e appassionati di musica di qualità, un’altra band, dal nome esattamente identico ai nostri 3 moderni alfieri del pop-core melodrammatico, ha vissuto un periodo di (discreta) gloria a metà degli anni ’70.

I superficiali penseranno che a breve vi dirò che Il Volo di oggi è un fenomeno commerciale, sostanzialmente prodotto dalla tv e dalle case discografiche che approfitta della retorica stereotipata del bel canto all’italiana, mentre Il Volo di allora era una band straordinaria. No. La ricostruzione, in realtà, non è così semplice.

Se Il Volo di oggi è certamente un prodotto, oltre che del talento dei componenti, anche dell’industria discografica (un prodotto che funziona e piace all’estero, tant’è che era quasi riuscito a farci vincere l’Eurovision!) pure Il Volo versione ’70 nasceva sulla spinta degli addetti ai lavori.

Erano i tempi a essere diversi.

In quel momento uno dei trend nazionale e mondiali, come noto, era il prog-rock. Musica un po’ complicata, che richiedeva particolari abilità strumentali ed esaltava le qualità dei più virtuosi. In Italia ci andavamo a nozze: avevamo una valanga di straordinari musicisti, compositori, arrangiatori, strumentisti che per anni si erano limitati a fare i session-man, oppure erano transitati in band che avevano avuto successo, ma poi si erano sciolte, o ancora avevano suonato in complessi che non erano riusciti a emergere dal mare del mercato discografico. In sostanza intorno al 1972/73 gli studi della Ricordi o della Numero Uno battistiana erano pieni di grandi talenti un po’ in panchina, in attesa di ricollocazione.

La via del prog-rock, che stava già virando verso una più complessa commistione col jazz, col recupero delle nostre sonorità popolari, con la tradizione musicale mediterranea ecc. ecc. fu quindi buona per raccogliere una sorta di “supergruppo”, una “all star band” italiana in cui racchiudere una serie di talenti dai curriculum prestigiosi che messi insieme si presumeva potessero creare qualcosa di incredibile. In più, assemblando una mega-band, la si poteva usare anche come gruppo di accompagnamento per altri artisti, garantendo una qualità tecnica e creativa eccelsa.

Il Volo fu un’idea di Mogol e della Numero Uno e partì dalla base della Formula 3, che già di suo era una band “allevata” nella scuderia battistiana. C’erano Alberto Radius (Formula 3) e Mario Lavezzi (Flora, Fauna, cemento) alle chitarre e voce, Vince Tempera (The pleasure machine) e Gabriele Lorenzi (Formula 3) alle tastiere, Bob Callero (Osage Tribe) al basso e Gianni Dall’Aglio (Ribelli) alla batteria.

Nomi incredibili, tanto che a sentirli in sequenza c’era davvero da esaltarsi.

In realtà, però, raramente Il Volo anni ’70 viene ricordato fra gli episodi migliori di quel decennio.

Il primo album, omonimo, pubblicato nel 1974, è comunque un lavoro godibile che spinge avanti la barra del prog verso il jazz e introduce elementi di ricerca e originalità, ma suona forse troppo perfetto per emozionare davvero.

Il prodotto seguente, secondo e ultimo album, Essere o non essere? Essere! Essere! Essere! (1975), prosegue il percorso con novità interessanti e altri ottimi spunti avvicinando la linea musicale dei Weather Report, ma anche in questo caso manca un qualche ingrediente segreto e Il Volo non riesce a completare il suo decollo.

Alla fine il ricordo più forte e importante di questo gruppo è un altro. Uno dei (tanti) dischi di altri artisti a cui Il Volo, o al gran completo o con alcuni suoi componenti, ha partecipato in quel biennio ‘74/’75.

Trattasi di Anima Latina di Lucio Battisti. L’ingrediente segreto per far decollare Il Volo, in quel caso, non mancava di sicuro.

Buon ascolto a tutti con un disco che era avanti almeno 25 o 30 anni rispetto alla sua epoca e che, risentito oggi, suona ancora straordinariamente moderno e geniale.

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Quando Drupi batté Elton John… e pareggiò con gli Stones http://www.valdichianaoggi.it/blogs/quando-drupi-batte-elton-john-e-pareggio-con-gli-stones/ http://www.valdichianaoggi.it/blogs/quando-drupi-batte-elton-john-e-pareggio-con-gli-stones/#respond Tue, 05 Feb 2019 23:05:55 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=52441 “Sereno é di Drupi é la canzone preferita di mia mamma“. Me lo disse un ragazzo polacco, avrà avuto 25 anni, qualche mese fa. Sarebbe bene non sottovalutare, né denigrare come purtroppo è tipico degli italiani medi, l’enorme portata commerciale dell’Eurovisione e della trasmissione su scala internazionale del Festival di Sanremo. È stata una base […]

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Sereno é di Drupi é la canzone preferita di mia mamma“. Me lo disse un ragazzo polacco, avrà avuto 25 anni, qualche mese fa.

Sarebbe bene non sottovalutare, né denigrare come purtroppo è tipico degli italiani medi, l’enorme portata commerciale dell’Eurovisione e della trasmissione su scala internazionale del Festival di Sanremo.

È stata una base fondamentale per la diffusione della musica italiana nel mondo, in particolare nel Sud America e nei paesi del Patto di Varsavia.

Le nostre melodie oltrepassavano muri e oceani e gli artisti che transitavano a Sanremo aprivano la strada anche agli altri, quelli meno commerciali.

La PFM alla BBC, 1976

Non è solo roba di Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, Al Bano, Riccardo Fogli o Pupo che grazie alla popolarità acquisita all’estero fra i ’70 e gli ’80 si sono garantiti un ricco vitalizio: è stata tutta la musica italiana e l’Italia stessa nel suo complesso a beneficiarne.

Alice alla TV della Germania Ovest, 1982

Quella fra la metà dei ’70 e la metà degli ’80 fu una stagione magica, con la musica tricolore che, proprio sulla spinta di Sanremo, era costantemente al top delle charts europee e sudamericane, con qualche (piccola, ma indimenticata) comparsata nelle classifiche americane e britanniche.

I Matia Bazar alla TV (forse) olandese, 1986

Ci sono edizioni di Sanremo che in Italia si ricordano come quelle con meno seguito, quelle della diretta TV solo della finale, sepolte dalle polemiche e/o dal disinteresse, con la Rai che staccava il collegamento prima della proclamazione del vincitore per mandare il TG della notte.

Un tipico articolo polemico su Sanremo, 1979

Ebbene proprio queste edizioni godono invece di un vero culto all’estero e anche gli artisti minori e ormai quasi totalmente dimenticati nel nostro paese da qualche parte del mondo restano vivi nei ricordi almeno di chi è fra i 50 e i 60 anni (e, inevitabilmente, nei loro figli).

Anche lo stesso Eurovision Song Contest (o EuroFestival, per dirla all’italiana) in quegli anni non ci dette la soddisfazione di una vittoria, ma contribuì alla diffusione della nostra musica e talvolta l’Italia si distinse per qualità, come ad esempio nel 1984 con la “strana coppia” Alice – Battiato.

Proprio nel bel mezzo di questo periodo magico e un po’ folle, mentre i Matia Bazar facevano il panico al festival cileno di Vina del Mar (guardate che roba…)

…il buon Drupi, sosia di Prodi e di Ian Gillan dei Deep Purple, ex idraulico col faccione da playboy del pavese, che forse avrebbe potuto sforzarsi a mettere uno “special” per rendere meno monotono la comunque ottima Sereno é, suonò in Polonia, all’Intervision di Sopot, nel 1978 come super-ospite.

Il Festival di Sopot (prestigiosa località marina sul Baltico) era il Sanremo polacco, in quegli anni promosso a sede dell’Intervision, ossia la versione “Patto di Varsavia” dell’EuroFestival.

Drupi fece un figurone indossando una furba camicia rossa, con le coriste altrettanto furbamente in tinta Biało-Czerwoni.

La leggenda, che poi leggenda non é, narra che fu anche capace di battere per numero di spettatori Elton John a Varsavia e fu uno dei due “act” ad avere l’onore di suonare a Praga nella Piazza della città vecchia.

Gli altri furono… i Rolling Stones.

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Caro Toto, ma dove andava quell’aereo??? http://www.valdichianaoggi.it/blogs/caro-toto-ma-dove-andava-quellaereo/ http://www.valdichianaoggi.it/blogs/caro-toto-ma-dove-andava-quellaereo/#respond Mon, 04 Feb 2019 22:34:45 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=52417 Intorno alla fine dell’anno 1970, finita l’era beat, si aprirono due strade per le band italiane (allora chiamate “complessi“). Una era il prog rock, che sulla scia di King Crimson, Emerson Lake & Palmer, Genesis, Yes ecc. ecc. genererà risultati straordinari (PFM, Banco, Le Orme e molti altri) fino alla vetta degli Area. Qui un […]

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Intorno alla fine dell’anno 1970, finita l’era beat, si aprirono due strade per le band italiane (allora chiamate “complessi“).

Una era il prog rock, che sulla scia di King Crimson, Emerson Lake & Palmer, Genesis, Yes ecc. ecc. genererà risultati straordinari (PFM, Banco, Le Orme e molti altri) fino alla vetta degli Area.

Qui un esempio un po’ meno noto, uno dei cento che si potrebbero fare, di pezzi eccellenti prodotti in Italia:

L’altra strada era quella del pop melodico.

Entrambe furono mode, ci finì dentro gente brava e meno brava e l’industria discografica cavalcò il trend con proposte spesso discutibili.

Nel prog, ad esempio, in tanti pensarono che bastasse appiccicare 25 cose diverse in fila, interminabili assoli di piano e qualche pezzo cantato ogni tanto con dei testi assurdi per sembrare intellettuali e avere successo. Vennero fuori un sacco di dischi dozzinali, talvolta scambiati per capolavori.

Nel melodico, invece, tutto nacque dai Pooh che con Pensiero e Tanta voglia di lei aprirono praterie per eserciti di cloni.

Decine di gruppi impazzarono lungo i ’70 nelle nostre hit parade facendo (spesso male) il verso ai Pooh alla ricerca del successo fra le ragazzine e i romanticoni.

Collage, Cugini di campagna, La strana società, I nuovi angeli, Homo Sapiens, Panda, i redividi Camaleonti e Dik Dik sono i nomi di alcuni alfieri di questo genere fatto di morbide melodie e voci un po’ effeminate che manteneva però l’estetica del rock, con chitarre a doppio manico e doppie casse della batteria.

Un sottogenere analogo generatosi più o meno fra il ’74 e il ’75 fu il pop strumentale o semi-strumentale, fatto di cori celestiali, tappeti di synth e orchestra. La voce lasciava posto alla melodia suadente, da struscio, ottenuta spesso col sintetizzatore Moog oppure con la chitarra (“alla Santana”) o con i cori. Esempi del genere furono i Santo California, Il guardiano del faro, i Daniel Sentacruz Ensamble.

Fu in questa situazione che irruppe lui: TOTO CUTUGNO. Coi suoi Albatros a Sanremo 1976 Toto fece la summa di tutti i trend circolanti proponendo “Volo AZ504” che, per quanto datato almeno nella parte “recitata” insieme all’allora popolare attrice Silvia Dionisio, é a suo modo epocale.

Dentro questo pezzo c’è infatti l’approccio prog, l’ambizione di generare un brano importante pur tenendosi in un minutaggio ristretto, c’é il synth (MiniMoog D Model, come segnala l’esperto Edoardo Fracassi), ma anche la giusta dose di romanticismo e orecchiabilità. Ciliegina sulla torta, che certo rende il pezzo figlio del suo tempo, ma anche valido specchio di una certa provincia italiana anni ’70, è proprio la storiellina del (breve) testo che affronta un tema scabroso come l’aborto con i toni del fotoromanzo. Fra Toto e la sua donzella c’è stata un breve flirt, c’è stato un “incidente”, lui non ha voluto prendersi le sue responsabilità e lei allora lo lascia imbarcandosi su un aereo che, presumibilmente, la conduce in un qualche luogo dove si sottoporrà a un’interruzione di gravidanza.

In questi giorni, durante un dibattito Facebookiano, è venuto fuori un elemento interessante per i patiti Sanremesi.

Si era sempre pensato, infatti, che il titolo “Volo AZ 504“, codice di un volo Alitalia, fosse stato scelto sostanzialmente a caso oppure, al contrario, che fosse un Roma – Londra, legato quindi al contenuto della canzone poiché nel 1976 per le interruzioni di gravidanza una delle soluzioni era andare all’estero, nei paesi dove esso era permesso dalla legge (in Gran Bretagna fu introdotto nel 1967).

Cercando però fra i voli attuali di Alitalia si scopre che l’AZ 504 esiste, ma è il Milano – Bucarest.

Ma allora anche nel 1976 l’AZ504 andava a Bucarest?

L’eroico Alessandro Ferri, parte attiva del manipolo di patiti sanremesi coinvolti nelle ricerche, ha provato a chiarire il dilemma ed ha rinvenuto un vecchio elenco voli Alitalia. Non del 1976, ma del 1972.

Come si vede l’AZ 504 nel 1972 compiva la rotta Roma – Milano – Praga – Varsavia.

Ma allora dove andava nel 1976 il volo AZ 504? Non è dato saperlo. Il titolo della canzone é scelto casualmente oppure é stata una scelta deliberata?

Se qualcuno sa dirci qualcosa… Altrimenti, chi può, lo chieda al buon Toto nazionale.

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Olocausto: una questione di Razzismo http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/olocausto-una-questione-di-razzismo/ Sat, 26 Jan 2019 13:47:42 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=52220 In occasione del Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto credo giusto che anche una piccola testata giornalistica locale dedichi un po’ del suo tempo per informare i lettori, semplicemente aiutando a comprendere (in modo inevitabilmente semplice e sintetico) cosa significò davvero l’Olocausto. Non é forse ancora sufficientemente noto a tutti che con questo termine si […]

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In occasione del Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto credo giusto che anche una piccola testata giornalistica locale dedichi un po’ del suo tempo per informare i lettori, semplicemente aiutando a comprendere (in modo inevitabilmente semplice e sintetico) cosa significò davvero l’Olocausto.

Non é forse ancora sufficientemente noto a tutti che con questo termine si intende il genocidio sistematico che fu conseguenza delle politiche razziali del nazismo, attuato dalla fine degli anni ’30 del XX° secolo fino al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Oltre agli ebrei, che erano di varie nazionalità (anche italiani), coinvolse nunerosi altri gruppi etnici come i rom e sinti (gli zingari), ma anche in numero elevatissimo le popolazioni slave non di religione ebraica della Polonia e dell’Unione Sovietica.

Nei campi di sterminio e nei campi di concentramento, organizzati dai Nazisti tedeschi principalmente nel territorio della Polonia che avevano occupato militarmente dal 1939, finirono però anche dissidenti del regime nazista, oppositori politici, esponenti di minoranze religiose (pentecostali, testimoni di Geova) e tutta una serie di individui considerati “indesiderabili” come i disabili, gli omosessuali, i malati di mente.

Vittima dell’Olocausto fu quindi non solo il mondo ebraico, ma tutto ciò che non corrispondeva all’ideale di umanità propagandata dal Nazismo e che, in un modo o nell’altro, era ostacolo al trionfo di questa follia.

Per tutte le categorie sopra elencate il destino fu quello di essere prima ridotti in schiavitú e poi morire per avvelenamento (con monossido di carbonio o gas letale), fucilazione, denutrizione e deperimento fisico o malattie che erano inevitabile conseguenza della segregazione.

Nel piccolo riquadro sotto, tratto molto semplicemente da Wikipedia, trovate un riassunto numerico delle vittime (almeno 15 milioni) secondo le stime dello United Stases Holocaust Memorial Museum che aiuta sicuramente a capire meglio le dimensioni impressionanti e la sua disarmante complessità.

Un grosso prezzo, col beneplacito del Governo Italiano, fu pagato anche dai nostri connazionali. Oltre agli italiani che erano di religione o discendenza ebraica morirono nei lager nazisti circa 30.000 deportati politici e 40.000-50.000 militari nostri connazionali imprigionati dopo l’8 Settembre.

Un grande dramma mondiale, quindi, risultato prima di tutto del razzismo nella sua più vasta accezione: questo fu l’Olocausto.

Dire che tutto questo non va dimenticato è forse banale, ma straordinariamente necessario e importante.

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Centrosinistra unito a Castiglion Fiorentino, partito il percorso verso le elezioni 2019 http://www.valdichianaoggi.it/politica/centrosinistra-unito-a-castiglion-fiorentino-partito-il-percorso-verso-le-elezioni-2019/ http://www.valdichianaoggi.it/politica/centrosinistra-unito-a-castiglion-fiorentino-partito-il-percorso-verso-le-elezioni-2019/#respond Sat, 27 Oct 2018 14:49:11 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=50609 “Un accordo di tutte le forze del centrosinistra, un patto politico fondati sui valori comuni, democratici e riformisti, portati nella nostra realtà locale”: è stata Angela Lucini, Segretario del PD di Castiglion Fiorentino, a esordire così nella conferenza stampa di stamani con la quale tutti i partiti del centrosinistra hanno dato avvio al percorso verso […]

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Un accordo di tutte le forze del centrosinistra, un patto politico fondati sui valori comuni, democratici e riformisti, portati nella nostra realtà locale”: è stata Angela Lucini, Segretario del PD di Castiglion Fiorentino, a esordire così nella conferenza stampa di stamani con la quale tutti i partiti del centrosinistra hanno dato avvio al percorso verso le prossime elezioni amministrative del 2019.

Al tavolo sedevano esponenti locali e vertici provinciali e di vallata del Partito Democratico, di Liberi e Uguali, del Partito Socialista, di Più Europa e del Centro Democratico Popolare che hanno scelto di condividere i contenuti di un documento unitario, base per il futuro lavoro in vista dei prossimi mesi.

Abbiamo raggiunto un accordo politico” ha spiegato Lucini “che è non solo un grande risultato, ma è il punto di partenza di un percorso che sarà fondato sul confronto e porterà alla definizione di una candidatura a Sindaco unitaria, della squadra di candidati per il Consiglio e di un programma comune. Lo faremo in modo aperto e con assoluta attenzione a tutte le forze civiche e a tutti coloro che, come noi, condividono determinati valori e vorranno mettersi in campo”.

Viste le complesse vicende e le numerose divisioni del passato di cui fu conseguenza la sconfitta elettorale del 2014 la “ricomposizione” del centrosinistra castiglionese è, secondo i presenti, senza dubbio una notizia significativa: “A Castiglion Fiorentino è stato fatto un grandissimo lavoro, che per certi versi ha del miracoloso” ha dichiarato il Segretario Provinciale del PD Albano Ricci “vediamo oggi finalmente ricomposta una casa comune, frutto di una serie di relazioni che sono state ricongiunte con umiltà, mettendo il bene comune davanti a tutto il resto: unità, responsabilità, umiltà oggi sono un fatto e non più solo parole. Non cerchiamo voti per forza, ma vogliamo portare avanti i nostri valori. Andremo incontro al civismo e ai cittadini con una base politica solida e un progetto forte, senza vergognarci di chi siamo”.

La prima scadenza individuata è quella delle elezioni primarie, che con ogni probabilità si svolgeranno il prossimo 16 Dicembre. Con esse si selezionerà il candidato a Sindaco, ma più che altro, nelle intenzioni ribadite dai presenti, esse dovranno servire per rafforzare il lavoro di confronto e sottolineare l’apertura alla partecipazione dei cittadini. “Nulla di divisivo, ma un’occasione per dare un forte segnale, uno stimolo a partecipare, un invito a unirsi al percorso”.

Dall’altra parte, anche se poco citata nel corso della conferenza, c’è l’amministrazione guidata da Mario Agnelli, ma per ora più che la critica all’attuale giunta (declinata da alcuni con attribuzioni politiche varie, da quella di destra al peronismo) prevale l’importanza di sottolineare la ritrovata unità: “Castiglion Fiorentino è un esempio virtuoso, una vera rinascita, un progetto scuola, uno stimolo anche per gli altri Comuni” ha ribadito Ricci “Sarà un bel viaggio, un momento nuovo e comunque positivo e di crescita, aldilà del risultato”

 

 

IL TESTO DEL DOCUMENTO UNITARIO:

Questo accordo tra i partiti del centro sinistra di fatto apre la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Castiglion Fiorentino. Questa coalizione che abbraccia i valori democratici e progressisti si apre al mondo civico e sarà la casa di chi condivide e si riconosce su determinati valori. Il pieno coinvolgimento dei cittadini castiglionesi avverrà con le elezioni PRIMARIE DEL CANDIDATO A SINDACO che i Castiglionesi voteranno e legittimeranno. Le autocandidature sono già aperte (non occorrono le firme di supporto) e si chiuderanno DOMENICA 11 NOVEMBRE ALLE ORE 12.00. 

Impegno e motivazione saranno le parole d’ ordine.
In vista delle prossime elezioni amministrative, che saranno indette per la primavera prossima, ci accingiamo a presentare la lista del centro sinistra, aperta a tutte le forze politiche che si riconoscono in un progetto democratico, progressista e riformista.

E’ per questo motivo, che in un momento di crisi dei partiti storici che sono percepiti come inadeguati a rappresentare la collettività, desideriamo proporre una svolta per il riscatto della politica, attingendo alle forze migliori della società e proponendo un modello nuovo, rappresentato da uomini nuovi, che trovi la sua forza nel rapporto diretto con tutta la comunità, ma in cui il primo obiettivo da raggiungere dovrà essere quello di innalzare per tutti, la qualità e il livello della competizione elettorale.

Tutto questo può essere fatto riconquistando la fiducia delle persone intorno ad un progetto amministrativo in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini.

Questi saranno i nostri obbiettivi:

  • rafforzare il welfare locale impegnandosi a sviluppare l’economia ed il lavoro, salvaguardando l’ambiente, il diritto alla salute ed il rispetto dei diritti umani;

  • garantire la sicurezza della comunità con un controllo efficace del territorio aumentando le sinergie tra polizia locale e forze dell’ordine;

  • offrire un futuro alle giovani generazioni, tutelando gli anziani e le famiglie

In questo senso ci impegneremo per il comune di Castiglion Fiorentino, a costruire un percorso che vada nella direzione di sostenere un progetto amministrativo in grado di coinvolgere tutti i cittadini, riavvicinando i giovani e collaborando con le imprese e con il mondo del volontariato.

Tutto ciò per restituire slancio a una comunità che vuole uscire dalle contrapposizioni sterili, recuperando finalmente lo spirito civico e solidale che ha sempre contraddistinto Castiglion Fiorentino

Le forze politiche che sottoscrivono :

-CENTRO DEMOCRATICO-POPOLARI

-LIBERI E UGUALI

-PIU’ EUROPA

-PARTITO SOCIALISTA

-PARTITO DEMOCRATICO

Castiglion Fiorentino 27/10/2018

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Finalmente l’Opera nei nostri Teatri! http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/finalmente-lopera-nostri-teatri/ http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/finalmente-lopera-nostri-teatri/#respond Mon, 22 Oct 2018 17:12:14 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=50502 E’ stato davvero un bellissimo pomeriggio quello di ieri al Teatro Spina di Castiglion Fiorentino che con un “Invito all’Opera” a ingresso gratuito si è riempito di pubblico e ha proposto grande musica (alcune delle più popolari “arie” di Mascagni, Rossini, Puccini…) e bravi performer (lo straordinario pianista Eugenio Milazzo, la soprano Sara Cervasio che […]

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E’ stato davvero un bellissimo pomeriggio quello di ieri al Teatro Spina di Castiglion Fiorentino che con un “Invito all’Opera” a ingresso gratuito si è riempito di pubblico e ha proposto grande musica (alcune delle più popolari “arie” di Mascagni, Rossini, Puccini…) e bravi performer (lo straordinario pianista Eugenio Milazzo, la soprano Sara Cervasio che vedete nella foto sopra, il baritono Carlo Morini e il tenore Davide Paltretti).

Nell’occasione, con una scelta promozionale inattesa e molto intelligente, è stata presentata la prossima stagione lirica.

Si tratta di una grande novità e anche un grande ritorno, visto che il teatro castiglionese vanta una notevole tradizione in questo senso (risalente, purtroppo, a molti decenni fa!) e lo stesso Mario Spina (1927-1985) a cui il teatro è intitolato è stato un importante tenore che ha goduto di una notevole popolarità, arrivando a cantare con la Callas e essere diretto da Bernstein.

La lirica, che vedrà 2 appuntamenti (il 13 Gennaio la “Cavalleria Rusticana” di Mascagni e il 7 Aprile “Gianni Schicchi” di Puccini), fa quindi capolino affiancandosi alla già presentata stagione teatrale e a una stagione musicale che sarà ufficializzata nel dettaglio a breve e vedrà vari appuntamenti fra cui quello con Danilo Rea.

Nella generale bontà e varietà della proposta lanciata dalla pisana “CommunityNews”, il soggetto subentrato da quest’anno nella gestione del Teatro, mi preme però sottolineare con favore il ritorno dalle nostre parti della Lirica per una serie di motivi, fra i quali:

in zona ormai da decenni è impossibile sentire l’Opera a Teatro, intendo l’Opera quella vera, con l’Orchestra. Trattasi di una mancanza certo additabile ai costi non certo limitati di certe produzioni e alle piccole dimensioni di buona parte dei nostri Teatri, ma che di fatto rende monca la proposta e lascia inappagato un pubblico di appassionati che, anche se ridottosi nel tempo, esiste.

il melodramma è una delle eccellenze del nostro paese e per questo merita di essere rappresentato, promosso e soprattutto rispettato nella sua reale essenza e nel suo immenso valore storico.

tutti i nostri Teatri erano nati a metà ‘800 proprio per ospitare l’Opera lirica, offrendola al grande pubblico e contribuendo così a renderla un fenomeno davvero accostabile al “nazional-popolare“. Per questo credo che i nostri teatri meritino, in virtù della loro bellezza e del fatto di essere stati conservati con cura, di tornare almeno ogni tanto alla loro originaria funzione.

 

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Appunti a margine di “Cortonesi nel Mondo” http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/appunti-a-margine-di-cortonesi-nel-mondo/ http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/appunti-a-margine-di-cortonesi-nel-mondo/#respond Tue, 09 Oct 2018 13:11:12 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=50262 Ancora un bel weekend in quel di Cortona, dove fra le molte manifestazioni si è distinta “Cortonesi nel Mondo”, promossa dalla neonata Associazione Dardano e scaturita da un’idea lanciata alcuni mesi fa dall’amico Fabio Comanducci e da altri che fanno parte del gruppo Facebook “Sei di Cortona se…”. Da venerdì fino a domenica si è […]

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Ancora un bel weekend in quel di Cortona, dove fra le molte manifestazioni si è distinta “Cortonesi nel Mondo”, promossa dalla neonata Associazione Dardano e scaturita da un’idea lanciata alcuni mesi fa dall’amico Fabio Comanducci e da altri che fanno parte del gruppo Facebook “Sei di Cortona se…”.

Da venerdì fino a domenica si è dipanata una serie di eventi che hanno combinato “sacro e profano” mescolando all’interno di una cornice di “cortonesità” varie sfumatore di colori fatti di ricordi, riflessioni, tradizione e futuro. Tutto questo in modo inedito e, credo non solo per me, stimolante.

Partita come “remake” di un’idea realizzata 40 anni prima (il “Ritorno al paese natale” di cui fu animatore Giorgio Comanducci, padre di Fabio) “Cortonesi nel Mondo” ha raccolto una buona partecipazione e ha indicato una via interessante per future attività che, a quanto mi pare di aver capito, intendono stare nel solco della valorizzazione delle nostre migliori risorse, invitando alla riflessione e alla salvaguardia della nostra più reale essenza, rafforzando il sentimento di amore, affetto e il senso di comunità fra i cortonesi.

Un intento nobile e scevro da altre finalità che è emerso con evidenza anche nell’incontro che approfondiva il tema del turismo e dei suoi effetti sulle città a cui hanno preso parte, oltre a Fabio Comanducci, il prof. Marco D’Eramo, autore di “Il selfie del mondo”, il Sindaco Basanieri (che è anche Responsabile Turismo di ANCI Toscana) e Mario Aimi.

Devo dire che ho seguito con interesse apprezzando molto che, con molti più numeri e dati concreti frutto di esperienze, gli interlocutori abbiano evidenziato una serie di problematiche legate al rapporto fra turismo e città a cui spesso nel corso degli ultimi anni era stato fatto accenno su queste pagine.

Mi sento di condividere in pieno sia l’analisi dell’attuale situazione sia l’auspicio, che certo dovrà sempre più essere seguito da fatti, di continuare a promuovere il turismo come grande risorsa, ma regolandolo e rendendolo più efficiente, mantenendo nel contempo le città vive, andando a colpire l’approssimazione, le irregolarità e l’economia sommersa, favorendo chi rispetta le regole e soprattutto rispetta i luoghi dove va ad operare.

Lavorare per mantenere un’autenticità che non sfoci mai nella rappresentazione quasi teatrale di qualcosa, ma sia la narrazione di un’essenza davvero esistente, è una priorità che credo ogni comunità debba far propria.

Chiudo poi con un ulteriore apprezzamento per il “Non finisce qui” con il quale Fabio Comanducci ha salutato gli intervenuti. Ciò significa che avremo altri appuntamenti simili nei prossimi mesi… e credo che tutto questo sia un bene.

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Calcinaio: facciamo chiarezza http://www.valdichianaoggi.it/notizie/calcinaio-facciamo-chiarezza/ http://www.valdichianaoggi.it/notizie/calcinaio-facciamo-chiarezza/#respond Fri, 28 Sep 2018 12:44:25 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=49805 Dopo varie ricerche, lette le dichiarazioni del Sindaco e dell’On. Gagnarli che abbiamo pubblicato in questi giorni e le varie carte che riguardano la vicenda mi permetto di ricostruire la questione Calcinaio per dovere di chiarezza verso voi lettori. La notizia è che 763mila euro destinati a interventi per la sicurezza sismica sono stati tolti […]

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Dopo varie ricerche, lette le dichiarazioni del Sindaco e dell’On. Gagnarli che abbiamo pubblicato in questi giorni e le varie carte che riguardano la vicenda mi permetto di ricostruire la questione Calcinaio per dovere di chiarezza verso voi lettori.

La notizia è che 763mila euro destinati a interventi per la sicurezza sismica sono stati tolti con un Decreto dal Ministero che ha inserito invece 2 interventi a Siena, inizialmente non previsti, togliendone anche un altro in provincia di Grosseto.

Questi 763mila euro, come si legge nel Decreto Ministeriale datato 8/8/2018 e “vistato” dalla Corte dei Conti il 24/9/2018, sono relativi a un “intervento di verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro della Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio” che viene tolto perché “sono comunque previsti interventi di consolidamento e restauro”. Questi ultimi interventi sono effettivamente finanziati, e al momento così restano, per 1 milione di euro.

Cortona, quindi, allo stato attuale delle cose ha perso per il Calcinaio 763.000 euro su un totale inizialmente previsto di 1.763.000.

Il Governo ha compiuto una scelta di rimodulazione dei fondi, che anche se motivata è lecito contestare. Quindi bene ha fatto il Sindaco a opporsi e personalmente condivido la contestazione.

C’è però un problema: quei fondi non provengono dal “Bellezza Italia(che poi in realtà si chiama “Progetto Bellezza“) e ciò toglie senso anche al richiamo alla Fortezza, finanziata proprio con il “Progetto Bellezza”. Basta infatti scorrere la graduatoria per trovarci il Girifalco, mentre non vi è traccia del Calcinaio.

I soldi del Calcinaio, come scrivemmo correttamente all’epoca su ValdichianaOggi, erano invece frutto del “Piano antisismico per i musei statali, per la riqualificazione delle periferie ed il recupero del patrimonio culturale del Febbraio 2018.

La replica dell’On. Gagnarli richiama invece una delibera CIPE del 1.5.2016 relativa a “Fondo sviluppo e coesione 2014-20: Piano Stralcio Cultura e Turismo” in cui, facendo riferimento all’attuazione futura del “Progetto Bellezza”, si specifica che “l’accesso al finanziamento potrà essere circoscritto ad un solo intervento per Comune richiedente”.

Il problema è però lo stesso di sopra: i fondi destinati al Calcinaio non erano del “Progetto Bellezza, bensì del “Piano antisismico per i musei statali, per la riqualificazione delle periferie ed il recupero del patrimonio culturale“. A conferma di questo basta leggere il Decreto di Rimodulazione del Ministero in cui, ad esempio, nel Comune di Siena figura più di un intervento.

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Lunga vita alla Fiera di Camucia! Idee per il futuro http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/lunga-vita-alla-fiera-di-camucia-idee-per-il-futuro/ http://www.valdichianaoggi.it/opinioni/leditoriale/lunga-vita-alla-fiera-di-camucia-idee-per-il-futuro/#respond Sun, 16 Sep 2018 16:45:14 +0000 http://www.valdichianaoggi.it/?p=49559 “Notte di fine Estate”, la serata di eventi a Camucia ideale chiusura della stagione e preludio alla tradizionale Fiera di Settembre, ha confermato il potenziale sociale e commerciale di tutto il territorio cortonese. Uno spazio pieno di risorse che dovrà essere sfruttato investendo sempre più negli eventi, dando quindi concreta attuazione al suggerimento da noi […]

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Notte di fine Estate”, la serata di eventi a Camucia ideale chiusura della stagione e preludio alla tradizionale Fiera di Settembre, ha confermato il potenziale sociale e commerciale di tutto il territorio cortonese. Uno spazio pieno di risorse che dovrà essere sfruttato investendo sempre più negli eventi, dando quindi concreta attuazione al suggerimento da noi più volte trasmesso nel corso degli anni (l’articolo più recente è questo).

A poche ore dalla “Fiera” credo comunque utile esporre alcune idee che potrebbero garantire a questo appuntamento, certamente ancora di grande richiamo, un futuro sicuro che ne mantenga vivo il successo e il legame identitario con la nostra comunità.

L’attaccamento a questo evento è ancora forte. Da decenni la Fiera svolge infatti molte funzioni, fra le quali:

–          quella sociale: è un momento di ritrovo collettivo. Alla Fiera ci si va per incontrare gente.

–          l’offrire un’opportunità di acquisto di prodotti altrimenti difficili da trovare, perlomeno a un determinato prezzo. Si aspetta la Fiera per comprare determinate cose.

–          L’emergere di nuovi prodotti che trovano soluzioni utili nelle attività di tutti i giorni. Ogni anno si torna dalla Fiera con qualcosa di mai visto prima.

Nel tempo, come altri simili appuntamenti del circondario (si pensi alla Fiera di Sinalunga o alla Fiera del Mestolo di Arezzo) le trasformazioni economiche hanno in parte cambiato la kermesse camuciese, con segnali di standardizzazione dell’offerta e riduzione della varietà e (a volte) anche della qualità, allentando di riflesso le funzioni che ho elencato sopra.

Per evitare che la Fiera diventi un “grande mercato”, cioè la riproposizione del mercato settimanale di Camucia con solo più banchi, si dovrà provare qualche intervento. Per questo credo sia opportuna una riorganizzazione dell’offerta, nei limiti delle possibilità certo molto limitate che un’Amministrazione Comunale ha a disposizione.

A questo scopo, ferme restando le licenze già concesse su cui fino almeno alla loro scadenza si può far poco, si potrebbero intanto iniziare a inserire nuove aree “a tema”, riservate solo a determinate ben specifiche attività.

Penso alle tipicità agricole ed eno-gastronomiche, in parte già presenti ma su cui si potrebbe fare di più. Oppure i prodotti dell’artigianato di alta qualità che fanno parte del nostro storico patrimonio. O ancora si potrebbe pensare a uno specifico settore con banchi legati all’innovazione, con riferimento particolare al bricolage, al giardinaggio, alle attività casalinghe o dell’agricoltura.

Credo che sia assolutamente possibile, ricollegandosi allo spirito più tradizionale e genuino della Fiera stessa e al meglio di quello che può ancora offrire il nostro territorio, creare una nuova immagine che rafforzi l’identificazione della comunità cortonese con questo evento, sostenendo la qualità e aumentando ancora di più la riconoscibilità, l’unicità e l’attrattiva.

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